Il 13 ottobre il nostro arcivescovo ha iniziato il lungo cammino dalla zona di Mesola. Tanti gli incontri con le parrocchie e l’intera comunità
Martedì 13 ottobre il nostro arcivescovo Gian Carlo Perego inizierà la Visita pastorale nel vicariato di san Guido, partendo dall’Unità pastorale Maria Madre della Chiesa, che riunisce le parrocchie di Mesola, Bosco Mesola, Massenzatica, Monticelli e Ariano. È un appuntamento atteso, che porta il pastore della diocesi nelle terre del Delta, tra le comunità che vivono nelle zone orientali della provincia di Ferrara, in un territorio segnato dal fiume, dalla bonifica, dal lavoro dei campi e del mare, dalla fatica e insieme dalla tenacia di chi lo abita.
Il senso di una visita
La Visita pastorale non è un’ispezione né un adempimento burocratico ma uno dei gesti più significativi del ministero del vescovo: il pastore che si fa pellegrino tra le sue comunità per conoscerle, ascoltarle, confermarle nella fede e camminare con loro. Il vescovo non arriva per portare risposte già pronte, ma per vedere da vicino la vita delle parrocchie, condividere gioie e preoccupazioni, riconoscere il bene che già si compie e indicare, insieme, i passi da compiere. È un tempo di grazia per tutti: per le comunità, che si sentono accompagnate, e per il vescovo stesso, che dalla conoscenza diretta dei territori trae luce per il suo servizio alla diocesi.
Mesi di preparazione
La Visita non comincia il 13 ottobre. Da mesi le comunità dell’Up si stanno preparando attraverso gli incontri con i convisitatori, sacerdoti e laici incaricati di affiancare il vescovo, che aiutano le parrocchie a leggere la propria situazione amministrativa e pastorale. Si è fatto il punto su edifici, beni, gestione economica ma soprattutto sulla vita delle comunità: la catechesi, la liturgia, la carità, la presenza dei giovani e delle famiglie, la partecipazione dei laici. Un lavoro di verifica sincera, che non vuole giudicare ma far emergere risorse e fragilità, perché la Visita possa essere momento di discernimento comune.
Le attese delle comunità
Le comunità si aspettano anzitutto la vicinanza del vescovo: sentirlo presente, poterlo incontrare, raccontargli la propria storia. Desiderano che il pastore della diocesi conosca da vicino le loro realtà, spesso piccole e lontane dal centro, con le difficoltà legate allo spopolamento, all’invecchiamento della popolazione, alla diminuzione dei sacerdoti. Attendono parole di incoraggiamento per continuare a dare testimonianza cristiana nella vita di ogni giorno. E chiedono indicazioni sui cammini pastorali da intraprendere, perché l’Up cresca nella comunione e nella corresponsabilità, superando la tentazione di chiudersi nei confini del proprio campanile.
Dentro le comunità cristiane
Il programma, elaborato in un intenso percorso di lavoro del Consiglio dell’Up, prevede numerosi momenti di incontro con le parrocchie. Il vescovo incontrerà i sacerdoti che servono le comunità, ascoltandone il vissuto e le fatiche; i consigli pastorali e i consigli per gli affari economici; i catechisti, gli animatori, i gruppi, le associazioni e i movimenti; i ragazzi e i giovani. Un’attenzione particolare sarà riservata ai malati e agli anziani, che il vescovo visiterà nelle case e nei luoghi di cura, segno di una Chiesa che mette al centro chi soffre.
Non mancheranno le Messe, cuore della vita di ogni comunità, nelle quali tutto il cammino della Visita verrà affidato al Signore. Ogni incontro sarà vissuto in uno stile semplice e fraterno, lasciando spazio a tutti, anche di chi è ai margini. Sarà anche l’occasione per riconoscere e valorizzare il servizio silenzioso di tante persone che, con generosità e spesso lontano dai riflettori, tengono aperte le chiese, accompagnano i ragazzi, sostengono le famiglie in difficoltà e custodiscono il patrimonio di fede e di storia delle nostre comunità.
Un’occasione missionaria
La Visita, però, non si ferma alle porte delle chiese. È anche un’occasione missionaria di incontro con tutto il territorio. Il vescovo dialogherà con il mondo della pubblica amministrazione, con i sindaci e gli amministratori locali; con le realtà della sanità e dei servizi sociali; con il volontariato, che nel Delta è una rete preziosa di solidarietà; con il mondo della cultura e della scuola; con le realtà lavorative, dalle imprese agricole alla pesca, dall’artigianato al commercio.
Sarà un tempo di dialogo e di ascolto reciproco, in cui la Chiesa mostra il proprio interesse per la vita concreta delle persone e la volontà di tessere relazioni durature di collaborazione e condivisione.
Perché il bene della gente dei territori della provincia di Ferrara è una responsabilità comune, che chiede alleanze tra istituzioni, comunità cristiane e società civile.
Il cammino prosegue
Dopo l’Unità pastorale Maria Madre della Chiesa, la Visita proseguirà nelle altre unità pastorali del Vicariato di San Guido. Successivamente il vescovo raggiungerà la zona del Vicariato di San Cassiano, a Comacchio e nei paesi vicini. Il terzo vicariato a essere visitato sarà quello di Sant’Apollinare, nei primi mesi del 2027. Un itinerario lungo, che percorre terre diverse ma unite da una stessa storia di fede e da un’unica Chiesa diocesana. L’intera visita terminerà nel 2028.
Per restare informati
Tutte le informazioni sulla Visita pastorale, con il calendario degli appuntamenti, i programmi delle singole Unità pastorali e i resoconti degli incontri, si potranno trovare sulle pagine de “La Voce” e sul sito www.pastoraleferrara.com/visita-pastorale
Un invito a seguire da vicino questo cammino, e soprattutto a parteciparvi: la Visita sarà tanto più ricca quanto più le comunità sapranno viverla come un’occasione per incontrarsi, ascoltarsi e ripartire insieme.
Michele Zecchin
(Articolo pubblicato su “La Voce” dell’8 ottobre 2026)
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