L’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio interviene sui fatti accaduti al Liceo Ariosto

È un brutto segnale quando la violenza entra a scuola, perché sconvolge uno dei luoghi fondamentali dell’educazione, della crescita delle persone. Domandarsi come è stato possibile questo è importante, come hanno fatto gli studenti con i loro insegnanti. Reagire con coraggio e fermezza a questa violazione, come ha scritto il Preside, è altrettanto fondamentale.

Pensare che la sicurezza degli studenti sia solo legata a strumenti in più di controllo è superficiale, perché si tratta di un problema culturale. Se una cultura sposa la violenza del linguaggio, se una cultura si lascia condizionare, addirittura manipolare dai social media, tanto da non essere più capaci di guidare responsabilmente le proprie azioni, se una cultura considera solo le armi strumenti per la soluzione dei conflitti, la violenza entra anche nei luoghi più sacri come la scuola.

Forse ancora di più oggi l’educazione è chiamata a purificare il linguaggio, a valutare e regolare l’uso dei social, a formare alla pace e alla nonviolenza, a disarmare il linguaggio e i luoghi di vita, a partire dalla scuola.

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