Nonostante i grandi progressi non si è ancora raggiunta una tecnologia matura. Si possono cercare delle risposte in un computer, ma ognuno di noi ha anche una intelligenza da valorizzare, particolare e con molti difetti, ma che non può essere amalgamata ad un sistema che chiunque può condizionare. In certi campi può essere molto utile per dare delle indicazioni di carattere generale, ma quando si scende nella vita delle persone non è pensabile che una soluzione proposta dall’intelligenza artificiale possa andar bene indistintamente per europei, africani, cinesi, perché nasce da quello che siamo. La vita è troppo complicata per poterla semplificare eccessivamente. Quando c’è un sistema complesso va gestito con grande cura. 

Ora il problema principale è quello della pace e bisogna stare molto attenti ad individuare soluzioni che non compromettano il raggiungimento di un equilibrio. L’uomo ha la possibilità di mettersi d’accordo. Dobbiamo confidare nei nostri valori intrinseci. La stessa enciclica “Laudato si’” termina con un invito: «Camminiamo cantando! Che le nostre lotte e le nostre preoccupazioni per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza». La domanda non deve essere più cosa possiamo fare con la scienza ma cosa scienza e tecnica possono fare per noi. Sarebbe inutile fare delle scoperte bellissime se poi non si potessero applicare ovunque e per il benessere di tutti.

Guglielmo Bernabei

(Articolo uscito nella Rubrica settimanale “Pillole di economia”)

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 5 settembre 2025 

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