La Sala di via della Resistenza a Ferrara riapre con tante novità: questo fine settimana proiezione di “Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio”, il 28 settembre e il 2 ottobre il tanto discusso “Naza” e il 4 ottobre serata “Francesco, chi era davvero?” con padre Pietro Maranesi da Assisi
Si riaccendono le luci al Cinema Teatro Santo Spirito di Ferrara. La chiusura estiva non è stata un semplice tempo di riposo: in questi mesi sono stati eseguiti importanti interventi di miglioria e aggiornamento degli impianti elettrici e tecnologici, insieme a una rinfrescata complessiva degli ambienti di ingresso e di servizio, tra imbiancatura, pulizia e rinnovo degli spazi. Sono lavori che lo spettatore spesso non vede, ma che permettono a una sala di comunità di restare un luogo accogliente, sicuro e al passo con i tempi. Il Santo Spirito è così pronto a inaugurare una stagione ricca di prime visioni, rassegne ed eventi, fedele alla vocazione di servizio verso la città e verso quanti vedono nel cinema uno spazio di incontro e di riflessione.
“UNA TERRA PER TUTTI”
La stagione si apre con una scelta precisa. Il titolo della nuova rassegna nasce dalle parole pronunciate il 7 settembre scorso a Gerusalemme dal card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino, durante la presentazione del Forum permanente “Within your gates”. Pur riconoscendo i tanti ostacoli alla riconciliazione tra israeliani e palestinesi, dalla polarizzazione alla sfiducia reciproca, il patriarca ha indicato il compito di essere una presenza discreta e chiara, anche scomoda quando serve, capace di ricordare a ciascuno «che questa terra è per tutti».
Ad aprire la rassegna, e insieme l’intera stagione, è “Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio” di Annemarie Jacir, in prima visione esclusiva secondo la consueta programmazione del fine settimana: venerdì 25 settembre, ore 21; sabato 26, ore 21; domenica 27, ore 18 e ore 21.
Candidato ufficiale della Palestina agli Oscar e presentato al Festival di Toronto, il film ci riporta al 1936, quando i villaggi palestinesi si sollevarono contro il dominio coloniale britannico in quella che fu la più grande e lunga rivolta del periodo del Mandato. Al centro c’è il giovane Yusuf, diviso tra il suo villaggio e una Gerusalemme sempre più inquieta, mentre attorno a lui tutte le parti precipitano verso lo scontro. Un grande racconto corale, con un cast che unisce interpreti palestinesi come Hiam Abbass e Saleh Bakri a volti noti come Jeremy Irons e Liam Cunningham. Anche la sua lavorazione è una storia di tenacia: dopo il 7 ottobre le riprese sono state interrotte e trasferite in Giordania, e la troupe è riuscita a completarle in Palestina solo nel novembre 2024, dopo quattro interruzioni. La regista lo definisce un film in costume che non ha mai pensato come qualcosa del passato, perché parla con forza del presente.
Lunedì 28 settembre e venerdì 2 ottobre (sempre alle ore 21) la sala ospiterà poi “Naza”, il documentario di cui molto si è parlato nelle ultime settimane. Diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, già tra gli autori del premio Oscar” No Other Land”, con la produzione esecutiva di Jonathan Glazer (“La zona d’interesse”), il film ha ricevuto il Premio speciale della giuria alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, dove la sua prima è stata accolta da una standing ovation di 24 minuti e mezzo, la più lunga mai registrata al festival. Nel corso di conversazioni notturne sui tetti di Tel Aviv, ventiquattro ufficiali e soldati dell’intelligence israeliana, resi anonimi, raccontano i meccanismi con cui sono stati pianificati i bombardamenti su Gaza. Il titolo è l’acronimo militare ebraico che indica il “danno collaterale”, ossia il numero di civili che si prevede moriranno in un attacco aereo. Colpisce che a interrogare così il proprio Paese siano due autori israeliani, che dicono di aver sentito il dovere di usare la propria posizione per guardare dall’interno ciò che accade in loro nome. Gaza nel film resta fuori campo, presente attraverso la sua assenza: una scelta che vuole scuotere uno spettatore ormai assuefatto alle immagini della violenza.
La rassegna proseguirà a novembre con altri due titoli: “Yes” dell’israeliano Nadav Lapid e “With Hasan in Gaza” del palestinese Kamal Aljafari, due sguardi diversi e complementari per un percorso pensato per favorire conoscenza, discernimento e dialogo.
4 OTTOBRE: “FRANCESCO, CHI ERA DAVVERO?”
Domenica 4 ottobre alle 21, nel giorno in cui l’Italia torna a celebrare come festa nazionale il suo patrono, si concluderà la rassegna “Dal sogno di sé al sogno di Dio”, il ciclo di film, documentari e testimonianze che da marzo accompagna il pubblico del Santo Spirito attorno alla figura di Francesco d’Assisi, a ottocento anni dalla sua morte. Dopo “Francesco giullare di Dio” di Roberto Rossellini, “La canzone della terra” di Margreth Olin e “Il folle di Dio” di Walter Romeo, la serata finale, a ingresso libero, porta un titolo che è insieme una domanda e una sfida: “Francesco, chi era davvero?”. Protagonista sarà padre Pietro Maranesi, frate cappuccino, rettore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Assisi e docente di Teologia dogmatica e Francescanesimo all’Istituto Teologico di Assisi, autore tra l’altro di “Francesco e il lupo. Strategie politiche per una società più inclusiva”. L’intervista, curata da mons. Massimo Manservigi e don Francesco Viali, si concentrerà sull’attualità del messaggio francescano, riscoperto attraverso la conoscenza e lo studio delle Fonti. Il dialogo sarà accompagnato da spezzoni di due film che hanno segnato l’immaginario francescano del Novecento: “Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli e “Francesco” di Liliana Cavani, due letture molto diverse dello stesso santo.
Proprio il confronto tra queste immagini cinematografiche e le Fonti promette di essere il cuore della serata. In otto secoli Francesco è stato raccontato, dipinto e filmato infinite volte, e ogni epoca vi ha proiettato i propri sogni e le proprie domande. Tornare ai testi delle origini significa lasciar parlare il Santo con la sua voce, per scoprire quanto il suo messaggio abbia ancora da dire al nostro tempo.
Il Santo Spirito vi aspetta, rinnovato negli spazi e nella proposta, per una nuova stagione da vivere insieme.
Alberto Mion
Cinema Santo Spirito
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