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La missione è fatta  di opere concrete: continua il percorso  condiviso dei laici

 

(“La Voce” dell’8 novembre 2019)

 

Il 30 ottobre in Seminario nuovo appuntamento nel cammino della Giornata del Laicato, per iniziare a delineare proposte concrete sui tre ambiti - “Laboratorio della fede”, “Incontri con la Parola”, “Bottega della Parola” - emersi nell’ultimo anno

 

Può una giornata durare 9 mesi?

Sì: è il caso della “Giornata del Laicato” (GdL), che ogni anno vede due o tre appuntamenti principali ma mai isolati, anzi sempre il frutto di relazioni, incontri - pubblici e di tanti privati - fra persone da ogni angolo di Ferrara-Comacchio, che amano agire e ragionare non solo in un’ottica parrocchiale o associativa, ma anche, e sempre, appunto, diocesana.

Dopo l’appuntamento dello scorso 29 settembre a Codigoro e in attesa del prossimo incontro del maggio 2020, un importante momento, al tempo stesso di confronto e organizzativo, si è svolto la sera del 30 ottobre. Una quarantina di persone si sono ritrovate nel Seminario di Ferrara per iniziare a ragionare insieme su come dar vita a progetti concreti che - nell’ottica della sperimentazione di linguaggi e di un rinnovato spirito missionario (ne parla Giorgio Maghini nella rubrica mensile qui sotto, che inauguriamo) - sappiano rispondere a esigenze di singoli, famiglie, parrocchie e comunità, dando forma concreta a uno spirito fraterno e sororale di cui sempre più persone (credenti e non) sentono l’urgenza. “Tutto ciò - ha spiegato lo stesso Maghini nell’incontro del 30 ottobre - sempre partendo dall’idea di metterci a servizio dell’intera Arcidiocesi”, evitando di calare dall’alto eventuali progetti.

Maghini ha portato ad esempio cinque proposte già esistenti: “Infiniti” (quattro brevi serate teatrali per trasmettere la propria tradizione di fede in modo innovativo), “La porta dei Mesi” (ricrearla con proiezioni in piazza, musiche e letture della Parola), “Il libro degliAtti” (raccontare il proprio rapporto personale con la Parola, partendo quindi dal proprio vissuto), “Presenti” (organizzazione di incontri della parrocchia nel proprio quartiere, a dimostrazione di quanto si può voler bene all’ambiente nel quale si vive), e “Arte e catechesi” (rendere fruibile quel “libro” di catechesi che sono Ferrara e la sua provincia per le opere architettoniche e artistiche presenti). La serata ha visto quindi i partecipanti dividersi spontaneamente in tre gruppi, in base ai tre insiemi di proposte emerse dalla GdL: “Laboratorio della fede”, “Incontri con la Parola” (conoscenza della Parola, Lectio Divina) e “Bottega della Parola” (linguaggi sempre nuovi per portare la Parola di Dio).

Riguardo al “Laboratorio della fede”, si tratterebbe di un percorso pensato per giovani coppie con figli molto piccoli, un’esperienza di fraternità fatta di piccole e semplici cose, di incontro fra le persone, pensando in particolare a quelle tante coppie che, per mancanza di tempo, sfiducia nei confronti della Chiesa, o altro, si sono allontanate dalla parrocchia d’appartenenza. Un’esperienza, quindi, amicale, empatica, che tocchi la quotidianità, le paure e i bisogni delle giovani famiglie, senza l’ansia di “arruolare” nessuno ma col solo desiderio di rendere di nuovo la Chiesa un luogo accogliente, non giudicante, “caldo”, un luogo di ritrovo, davvero famigliare e conviviale.

Nel gruppo dedicato ai cosiddetti “Incontri con la Parola” si sono alternati i racconti di esperienze già in atto in Diocesi, ragionando su come non creare doppioni ma valorizzando questa ricchezza presente per raggiungere persone che in parrocchia non ci andrebbero mai - e forse non ci sono mai andate -,  con un’attenzione allo stesso linguaggio verbale, in modo che avvicini e non crei distanza. Al contrario, è fondamentale calarsi nelle singole situazioni, calando a sua volta la Parola nella vita concreta delle persone, evitando moralismi e cercando sempre di partire dalla propria esperienza personale, dalle domande che la vita pone a ognuno, perché “quando le persone si sentono amate sul serio, si aprono come non hanno mai fatto”.

Ultimo ma non meno importante, il gruppo sulla “Bottega della Parola”: diverse sono le proposte emerse, riguardanti pellegrinaggi nel territorio diocesano, appuntamenti per i bambini di gioco e riflessione, incontri tra generazioni diversi, la promozione del teatro amatoriale, eventi con i cosiddetti “libri viventi”, la partecipazione a “Monumenti Aperti”, spettacoli teatrali dei bambini, incontri per genitori, video-making, e altro ancora.

Insomma, l’officina dei laici di Ferrara-Comacchio è sempre operosa e aperta a chiunque voglia lavorarci o semplicemente ascoltarne le “voci”.

Andrea Musacci

La missione è un fatto condiviso: il laicato diocesano fucina di proposte concrete

 

(“La Voce” del 04 ottobre 2019)

 

Si preannuncia tutt’altro che statico e soporifero l’anno pastorale appena iniziato.

E questa sempre rinnovata dinamicità, questo desiderio di portare il Vangelo, con forme sempre nuove, fuori dai nostri recinti, è innanzitutto merito dei tanti laici che scelgono di impegnarsi anche oltre la propria parrocchia o associazione di appartenenza.

Nonostante la decisione di decentralizzazione, la Giornata del Laicato (GdL) svoltasi nel pomeriggio di sabato 28 settembre a Codigoro, è stata una fruttuosa occasione di reciproco ascolto e condivisione.

Nell’Oratorio don Bosco (una volta dei Salesiani) un centinaio di persone si sono ritrovate per riprendere il filo del discorso delle GdL dell’anno scorso. Una continuità non scontata, ulteriormente agevolata dalla stampa, da parte della nostra Diocesi, dell’opuscolo “Passione e bellezza: testimoni di un cammino comune”, contenente il discorso pronunciato da mons. Perego durante la Giornata del Laicato del 9 febbraio scorso, e distribuito nella GdL a Codigoro.

Giorgio Maghini e Marcello Musacchi hanno spiegato come le proposte che si tenterà di realizzare quest’anno  sono il frutto dei diversi appuntamenti della Giornata del Laicato dell’anno scorso, quindi delle riflessioni e delle idee emerse dai laici stessi.

Tre le macro proposte: quella del “Laboratorio della fede”, gli “Incontri con la Parola” e la “Bottega della Parola”.

Proposte che verranno discusse collegialmente nello specifico la sera del 30 ottobre prossimo, alle ore 21 nel Seminario di Ferrara. Chiunque è interessato può partecipare  a questo incontro, avanzare idee e proporsi per la loro realizzazione.

 

Il “Laboratorio della fede”

E’ toccato a Musacchi spiegare questa prima proposta, che, a differenza di quella realizzata a livello cittadino due anni fa, aperta a diverse fasce d’età, quest’anno viene proposta a quelle coppie con figli molto piccoli (indicativamente 0/5 anni), per cercare di intercettare giovani coppie, all’incirca di una fascia di età compresa fra i 20-25 e i 40 anni, quasi sempre allontanatesi dalla Chiesa nell’adolescenza o pubertà. L’idea è di svolgere, nel corso dell’anno, 8 incontri nei quali i giovani possano raccontarsi, dire i loro problemi, incontrandosi e interrogandosi insieme. Negli incontri si affronteranno temi quali la fragilità, l’essere comunità generative, l’essere ospedale da campo e l’accompagnamento delle persone nel cammino di fede.

 

“Incontri con la Parola”

Mons. Paolo Valenti ha spiegato come iniziative quali la Lectio divina, il commento del Vangelo della domenica, o altre, possano essere portate a quelle parrocchie della nostra Diocesi che lo richiedano. Chi lo desidera può dunque mettersi a disposizione insieme ad altri per diffondere queste buone pratiche, dando vita a “centri di ascolto”, a “centri di valorizzazione dell’ascolto della Parola”, per compiere un gesto missionario semplice ma fondamentale.

 

“Bottega della Parola”

Come pensare nuovi linguaggi - verbali e non - per portare il Vangelo in un mondo di oggi così diveso? A partire da questa domanda, Maghini ha illustrato i quattro ambiti individuati in questa poliedrica fucina: l’animazione teatrale (laboratori, incontri animati itineranti nelle parrocchie compiuti da piccoli gruppi, storytelling, “libri viventi”, musica e narrazione ecc.); arte e fede (riscoprire l’arte e l’architettura sacre, ad esempio attraverso visite guidate o incontri informali, anche nelle piccole chiese o parrocchie); arte visuale e presenza in Rete (come realizzare un video, cinema, l’uso del web ecc.); sport, inteso come momento di crescita e condivisione, non in senso competitivo.

L’appuntamento con la prossima Giornata del Laicato è al 23 maggio 2020.

Andrea Musacci

 

Un’esperienza di autentica fraternità ecclesiale

 

(“La Voce” del 20 settembre 2019)

 

“Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo” è il titolo scelto dal Santo Padre Francesco per il prossimo Mese Missionario straordinario.

Proprio alle soglie di ottobre, il 28 settembre a Codigoro si svolgerà il primo incontro della Giornata del Laicato diocesana: Parola, Battesimo e missionarietà verranno sviscerate attraverso riflessioni e proposte concrete

Sabato 28 settembre prossimo, a Codigoro, si terrà il primo incontro 2019/20 della “Giornata del Laicato” e, per partire bene, occorre recuperare una chiarezza terminologica: cosa intendiamo, quando parliamo di “Giornata del Laicato”?

All’inizio, parlando della “Giornata”, facevamo riferimento a un pomeriggio in cui il laicato della Diocesi si incontrava per condividere e discutere orizzonti, priorità e prospettive della vita della nostra Chiesa.

Oggi, dopo la gran mole di lavoro svolto l’anno scorso, quando ci riferiamo alla “GdL”, non pensiamo più solamente ai momenti assembleari, ma abbiamo in mente anche i processi che si sono avviati e che ci accompagneranno lungo tutto l’anno.

Credo di averlo già scritto in precedenza: parlare di “processi” non significa adattarsi a una visione aziendalistica: calcolare le risorse da impegnare, decidere quali strumenti usare, selezionare finalità e obiettivi... significa, al contrario, inventarsi – in un disordinato ma gioioso brainstorming – quanti più modi possibili per creare incontri e relazioni tra le persone, in vista dell’annuncio. O, volendo dirlo in modo più preciso e solenne, «sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio» (Evangelii Gaudium, 87).

Ecco: nel pomeriggio di sabato 28 vorremmo parlare delle tappe che ci aspettano quest’anno, di questo proiettarci (tutti insieme) nel futuro e, per “prossime tappe”, si intende qualcosa di molto concreto: le attività che il laicato ferrarese intende proporre alla propria Chiesa, per dare corpo alle tante suggestioni raccolte l’anno scorso.

Con la speranza di avere raccolto e compreso bene le indicazioni ricevute (e con la coscienza di averci provato fino in fondo!) sono stati individuati tre presupposti cu sui fondare l’esperienza: creare occasioni di incontro con la Parola (un suggerimento, questo, emerso frequentissimamente e con mille sfumature nelle assemblee dell’anno scorso), disporsi alla riscoperta del proprio Battesimo e di come questo informi la propria condizione di vita (diventando sempre più consapevoli del comune sigillo che ci rende re, sacerdoti e profeti), assumere tanto profondamente quanto coscientemente il mandato missionario nelle nostre vite.

È evidente il fatto che questi tre “presupposti” non solo incarnano lo spirito della “Giornata del Laicato” ma  - ed è un fatto più importante – riflettono tanto il recente magistero papale quanto quello che il nostro Vescovo ci ha consegnato sin qui e si appresta a proseguire con la prossima lettera pastorale.

I tre presupposti - Incontro con la Parola, riscoperta del Battesimo e missionarietà - verranno concretizzati attraverso tre percorsi operativi (le ormai proverbiali “sperimentazioni”): una serie di incontri con la Parola rivolti principalmente alle famiglie con figli di età 0/5 anni, una proposta di incontri con la Bibbia aperti a tutti e diffusi su tutto il territorio diocesano e un’esperienza di traduzione della Parola di Dio attraverso linguaggi alternativi.

La seconda parte dell’incontro di sabato 28, dopo l’intervento del nostro Vescovo, sarà dedicata alla descrizione di queste tre esperienze, al modo in cui verranno proposte a parrocchie, unità pastorali, vicariati e alla discussione per approfondirle e perfezionarle.

Ci vediamo a Codigoro!

Giorgio Maghini