Cosa significa essere cristiani laici nel mondo?
La Giornata del Laicato del 22 maggio


(Pubblicato su "La Voce di Ferrara-Comacchio" del 28 maggio 2021)

Sabato 22 si è tenuta – con tutte le immaginabili (e le inimmaginabili) difficoltà legate al vedersi in videoconferenza – la “Giornata del Laicato” conclusiva dell’anno 2020/21.

Per una organizzare i contenuti e le riflessioni che sono emersi, ci sarà tempo quando verrà diffuso il resoconto della giornata. Tuttavia, ad oggi, credo sia possibile – e bello! – condividere alcune riflessioni generali.

 

Prima riflessione: grazie!
Che in un sabato pomeriggio di maggio ci siano tante persone che - a dispetto della giornata che già evoca i lidi ferraresi, delle tante Parrocchie impegnate a celebrare i Sacramenti, della legittima nausea che ormai tutti abbiamo di fronte alle riunioni online – hanno desiderio di dedicare alcune ore ad un incontro di riflessione, è cosa bella e da non dare per scontata.

 

Grazie anche al nostro Vescovo Gian Carlo, che ci ha trasmesso tanta fiducia nel desiderio (e nella capacità) di noi laici di essere Chiesa.

 

Seconda riflessione: che fatica, parlare di politica!
La GdL di sabato 22, aveva lo scopo di approfondire il legame tra la presenza di Gesù nell’Eucaristia e la nostra presenza di cristiani laici nel mondo (potremo peccare di profondità, ma non certo di ambizione!).

 

Presenza dei cristiani nel mondo e per il mondo significa dire “politica”, e che parola difficile!

Abbiamo fatto i conti col fatto che la politica sa essere divisiva, conflittuale. Col fatto che a volte si preferisce non parlarne, nelle nostre comunità, per timore di ritrovarci l’uno contro l’altro.

Ma abbiamo anche convenuto sul fatto che “fare politica” (cioè: comprenderla, valutare, giudicare, prendere posizione) è un dovere per noi cristiani. Che occorre – certo, e in primo luogo – farsi carico delle necessità del fratello che incontriamo, ma anche non smettere di avere in mente una società più giusta, equa, umana. Come dice, con una chiarezza assoluta, Papa Francesco: «Riconoscere ogni essere umano come un fratello o una sorella e ricercare un’amicizia sociale che includa tutti non sono mere utopie.» (FT, 180).

 

Terza riflessione: il confronto è appena iniziato.

Nelle prossime “Giornate” dovremo riprendere questo tema, non solo per la sua attualità (nell’incontro è nata una domanda che non esito a definire “terribile”: come insegneremo ai nostri giovani che la politica è cosa altissima e nobilissima e non quel pollaio imbrattato che sembra emergere dei talk-show?

 

Su questo tema, occorre un ripensamento delle nostre comunità.

Dobbiamo essere capaci di “discutere di politica” e di “trasmettere ai giovani la giusta immagine di politica”, in entrambi i casi mettendo al centro della riflessione non questa o quella evanescente “appartenenza”, ma la dignità dell’uomo, servendo il quale serviamo Dio stesso.

Non sono temi liquidabili in una battuta, per quanto arguta. Richiederanno tempo, spirito di servizio e capacità di metterci in discussione come individui e nelle nostre comunità.

 

Noi, come laici di questa amata Diocesi, ci siamo.
Giorgio Maghini

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Giornata del Laicato

Incontro sabato 22 maggio

(Pubblicato su "La Voce di Ferrara-Comacchio" del 14 maggio 2021)

 

Il prossimo 22 maggio, dalle ore 15 alle 17.30, si terrà la “Giornata del Laicato” conclusiva per quest’anno pastorale.

Dato che la gestione del Coronavirus sta migliorando in maniera significativa ma la fine della pandemia è ancora ben lontana, l’incontro si terrà, per la terza volta di seguito, online. Con la speranza, inutile sottolinearlo, di poter tornare quanto prima a incontrarsi e ad abbracciarsi.

Per quanto riguarda la “Giornata del Laicato”, questo 2020/21 si chiude in modo molto positivo. Nonostante le limitazioni imposte dal virus, abbiamo mantenuto i nostri incontri e creato una rete di relazioni che è rimasta viva anche nei mesi che li hanno intervallati (e ancora una volta ringraziamo – Inter mirifica - la tecnologia, per questo). Abbiamo – soprattutto – affinato un metodo di lavoro per lasciar traccia della riflessione e del confronto del laicato: ogni incontro della GdL si chiude con la stesura di una raccolta di idee e proposte su di un tema specifico che viene poi consegnato al Vescovo. Così sarà per l’incontro del 22 maggio.

Il tema su cui ci confronteremo non può che essere quello dell’Eucaristia, nei suoi due aspetti di presenza reale del Signore e di spinta potente e vivace al servizio.

La nostra intera Diocesi si raccoglie, per un biennio, a contemplare questa realtà e noi laici dobbiamo chiedere al Signore il dono speciale di nuove vie per portare l’Eucaristia nella città umana che siamo chiamati ad animare.

Già a partire dai prossimi giorni verranno resi disponibili (via e-mail e nella chat della GdL) alcuni brani - dalla lettera del nostro Vescovo “«Questo è il mio corpo», «Questo è il mio sangue»” e dall’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco - che serviranno da traccia per la  riflessione che verrà poi condivisa in assemblea.

Le domande con cui vogliamo metterci alla prova sono pregnanti: qual è la nostra nozione di “bene comune”? Cosa evoca in noi l’invito a rivalutare la politica, «vocazione altissima, una delle forme più preziose della carità», «amore preferenziale per gli ultimi»? Come valorizzare il volontariato come impegno per una società più giusta e fraterna? In che modo la presenza operante di Gesù Eucaristia potrà dare slancio alle unità pastorali che si stanno formando nella nostra Diocesi?

In noi, due sole certezze: sicuramente nessuno ha soluzioni in tasca, sicuramente lo Spirito non farà mancare il proprio consiglio attraverso le voci dell’assemblea.

Per partecipare all’incontro, seguire il link https://chiesacattolica.webex.com/chiesacattolica/j.php?MTID=mde662002e4809be44004b1c2f47bd4cc

Per qualsiasi chiarimento, è possibile scrivere all’indirizzo gdlcollaboro@gmail.com o telefonare al numero 370 32 21 591.

Appuntamento a sabato 22!

Giorgio Maghini

Chiara Ferraresi

Giovanna Foddis

                             

                     

 

In questo pdf ci sono i passi dell'enciclica "Fratelli tutti" e dalla lettera del nostro Vescovo sull'apertura del Giubileo eucaristico su cui meditare e riflettere, oltre ad alcune domande per guidare la riflessione.

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Un cammino sinodale

di Chiara Ferraresi

(Pubblicato su "La Voce di Ferrara-Comacchio" del 29 gennaio 2021)

 

Stiamo tutti affrontando un periodo complicato sul piano relazionale. Anche la comunità cristiana che vive non solo della dimensione verticale, ma anche dei rapporti tra le persone, soffre della situazione pandemica, come ogni ambiente in cui le relazioni sociali sono importanti. L’impegno perciò è quello di sostenerci con ogni mezzo, approfittando anche degli strumenti che la tecnologia ci offre. Per questo come gruppo organizzatore della Giornata del laicato non ci siamo fatti scoraggiare e, dopo il primo incontro on line del 21 novembre, deciso dopo la sospensione per ragioni di prudenza dell’incontro in presenza programmato in ottobre, ci siamo chiesti come non perdere l'importante opportunità di dialogo tra i partecipanti che sempre aveva caratterizzato le passate edizioni di questi incontri diocesani. Abbiamo così proposto, pur con qualche perplessità e timore, i gruppi di studio on line nel mese di dicembre. Obiettivo dei due gruppi era raccogliere riflessioni sulla relazione che i singoli credenti e le comunità hanno con la presenza eucaristica e proposte pratiche per la realizzazione del biennio eucaristico. I due gruppi di studio sono stati momenti belli di ascolto reciproco, belli oltre le nostre aspettative: a volte la fatica dell’on line e la mancanza del rapporto in presenza porta a guardare pregiudizialmente a queste possibilità, eppure se ci si approccia con fiducia, anche l’ascolto diventa autentico e concentrato. Abbiamo perciò pensato che il dialogo dovesse continuare, questa volta in forma assembleare sempre su piattaforma per condividere le riflessioni emerse e procedere nel cammino insieme: ecco quindi programmata la Giornata del laicato di sabato 16 gennaio.

Abbiamo avuto la consolazione della presenza per tutta la durata dell’incontro del nostro Vescovo Gian Carlo e questo è già molto importante. La preghiera introduttiva, preparata dalla comunità CVX di Fossadalbero, ha proposto una significativa meditazione a partire dal racconto dell’ultima cena (Lc 22 14-18), a cui i riferimenti all’Haggadah di Pasqua hanno conferito profondità prospettica. La cena pasquale attorno alla tavola è stata presentata come icona del cammino sinodale, a partire dal desiderio di essere compagni di viaggio come grazia da chiedere al Signore, sino alla condivisione fraterna del nostro rapporto con Dio, con i fratelli e con le cose, rappresentata dal gesto del passaggio del calice, che raccoglie il frutto della vite e del lavoro dell’uomo, un’intensa sintesi di fede e vita. Su questa linea le immagini del video di presentazione della comunità di Fossadalbero, che dagli ambienti interni ed esterni della comunità, con uno sguardo particolarmente intenso sulla Cappella, ci hanno significativamente portato sino a Gerusalemme, il luogo della salvezza. Il tutto accompagnato dalla chitarra di Alberto Brighenti.

Con qualche dispetto delle linee internet si è sviluppata una sintesi sul percorso realizzato attraverso gli spunti raccolti sulle unità pastorali e i gruppi di studio sul biennio eucaristico, aspetti, come ha sottolineato il vescovo nel suo successivo intervento, da considerare in relazione, perché uno alimenta l’altro. Le unità pastorali sono infatti una via per rendere più viva e completa la comunità chiamata a coniugare insieme liturgia, carità, catechesi e a celebrare così in modo più pieno L’Eucarestia da cui trarre energia vitale per l’annuncio, la testimonianza, la condivisione. La comunità fa l’Eucarestia, ma l’Eucarestia fa la comunità.

Il vescovo ha infine sottolineato come la proposta di papa Francesco di dedicare quest’anno all’Amoris Laetitia nel quinto anniversario della sua pubblicazione, apre per i laici spazi importanti di riscoperta del valore della Chiesa domestica, proprio anche nel cammino che stiamo realizzando come comunità cristiana.

Appassionati gli interventi dei laici e delle laiche presenti alla riunione: in particolare, Grazia Fergnani di Rinascita ha posto l’accento sulla rilevanza del rapporto tra Eucarestia e vita, che ci libera dalla tentazione di affidarci ad una ritualità disincarnata e ci spinge ad essere costruttori di pace e testimoni nelle occasioni molteplici e complesse della vita concreta, secondo la nostra precipua vocazione laicale.

Un unico peccato: che lo spazio degli interventi fosse troppo breve. La prossima giornata del laicato, di cui non abbiamo ancora fissato la data né la modalità di realizzazione, sarà soprattutto dedicata al confronto e al dialogo tra i partecipanti.

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Il sentiero e l’autostrada

 

di Giorgio Maghini

(Pubblicato su "La Voce di Ferrara-Comacchio" del 29 gennaio 2021)

L’ultima tappa della “giornata del laicato”, che ci ha impegnato da ottobre a gennaio non è andata come ci aspettavamo.

 

Grazie a Dio.

 

Eravamo così concentrati sugli ostacoli che stavamo incontrando (collegabili, in ultima analisi, a uno solo: questo virus che ci impedisce di incontrarci) che ormai tutto sembrava ridursi a quello: la cancellazione dell’incontro in presenza del 24 ottobre, l’organizzazione di un incontro online, la riflessione su quali fossero le modalità più corrette per discutere a distanza, imparare ad usare bene la piattaforma per le videoconferenze…

 

Eravamo nella stessa condizione in cui ci troviamo alla mattina quando c’è la nebbia e – tutti impegnati ad imprecare perché, in bicicletta, ci stiamo bagnando il viso – non ci accorgiamo che le case di via Bologna sembrano uscire da un libro di fiabe illustrato.

 

Riflettevamo, ipotizzavamo le scelte più diverse, ci mettevamo in discussione finché – arrivato il 21 novembre – siamo dovuti partire con la prima GdL online. L’atteggiamento, non poteva essere diversamente, era quello del “buona-la-prima” o, più seriamente, quello dettato dalla consapevolezza che era talmente importante vederci che le limitazioni tecniche dovevano necessariamente passare in secondo piano.

 

È stato precisamente qui che le cose hanno iniziato a non andare come si poteva prevedere.

La partecipazione è stata molta alta, i contributi ricevuti (in videoconferenza, per e-mail, attraverso moduli da compilare online) tanti e di grande qualità, la rete di relazioni che si è attivata dopo l’incontro (anche questa attraverso la Rete) molto ampia.

 

Cosa potevamo imparare da quanto stava succedendo?

Almeno due cose.

 

La prima: che siamo tutti affetti da una mentalità prestazionale che ci porta a pensare che le cose andranno bene nella misura in cui le avremo organizzate bene. Non è vero, e forse una rilettura dell’episodio evangelico di Marta e Maria potrebbe aiutarci a chiarire il nostro sguardo (non sto dicendo, spero sia superfluo sottolinearlo, che dobbiamo diventare approssimativi e superficiali, ma solo che di ogni nostra iniziativa dovremmo focalizzare cosa è essenziale e cosa è strumento).

 

La seconda: che quando lasciamo spazio a ciò che davvero conta (e che i fratelli si incontrino è assolutamente tra le cose che contano) l’azione dello Spirito – fantasia, creatività, novità, sguardo spiazzante – si dispiega in modi che non avremmo mai nemmeno sospettato.

 

Alla fine di questa tappa della GdL rimane un documento in cui abbiamo raccolto le considerazioni del laicato ferrarese in tema di “Costituzione delle Unità Pastorali” e “Biennio eucaristico”, divise per “riflessioni” e “proposte operative”.

 

È un documento che non pretende né di rappresentare “tutti” i laici della Diocesi né di porsi a conclusione di un percorso di discernimento. È, invece, una tappa di un percorso più lungo e più vasto. Parziale, come ogni tappa, ma con il grande pregio di dare concretezza a un momento di dialogo: tra i laici, tra i laici e il clero, tra una chiesa diocesana e il proprio Vescovo.

 

Prima dell’estate (al momento non c’è ancora una data ma, appena fissata, verrà comunicata) è previsto un nuovo incontro della GdL consapevoli – come ci ha detto un amico in uno scambio via WhatsApp - che “stiamo tracciando un sentiero nell’erba, non costruendo un’autostrada!”.

 

Per chi fosse interessato, il documento di sintesi degli ultimi lavori della GdL è scaricabile all’indirizzo https://www.lavocediferrara.it/gdl-percorso-novembre-20-gennaio-2

 

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La vita al centro

Comunità e aunncio, continua il confronto tra laiche e laici: sabato 16 gennaio nuovo appuntamento on line della "Giornata del Laicato"

 

("La Voce" del 15 gennaio 2021)

di Giorgio Maghini

Con, alle spalle, due gruppi di studio online e una raccolta di contributi scritti, la “Giornata del laicato” del prossimo 16 gennaio sarà incentrata sulla riflessioni riguardo le Unità Pastorali e l'ormai prossimo biennio eucaristico.

 

In altre parole: la nostra Diocesi ha un processo in corso e attende un appuntamento entusiasmante. Il processo in corso è la nascita di un'organizzazione diocesana su tre livelli: parrocchia, unità pastorale, vicariato. L'appuntamento entusiasmante è l'apertura – il 28 marzo prossimo - del biennio eucaristico, in occasione dell'850° anniversario del miracolo eucaristico di Santa Maria in Vado.

 

Entrambi – processo e appuntamento – sono proiezioni nel futuro della nostra Chiesa e, per questo motivo, hanno subito parecchi contraccolpi dall'emergenza Covid che proprio nella nostra idea di futuro ci ha colpito duramente. Nemmeno l'emergenza, però, ha potuto fermare queste riflessioni, e proprio questo ne dimostra la centralità e l'importanza. Da qui la domanda: “Cosa può fare il laicato ferrarese per sostenere e rafforzare questi passaggi?”.

 

Duplice domanda che ne sottintende un'altra, di tono esistenziale: in che posizione si situa, il laicato, di fronte a questi due avvenimenti? Le unità pastorali e l'avvio di un biennio eucaristico riguardano tutti noi oppure sono cose “per i preti”? Snodi ecclesiali che, in ultima analisi, c’entrano poco con la vita di tutti i giorni (la vita “vera”?).

 

La risposta a questa domanda è il fatto stesso che la “Giornata del laicato” esiste. No: unità pastorali e biennio eucaristico non sono questioni “per i preti” e non solo riguardano la nostra vita di tutti i giorni ma sono, anzi, strettamente intrecciate ad essa.

 

Dare forma alla comunità di cui si è parte  non è questione organizzativa che riguardi solo il Clero, quasi fosse un adempimento formale o l’interpretazione di un passaggio del Codice di Diritto Canonico. Che la nostra Diocesi si immerga nel mistero eucaristico non è tema per un corso di aggiornamento teologico. Si tratta invece di pensare il mondo in cui viviamo e contemplare, in esso, la compresenza di terreno e celeste.

 

Un tema – almeno per come la vedo io, confortato dal mai abbastanza richiamato capitolo IV della Lumen Gentium – al tempo stesso profondamente ecclesiale e profondamente laicale.

 

È bene (è doveroso), quindi, che i laici si sentano chiamati a dare un contributo in questi passaggi così fondamentali. Sottolineo questa bontà e doverosità perché – avendo letto tutti i contributi che sono stati prodotti e avendo coordinato un gruppo di studio – posso dire che quasi tutti i partecipanti hanno iniziato con una premessa di inadeguatezza: “Premetto che non sono un teologo…” oppure: “Non sentendomi titolato a parlare di argomenti come questi…”.

L’umiltà, naturalmente, è cosa molto buona, e anche il riconoscere la propria ignoranza è espressione di saggezza tuttavia, quando una Chiesa si consulta, non si sta cercando la competenza (per quella possiamo chiedere aiuto al Magistero) ma la vita. La vita, vale a dire: “Come cambia la mia quotidianità se la vivo in una rete di relazioni interparrocchiale?” e, ancora: “Come diventano i miei affetti, la mia famiglia, il mio lavoro… se li riguardo alla luce della presenza reale di Cristo?”.

 

È evidente che, di fronte a domande come queste, l’unica competenza richiesta è quella di vivere in modo consapevole. E, allora, tutti diventiamo titolati ad esprimerci.

 

Fatta questa lunga ma necessaria premessa, i contributi del laicato ferrarese a questa riflessione comunitaria sono stati davvero tanti: tra i partecipanti ai gruppi di studio e la partecipazione online, non meno di cinquanta persone si sono messe in gioco.

Tutti i contributi sono stati sintetizzati in una decina di pagine che verranno illustrate e discusse nella GdL di sabato 16 gennaio e poi simbolicamente inviati al Vescovo come apporto del laicato al cammino diocesano.

 

Già da ora si possono evidenziare tre nuclei fondamentali, due riguardo al biennio eucaristico e uno riguardo alla nascita delle Unità Pastorali.

Riguardo al biennio eucaristico: occorre abbandonare i “ragionamenti” sull’Eucaristia ed entrare in un atteggiamento di contemplazione; iniziare a percepire la realtà come luogo epifanico significa smettere di leggere le nostre vite solo per mezzo di categorie umane.

Si tratta di una sfida; forse la più fondamentale di tutte. D’altra parte, sempre riguardo al tema eucaristico, c’è la consapevolezza che solo quel Pane e quel Vino ci permettono di costruire l’unità intra- ed extraecclesiale al di là delle differenze che sperimentiamo ogni giorno.

Riguardo, invece, alle Unità Pastorali, c’è la consapevolezza che non si tratta di strutture organizzative ma di nuove forme di comunità finalizzate all’annuncio. I due termini – comunità e annuncio – sono legati: la Parola è vissuta in una rete di relazioni ma tende, per la propria natura, a costituire reti sempre nuove.

In quest’ottica c’è già una profonda riflessione sul ruolo dei sacerdoti e del legame tra tutta la comunità ecclesiale e i propri preti.

 

Di tutto questo si discuterà sabato 16.

E sarà bello.

 

Unità pastorali e biennio eucaristico

Torna la Giornata del Laicato diocesana

("La Voce" dell'8 gennaio 2021)

di Giorgio Maghini

Sabato 13 gennaio, dalle 15 alle 17, si terrà un incontro della “Giornata del Laicato” online. Il link per accedere è: https://chiesacattolica.webex.com/chiesacattolica/j.php?MTID=m40c22bef88be409d90566716fc64857d

 

Il Iink verrà anche diffuso attraverso la chat “Giornata del Laicato”.

 

Gli accessi saranno possibili a partire dalle 14.30, così da avere il tempo di risolvere eventuali problemi di connessione.

 

Per qualsiasi chiarimento, per entrare a far parte della chat della GdL, oppure per ricevere il link per unirsi alla riunione, contattare Giorgio Maghini al numero 370 32 21 591.

 

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Sempre alla deriva in quel mare incognitum che sta tra il desiderio e la gratitudine, sabato 16 gennaio 2021, dalle 15 alle 17, si terrà un incontro online della “Giornata del Laicato”.

 

Il desiderio, ogni giorno più bruciante, è quello di tornare a incontrare le persone.

La gratitudine, mista a sempre rinnovato stupore, deriva dalla consapevolezza che stiamo affrontando questa pandemia con strumenti per comunicare che non hanno precedenti nella storia.

 

Per quanto sia ormai diventato un atto di routine, organizzare un incontro online significa precisamente ritrovarsi a fare i conti con questi due stati d'animo. Ciò – doverosamente - premesso, occorre raccogliere a piene mani le opportunità di cui godiamo e buttarsi senza patemi nelle relazioni che sono possibili qui e ora!
 
Questa prima “giornata” del 2021, poi, è speciale in quanto “imprevista”. L’abbiamo concordata quando ci siamo visti l'ultima volta, lo scorso novembre, perché il tempo per ascoltarsi e confrontarsi non era stato abbastanza, e, di conseguenza, avevamo bisogno di reincontrarci a breve.

 

Le “giornate” sono luogo di discernimento. Il che significa compiere un percorso di gruppo per conoscere e interpretare la realtà, con l’obiettivo di arrivare a prendere decisioni, chiedendo in questi tre momenti – conoscenza, interpretazione, decisione – l’intervento dello Spirito santo, consapevoli che, senza il suo aiuto, nulla si realizza.

 

Per inciso, si può qui annotare che la discussione giocata sui social (si tratti di discussione politica, culturale, sociale… o, cosa più grave, ecclesiale) è l’esatto opposto di questa dinamica: sovente sui social “non” si conosce (ci si accontenta del pregiudizio), “non” si interpreta (si ricorre all’ideologia, che poi è un’altra forma del pregiudizio), “non” si decide (ci si accontenta di denigrare l’interlocutore).

 

Dobbiamo quindi essere felici di poter accedere a esperienze di reale discernimento come la “Giornata del Laicato”!

 

La giornata del 16 servirà a presentare una prima bozza di riflessioni su due domande centrali per l’anno pastorale 2020/21: in che modo possiamo – noi laici – accompagnare e sostenere la nascita delle unità pastorali e quali riflessioni e proposte di attività ci sentiamo di offrire in vista della prossima apertura del biennio eucaristico.

 

Nei mesi scorsi, al laicato era stato proposto di inviare contributi in tema di unità pastorali e di partecipare a due gruppi di studio online sulla nostra relazione – personale e comunitaria – con l’Eucaristia.

 

I materiali prodotti che, lo dico avendoli materialmente assemblati, stupiscono per maturità e profondità, verranno prima rivisti dall’assemblea del laicato della Diocesi di Ferrara-Comacchio e poi offerti al nostro Vescovo Gian Carlo come contributo a questi due fondamentali momenti che attendono la nostra Diocesi.

 

Appuntamento a sabato 16!

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Immaginare un futuro condiviso

Laici al servizio della Chiesa e nella città

 

Su You Tube l’intervista rilasciata dal nostro Arcivescovo a Giorgio Maghini in occasione dell’ultima Giornata del laicato: “riscopriamo nuovi stili di vita per continuare il cammino”. Il tema delle Unità pastorali in Diocesi

("La Voce" del 27 novembre 2020)

di Andrea Musacci

Il tempo difficile che stiamo vivendo non è da considerarsi un «tempo morto», ma un tempo in cui riscoprire alcuni valori e nel quale ci è chiesto di essere portatori di speranza. Speranza che ci permette, anche ora, di immaginare e programmare il futuro prossimo della nostra Chiesa e delle nostre città.

È questa in sintesi l’anima dell’intervista rilasciata dal nostro Arcivescovo mons. Gian Carlo Perego a Giorgio Maghini in occasione della Giornata del Laicato svoltasi on line il 21 novembre e di cui parleremo meglio nel prossimo numero.

Il video integrale dell’intervista, della durata di 25 minuti, si può trovare sul canale You Tube “UCS Ferrara-Comacchio Ufficio Comunicazioni Sociali”.

La prima domanda di Maghini, prendendo le mosse dalla lettera pastorale di mons. Perego “Il Cammino che ci attende” dello scorso agosto, ha riguardato le basi dalle quali il cammino dei laici della nostra Diocesi può partire.

«In questi tre anni, guardando all’Evangelii Gaudium - ha riflettuto il Vescovo - , ci siamo accostati a un’immagine di Chiesa popolare, che sa ascoltare, attenta in maniera preferenziale ai più poveri e lontani, una Chiesa missionaria». Ciò, ancora oggi, chiede «la partecipazione di tutti, una ministerialità diffusa, la sinodalità, superando il clericalismo e l’individualismo». Nel terzo anno, invece, stiamo approfondendo la riscoperta della personale vocazione di ognuno, «dello stile di vita», che sia laicale, consacrata o presbiterale.

La pandemia, ha proseguito mons. Perego, ci fa riscoprire il nostro «limite» di uomini, «la capacità di curare gli altri, la nostra creaturalità: è un Sabato Santo, ma è anche un tempo che ci chiede di non chiuderci in noi stessi e di non perdere la speranza», centro della vita cristiana. 

Da qui, dunque, l’importanza di vivere questo periodo con «serenità e responsabilità, senza considerarlo un tempo morto» ma nel quale «riscoprire relazioni, il valore di una comunicazione essenziale, il valore delle parole e non solo dei gesti, di un cammino che ha tappe e tempi diversi da ciò che immaginiamo». Tutto ciò ci permetterà di essere preparati, nel 2021, a iniziare il «biennio eucaristico» - nel quale riscoprire che «il Signore è sempre presente in mezzo a noi tutti« - e, a seguire, il periodo della «Visita pastorale».

E continuando in una prospettiva che guarda al futuro, la seconda domanda di Maghini ha riguardato la città, quale Ferrara possiamo immaginarci di vivere fra qualche anno. «Sarà una città - ha risposto il Vescovo - formata da più anziani», con una «distanza ancora maggiore» tra questa e «una provincia sempre più spopolata, con meno stranieri e dove molti paesi rischiano di non avere più luoghi di riferimento importanti», come scuole, parchi o circoli ricreativi. Di conseguenza, «dobbiamo immaginarci anche una Diocesi con due volti differenti, che quindi dovranno essere ancora di più in comunicazione tra loro». Sarà poi importante, ha proseguito mons. Perego, «valorizzare il nostro patrimonio culturale, perchè la bellezza è fondamentale nella vita dell’uomo». Altri due aspetti decisivi saranno, poi, quello della politica, che «dovrà rigenerarsi, ripensarsi, superando disunioni e individualismi, condividendo le buone pratiche»; e quello della comunicazione, «sviluppando nuovi strumenti di comunicazione».

L’ultimo tema affrontato ha riguardato le Unità pastorali che sono nate e nasceranno in Diocesi e, in esse, il ruolo dei laici. «Si è ritenuto importante - spiega il Vescovo - un altro livello» oltre alle parrocchie e ai vicariati, con «una ministerialità anche laicale, una catechesi permanente, una valorizzazione delle collaborazioni e una carità che raggiunga ogni forma di povertà: una comunione fra più parrocchie e una comunità presbiteriale può essere uno strumento più efficace per l’annuncio del Vangelo». L’Unità pastorale, quindi, «non è solo una struttura ma è vivere insieme in una dimensione comunitaria»: in ciò i laici «diventano sicuramente un punto di riferimento importante».

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Una Rete per rimanere comunità

 

Giornata del laicato il 21 novembre in collegamento web. La prudenza non ferma comunque il cammino

 

("La Voce" del 13 novembre 2020)

di Giorgio Maghini

 

La “Giornata del laicato” si sposta temporaneamente sul Web.

L’appuntamento è per il 21 novembre dalle 15.30 e, indicativamente, fino alle 17. Per partecipare alla GdL occorre seguire il link: http://bit.ly/giornata-laicato

Per qualsiasi chiarimento, è possibile contattare il numero 370 32 21 591.

I motivi di questa decisione sono facili da immaginare: si è ritenuto che fare spostare persone da tutta la diocesi e riunirle in un’unica sala - sia pure tenendo conto del fatto che la Parrocchia di San Benedetto ci avrebbe permesso ogni precauzione necessaria - fosse troppo rischioso, e un senso di attenzione per il fratello (magari segnato da un filo di iperprotettività) ci ha fatto decidere per questa organizzazione.

La sperimentazione di queste forme di incontro in Rete è un’esperienza che la Chiesa - così come, va da sé, tutto il mondo – sta facendo a causa della pandemia e senza averlo programmato né desiderato. Ed è proprio di fronte a evenienze come questa che è più che mai necessario riflettere per valutare, iniziando col definire le caratteristiche della novità che ci troviamo davanti.

A me pare che ci siano almeno tre cose di cui tenere conto.

 

La Giornata del laicato non diventa “virtuale”.

Anche se mancheranno i momenti di incontro fisico, parlarsi attraverso il web rimane un momento in cui i laici della diocesi cercano un discernimento sulle decisioni da prendere e sul modo di collaborare alla vita della nostra diocesi. Si tratta, in altre parole, di impegnarsi - nei tempi nei modi nelle decisioni - in merito a che contributo offrire all’annuncio del Vangelo, qui e ora. Questione di opere, non di pensieri astratti.

 

La Giornata del laicato non diventa “social”.

Non si tratta di liquidare temi importanti attraverso un post, un meme, un gioco di parole. Al contrario, è un momento in cui la passione per il vangelo e la disponibilità a impegnare le nostre vite per esso prendono una forma concreta. Una forma di vita cristiana adulta, non un gioco di società.

 

La Giornata del laicato non è “a distanza”.

Certo: come detto più volte, non ci abbracceremo come siamo soliti fare (e quanto ci manca!), ma a parte questa limitazione - che non vediamo l’ora di lasciarci alle spalle - il nostro incontro in rete sarà una forma del sentirsi famiglia, comunità, popolo. Relazioni mediate, non lontananza.

 

Dunque: nessuna virtualità, nessuna semplificazione social, nessun - termine orribile - distanziamento sociale. Il 21 novembre ci incontreremo per riflettere insieme e per prendere decisioni che impegneranno la nostra vita nei prossimi anni, in vista del biennio eucaristico, della transizione verso le unità pastorali, della visita pastorale.

Credo si possa dire che proprio in queste tappe che ci attendono si concretizza il fatto che siamo una comunità - pur provata e intimorita dall’ignoto, vale a dire dal covid19 – non rinuncia a progettare e agire, cioè ad essere viva. Consapevoli di questa vita che il virus non può scalfire, vogliamo leggere il momento presente alla luce del triduo Pasquale, come i nostri vescovi ci hanno a più riprese invitato a fare.

L’incontro del 21 novembre sarà organizzato in quattro momenti: la proiezione di un video in cui il nostro Vescovo Gian Carlo, richiamando la lettera dello scorso agosto, ci offre alcune riflessioni sul futuro prossimo della Diocesi, un momento sperimentale di “lavori di gruppo” online, la proposta di una consultazione online del laicato e l’invito a lavori di gruppo in videoconferenza.

Quel giorno, queste iniziative verranno descritte nel dettaglio. È comunque sempre possibile contattare il numero riportato sopra per chiarimenti.

Del fatto che i mezzi di comunicazione debbano diventare oggetto di riflessione, preghiera e gratitudine è già stato detto abbondantemente e in più sedi.

A me pare evidente che occasioni come questa siano preziose per rendere maturo e consapevole il nostro rapporto con la Rete.

In termini ancora più precisi è legittimo parlare di una vera e propria ”evangelizzazione del Web” e, perché il Web diventi sede di annuncio, occorre interiorizzare il fatto che la Rete non è un non-luogo ma, al contrario, un intreccio di relazioni umane; strumento che ci lega a fratelli fisicamente e temporaneamente lontani.

Una volta chiarita a noi stessi questo assunto, diventa facile amare la Rete come si ama qualsiasi altra opportunità per incontrare le persone in fraternità.

In quest’ottica, ci diamo appuntamento il 21 novembre per celebrare la gioia di essere fratelli che si incontrano per riflettere e discutere!

 

 

Laicato, tre proposte per proseguire il cammino

 

Video intervista al  Vescovo, riflessioni su pastorale e UP, gruppi di lavoro sul biennio eucaristico

 

("La Voce" del 23 ottobre 2020)

di Giorgio Maghini

 

Tanti anni fa, c’era una lettura obbligata per noi ragazzi desiderosi di infinito: il “Diario di un curato di campagna” di George Bernanos, romanzo che, com’è noto, termina con la ormai proverbiale frase: “Che importa? Tutto è Grazia”.

Fin da quei lontani anni mi appariva chiaro che, nel proprio cammino spirituale, occorreva decidersi nei confronti di quella frase: si poteva essere in grado o meno di aderire ad essa, però si aveva l’obbligo – verso sé stessi – di motivare molto bene la propria posizione.

Andava – certo - chiarita una possibile ambiguità, che a suo tempo è costata qualche pesante critica al libro: Bernanos – che, ricordiamolo, usava un linguaggio letterario e non teologico - non intendeva dire che le cose della vita sono – in sé – Grazia: non “è” Grazia un’alba, non “è” Grazia una malattia.

Ciò che Bernanos aveva intuito è che tutti i fatti della vita, senza eccezione (e il curato del titolo attraversa vicende davvero amare e abissali) rivelano la Grazia di Dio e hanno il potere di (ri)metterci in comunicazione con essa.

Ora, anche se non sono più ragazzo da un bel po’, la mia riflessione su quella intuizione di Bernanos continua, e perciò mi chiedo se anche la spiacevole cancellazione dell’incontro della “Giornata del Laicato” che era previsto per il 24 ottobre non mi permetta di scoprire qualche momento di Grazia.

Penso di sì. Lo penso perché abbiamo ricevuto un gran numero di telefonate e messaggi che ci chiedevano se fosse vero che la Giornata era annullata e che cosa fosse previsto in sostituzione. Che la Giornata si tenga o non si tenga non è lo stessa cosa, e toccare con mano questa evidenza è stato molto bello.

Nelle passate edizioni della GdL, non sono mancate le critiche da parte dell’assemblea: il rischio dell’astrattezza, la tentazione del mugugno e del “benaltrismo”, il disagio della saltuarietà… tutti questi punti dolenti sono stati accolti e si cerca di correggerli nella pratica. Quello che, però, non è mai stato messo in discussione è quanto sia importante – e bello, aggiungerei – che esista una luogo deputato dove i laici della nostra chiesa diocesana condividano riflessione e discernimento da offrire alla stessa azione di annuncio che ci vede tutti uniti: laici, clero, religiose e religiosi.

Laici desiderosi di contribuire, con le loro vocazioni e competenze specifiche ad un progetto comune che esprime il mistero stesso della Chiesa: è questo il silver lining che le fatiche e le riprogrammazioni dovute alla pandemia ci hanno permesso di scorgere.

E questo significa che, anche se l’appuntamento del 24 è stato cancellato, c’è un cammino che non vuole e non può fermarsi.

Per continuarlo, abbiamo quindi ipotizzato alcune piste di lavoro, servendoci delle risorse offerte dalla Rete: in primo luogo vorremmo pubblicare un’intervista al nostro Vescovo Gian Carlo in cui, a partire dalla lettera alla Diocesi del 15 agosto scorso si delineano alcuni spunti di lavoro per il futuro prossimo; in secondo luogo, è indispensabile continuare a raccogliere le riflessioni del laicato sulla ripresa della vita pastorale e sulla costituzione delle Unità Pastorali; su questi due temi verrà data l’opportunità di inviare contributi nelle forme più svariate - scritti, audio, video… - che verranno raccolti a formare una sintesi da far circolare in Rete. Ultima – e più sperimentale – l’organizzazione di “gruppi di studio” online per iniziare la riflessione sul biennio eucaristico che ormai non è lontano.

I dettagli su queste proposte, incluse – soprattutto – le modalità di accesso e partecipazione, verranno pubblicati a breve su “La Voce”.

È ormai da un paio d’anni che la “Giornata del Laicato” coltiva il desiderio di sperimentare nuovi linguaggi per la vita ecclesiale e per l’annuncio. I tempi inattesi che ci troviamo ad affrontare ci hanno fatto affrettare il passo.

Forse che questo florilegio di tecnologia finirà col sostituire l’incontro personale e le riunioni “fisiche”? No, nemmeno per ipotesi.

Trovarsi, parlarsi, abbracciarsi, darsi la mano, battere su una spalla… sono gesti che richiamano dimensioni profonde e non surrogabili dell’animo umano. Per questo motivo, col cuore, siamo già a quando potremo scrivere di nuovo: “Al termine, cena insieme”.

 

Nel frattempo, però, coltiviamo la gratitudine per questi strumenti che - «tra le meravigliose invenzioni tecniche che, soprattutto nel nostro tempo, l’ingegno umano è riuscito, con l’aiuto di Dio, a trarre dal creato…» - ci aiutano a non abbandonare il cammino che ci eravamo prefissi: essere “nella” e “per la” nostra Chiesa.

 

Quella “sana follia” di chi sa ancora programmare

("La Voce" del 16 ottobre 2020)

di Giorgio Maghini

 

Il Vescovo Gian Carlo, nell’ultimo Consiglio Pastorale Diocesano, ha definito la sua lettera del 15 agosto scorso, indirizzata ai presbiteri, ai diaconi, alle consacrate e ai consacrati, ai fedeli della’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, uno «sguardo in avanti», uno «stimolo a rinnovare il desiderio e la passione di programmare». Etimologicamente, “pro-grammare” sta per “scrivere il futuro” ed è il verbo, per inciso, che esprime la precisa antitesi di certe visioni che vedono il futuro come qualcosa di già determinato. “Programmare”, in un presente come questo, così ferito dalla pandemia e nel quale il futuro – fatto di cautele, disinfezioni, distanze, chiusure – corre davvero il rischio di sembrare già scritto, è un importante esercizio di meditazione.

Occorre avere la forza (la determinazione, meglio) di pensare il futuro e di scoprire di quanta bellezza può essere luogo (per chi volesse riflettere su questo tema in termini più artistici e meno categoriali, consiglio la visione del video Rewrite the stars dal bellissimo film The greatest showman, che illustra perfettamente cosa significhi pensare un futuro diverso quando tutto sembra condizionato e immodificabile).

La sfida che ci impegna – qui, ora, tutti - dunque, è “programmare”. Può sembrare sempre più paradossale - anche ora che siamo costretti a “riprogrammare” l’appuntamento inizialmente previsto per il 24 ottobre -, ma questo verbo si lega perfettamente alla natura stessa della Giornata del Laicato, che è luogo di analisi e discernimento. Si tratta, in altre parole, di comprendere il presente per immaginare il futuro e iniziare a costruirlo: analizzare, discernere, programmare, appunto.

Realisticamente, non è nelle nostre mani analizzare “tutto” il presente e programmare “tutto” il futuro: inizieremo quindi, quando ci sarà possibile e nelle forme più congeniali, concentrandoci su due temi circoscritti: la situazione nelle nostre parrocchie dopo la conclusione del lockdown e le forme di collaborazione specifica che i laici potranno dare al percorso di crescita delle Unità Pastorali.

La vita della nostra Diocesi ci offre una splendida cornice in cui situare il nostro lavoro: appena terminata la riflessione sulla Evangelii Gaudium, prossimi al biennio eucaristico che inizierà con l’850° anniversario del miracolo di Santa Maria in vado e già in attesa della visita pastorale, siamo una Chiesa che sta costruendo il proprio futuro (a costo di ripetersi: siamo un popolo che non ha paura di pro-grammare!).

In questa cornice sta l’impegno di laici impegnati a «cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio» con la loro peculiare conoscenza del mondo e delle sue dinamiche.

Ai nostri giorni, questa voglia di cambiare il mondo e di immaginare il futuro ha un aspetto di “sana follia” che è profondamente evangelica e molto “bella”, se per “bellezza” intendiamo quella che salva il mondo.

Torniamo a costruire!

Anche in questo tempo di incertezza e frustrazione

("La Voce" del 16 ottobre 2020)

 

di Chiara Ferraresi e Giovanna Foddis 

 

La ripresa dei contagi consiglia prudenza e di rimandare l’appuntamento della Giornata del laicato prevista per il 24 ottobre. Quello che non può essere rimandato è l’impegno che il titolo della giornata suggerisce: “Tornare a costruire”.

Tornare a costruire anche in questo tempo segnato dolorosamente dalla pandemia, dalla frammentazione dei contatti sociali, ma anche dalla riscoperta della forza della preghiera. Nella comunione della preghiera, possiamo in primo luogo sperimentare, anche se fisicamente lontani, la gioia di essere fratelli e sorelle nella stessa Chiesa locale. 

Come recita il salmo 133, che avevamo scelto ad apertura della Giornata: «Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme!». Una preghiera di lode per il dono di potersi incontrare nella fede come fratelli, e sorelle ma anche una vocazione e un impegno comune. Un impegno comune che siamo chiamati a vivere, sostenuti dalla gioia della fraternità, nelle  parrocchie e nelle Unità pastorali, nei diversi ambienti di vita, attraverso le associazioni e i movimenti, a disposizione del cammino di conversione e di testimonianza che ci aspetta nella Chiesa e nella nostra città. Un cammino che il nostro Vescovo Gian Carlo, sin dal suo ingresso, ha voluto fosse improntato al processo di rinnovamento aperto dall’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium di papa Francesco. Come ci ricorda il papa al cap.114: «Essere Chiesa significa essere Popolo di Dio, in accordo con il grande progetto d’amore del Padre. Questo implica essere il fermento di Dio in mezzo all’umanità. Vuol dire annunciare e portare la salvezza di Dio in questo nostro mondo, che spesso si perde, che ha bisogno di avere risposte che incoraggino, che diano speranza, che diano nuovo vigore nel cammino. La Chiesa dev’essere il luogo della misericordia gratuita, dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere secondo la vita buona del Vangelo».

In questo tempo, così nuovo, così inatteso, vogliamo perciò con generosità mettere a disposizione le nostre competenze, le nostre risorse umane e spirituali con umiltà, in uno stile improntato al servizio, alla fraternità, alla gioia, superando barriere e chiusure. Per questo abbiamo bisogno in primo luogo di pregare perché lo Spirito Santo illumini e sostenga l’intera comunità in questo periodo così difficile: laici, religiosi, sacerdoti, donne e uomini, vecchi, giovani e bambini, poveri e ricchi, associazioni e movimenti come un popolo che cammina insieme attorno al proprio Vescovo e, solo se cammina in comunione, illuminato dalla Parola e sostenuto dall’Eucarestia, con umiltà e speranza, procede nel rinnovamento, nella missione e nella testimonianza. Come ci ricorda ancora papa Francesco «nessuno si salva da solo, cioè né come individuo isolato né con le sue proprie forze. Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali che comporta la vita in una comunità umana. Questo popolo che Dio si è scelto e convocato è la Chiesa. Gesù non dice agli Apostoli di formare un gruppo esclusivo, un gruppo di élite. Gesù dice: “Andate e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19)» (E. G. 113).

Apriamoci, dunque, con semplicità e fiducia a questo invito, lasciando che lo Spirito ci aiuti a superare stanchezze, frustrazioni, pensieri cupi che questo periodo pandemico porta con sé e, insieme, aiutandoci a guardare oltre. Torniamo a costruire!

 

Un "Programma" della Giornata del Laicato (gennaio – maggio 2020)

 

(“La Voce" del 7 febbraio 2020)

Obiettivo

L'unico, vero, obiettivo della GdL è trasformare le tante idee e proposte emerse dalle assemblee dei laici della nostra diocesi in occasioni di incontro: tra le persone e con il Vangelo.

O, detto più precisamente, con Gesù presente nella sua Chiesa e nella Sua Parola.

 

 

Iniziative

Proponiamo questo "Programma della GdL" alla conoscenza e alla riflessione di tutti.

 

Chi fosse interessato a replicare queste iniziative nella propria parrocchia può contattare Giorgio Maghini (370 32 21 591 o giorgiomaghini@gmail.com).

 

Però anche chi volesse proporsi per condurre un'attività, proporre nuove idee o, semplicemente, condividere un impressione in merito, non solo sarà il benvenuto, ma ci farà un grande regalo!

Il Gruppo di Lavoro della GdL

 

Programma delle attività della GdL - gennaio/maggio 2020

 

1. “Laboratorio della Fede” (riferimento: Marcello Musacchi)

Il gruppo che ha riflettuto sul progetto si è interrogato sulle modalità pratiche più utili per incontrare le famiglie con bambini 0/5 anni ed ha convenuto sull’opportunità di “interrogare” le migliori prassi in questo campo, anche quando attuate in ambito “laico”(si è pensato, ad esempio, alle esperienze delle scuole dell’infanzia ferraresi o del “Centro per le Famiglie” della nostra città): come creare spazi di accoglienza (veri e propri “angoli morbidi”, in analogia con quelli creati per i bambini) per genitori e figli? Quanto sappiamo sulle esperienze già messe in atto – nel campo dell’accoglienza delle famiglie  –  da  associazioni,  aggregazioni,  movimenti?  Cosa  possiamo  imparare  da questi percorsi?

Quanto sappiamo della comunicazione – sempre più spesso informale – tra le famiglie che già frequentano le Parrocchie? Che strumenti abbiamo (se ne abbiamo) per essere presenti in questa comunicazione, arricchirla, e farla diventare luogo dell’Annuncio? Cosa  potremmo  imparare  da  esperienze  analoghe  extradiocesane?  Sappiamo,  ad esempio,  che  la  diocesi  di  Verona  ha  sperimentato  laboratori  di  ottimo  livello, sintetizzati nel libro Camminare sulla strada dell’incontro.

 

2. “Incontri con la Parola” (riferimenti: Giovanna Foddis e Chiara Ferraresi)

Anche riguardo a questa sperimentazione, si è sentito il bisogno di soffermarsi su alcuni temi: in che modo e con che tipo di collaborazione coi sacerdoti un laico può condurre un incontro sulla Parola?

A chi ci si rivolge? Alle piccole realtà parrocchiali - magari un po’ in difficoltà - oppure al “mondo esterno”, più variegato e non abituato ad incontrare la Parola?

Come  “pubblicizzare”  questa  esperienza?  Come  intercettare  i  bisogni  intra-  ed extraparrocchiali?

Come  uscire  dalle  parrocchie  e  coinvolgere  altre  realtà  aggregative  presenti  sul territorio?

Si sente la necessità di avere delle guide: il Vescovo, in primis, ma anche sacerdoti o esperti biblisti che possano introdurre all’esegesi.

Si stanno discutendo due proposte che potrebbero procedere in maniera parallela:

 

a) Curare un censimento delle iniziative analoghe già presenti in Diocesi, per proporle e diffonderle.

 

b) Creare alcuni eventi a tema, dislocati nei vicariati, creando un vero e proprio percorso che coinvolga tutta la diocesi (come esempio, si è portato il “Festival biblico” che viene realizzato in alcune città venete). In quest’ottica, il gruppo “Le Bissarre” ha già steso un progetto finalizzato a proporre la visione biblica del rapporto tra uomo e creato.

 

3. “Bottega della Parola” (riferimento: Giorgio Maghini)

Sperimentazioni programmate

 

  • Laboratorio teatrale per un gruppo A.C.R. finalizzato a mettere in scena un testo sul tema dell’apertura all’altro in luoghi “aperti” del quartiere. Parrocchia del “Corpus Domini”, periodo: gennaio – giugno (conduttore: Giorgio Maghini)

 

  • Per parrocchie eventualmente interessate, periodo: gennaio – giugno; Organizzazione, da parte del CSI, di giornate di “invito allo sport” inteso nella sua accezione più profonda di luogo della promozione umana. (conduttore: Enrico Venturini, pres. Provinciale del CSI)

 

  • Laboratori musicali per riscoprire in modo creativo l’espressione della propria spiritualità. Per parrocchie eventualmente interessate, periodo: gennaio – giugno; (conduttore: Patrizio Fergnani)

 

  • Catechesi attraverso l’arte. Il messaggio dell’Abbazia di Pomposa. Una giornata da organizzare insieme a una parrocchia della zona di Comacchio. (conduttore: Marcello Panzanini)

 

  • Progetto “Infiniti”: tre messe in scena in cui persone che hanno vissuto l’esperienza diocesana in gioventù presentano alle nuove generazioni le persone e le idee che li hanno formati. Parrocchia del “Corpus Domini”, periodo: marzo-maggio 2020. (conduttori: Maurizio Miglioli, Patrizio Fergnani, Mario Ansaloni, Giorgio Maghini)

 

 

La missione è fatta  di opere concrete: continua il percorso  condiviso dei laici

 

(“La Voce” dell’8 novembre 2019)

 

Il 30 ottobre in Seminario nuovo appuntamento nel cammino della Giornata del Laicato, per iniziare a delineare proposte concrete sui tre ambiti - “Laboratorio della fede”, “Incontri con la Parola”, “Bottega della Parola” - emersi nell’ultimo anno

 

Può una giornata durare 9 mesi?

Sì: è il caso della “Giornata del Laicato” (GdL), che ogni anno vede due o tre appuntamenti principali ma mai isolati, anzi sempre il frutto di relazioni, incontri - pubblici e di tanti privati - fra persone da ogni angolo di Ferrara-Comacchio, che amano agire e ragionare non solo in un’ottica parrocchiale o associativa, ma anche, e sempre, appunto, diocesana.

Dopo l’appuntamento dello scorso 29 settembre a Codigoro e in attesa del prossimo incontro del maggio 2020, un importante momento, al tempo stesso di confronto e organizzativo, si è svolto la sera del 30 ottobre. Una quarantina di persone si sono ritrovate nel Seminario di Ferrara per iniziare a ragionare insieme su come dar vita a progetti concreti che - nell’ottica della sperimentazione di linguaggi e di un rinnovato spirito missionario (ne parla Giorgio Maghini nella rubrica mensile qui sotto, che inauguriamo) - sappiano rispondere a esigenze di singoli, famiglie, parrocchie e comunità, dando forma concreta a uno spirito fraterno e sororale di cui sempre più persone (credenti e non) sentono l’urgenza. “Tutto ciò - ha spiegato lo stesso Maghini nell’incontro del 30 ottobre - sempre partendo dall’idea di metterci a servizio dell’intera Arcidiocesi”, evitando di calare dall’alto eventuali progetti.

Maghini ha portato ad esempio cinque proposte già esistenti: “Infiniti” (quattro brevi serate teatrali per trasmettere la propria tradizione di fede in modo innovativo), “La porta dei Mesi” (ricrearla con proiezioni in piazza, musiche e letture della Parola), “Il libro degliAtti” (raccontare il proprio rapporto personale con la Parola, partendo quindi dal proprio vissuto), “Presenti” (organizzazione di incontri della parrocchia nel proprio quartiere, a dimostrazione di quanto si può voler bene all’ambiente nel quale si vive), e “Arte e catechesi” (rendere fruibile quel “libro” di catechesi che sono Ferrara e la sua provincia per le opere architettoniche e artistiche presenti). La serata ha visto quindi i partecipanti dividersi spontaneamente in tre gruppi, in base ai tre insiemi di proposte emerse dalla GdL: “Laboratorio della fede”, “Incontri con la Parola” (conoscenza della Parola, Lectio Divina) e “Bottega della Parola” (linguaggi sempre nuovi per portare la Parola di Dio).

Riguardo al “Laboratorio della fede”, si tratterebbe di un percorso pensato per giovani coppie con figli molto piccoli, un’esperienza di fraternità fatta di piccole e semplici cose, di incontro fra le persone, pensando in particolare a quelle tante coppie che, per mancanza di tempo, sfiducia nei confronti della Chiesa, o altro, si sono allontanate dalla parrocchia d’appartenenza. Un’esperienza, quindi, amicale, empatica, che tocchi la quotidianità, le paure e i bisogni delle giovani famiglie, senza l’ansia di “arruolare” nessuno ma col solo desiderio di rendere di nuovo la Chiesa un luogo accogliente, non giudicante, “caldo”, un luogo di ritrovo, davvero famigliare e conviviale.

Nel gruppo dedicato ai cosiddetti “Incontri con la Parola” si sono alternati i racconti di esperienze già in atto in Diocesi, ragionando su come non creare doppioni ma valorizzando questa ricchezza presente per raggiungere persone che in parrocchia non ci andrebbero mai - e forse non ci sono mai andate -,  con un’attenzione allo stesso linguaggio verbale, in modo che avvicini e non crei distanza. Al contrario, è fondamentale calarsi nelle singole situazioni, calando a sua volta la Parola nella vita concreta delle persone, evitando moralismi e cercando sempre di partire dalla propria esperienza personale, dalle domande che la vita pone a ognuno, perché “quando le persone si sentono amate sul serio, si aprono come non hanno mai fatto”.

Ultimo ma non meno importante, il gruppo sulla “Bottega della Parola”: diverse sono le proposte emerse, riguardanti pellegrinaggi nel territorio diocesano, appuntamenti per i bambini di gioco e riflessione, incontri tra generazioni diversi, la promozione del teatro amatoriale, eventi con i cosiddetti “libri viventi”, la partecipazione a “Monumenti Aperti”, spettacoli teatrali dei bambini, incontri per genitori, video-making, e altro ancora.

Insomma, l’officina dei laici di Ferrara-Comacchio è sempre operosa e aperta a chiunque voglia lavorarci o semplicemente ascoltarne le “voci”.

Andrea Musacci

La missione è un fatto condiviso: il laicato diocesano fucina di proposte concrete

 

(“La Voce” del 04 ottobre 2019)

 

Si preannuncia tutt’altro che statico e soporifero l’anno pastorale appena iniziato.

E questa sempre rinnovata dinamicità, questo desiderio di portare il Vangelo, con forme sempre nuove, fuori dai nostri recinti, è innanzitutto merito dei tanti laici che scelgono di impegnarsi anche oltre la propria parrocchia o associazione di appartenenza.

Nonostante la decisione di decentralizzazione, la Giornata del Laicato (GdL) svoltasi nel pomeriggio di sabato 28 settembre a Codigoro, è stata una fruttuosa occasione di reciproco ascolto e condivisione.

Nell’Oratorio don Bosco (una volta dei Salesiani) un centinaio di persone si sono ritrovate per riprendere il filo del discorso delle GdL dell’anno scorso. Una continuità non scontata, ulteriormente agevolata dalla stampa, da parte della nostra Diocesi, dell’opuscolo “Passione e bellezza: testimoni di un cammino comune”, contenente il discorso pronunciato da mons. Perego durante la Giornata del Laicato del 9 febbraio scorso, e distribuito nella GdL a Codigoro.

Giorgio Maghini e Marcello Musacchi hanno spiegato come le proposte che si tenterà di realizzare quest’anno  sono il frutto dei diversi appuntamenti della Giornata del Laicato dell’anno scorso, quindi delle riflessioni e delle idee emerse dai laici stessi.

Tre le macro proposte: quella del “Laboratorio della fede”, gli “Incontri con la Parola” e la “Bottega della Parola”.

Proposte che verranno discusse collegialmente nello specifico la sera del 30 ottobre prossimo, alle ore 21 nel Seminario di Ferrara. Chiunque è interessato può partecipare  a questo incontro, avanzare idee e proporsi per la loro realizzazione.

 

Il “Laboratorio della fede”

E’ toccato a Musacchi spiegare questa prima proposta, che, a differenza di quella realizzata a livello cittadino due anni fa, aperta a diverse fasce d’età, quest’anno viene proposta a quelle coppie con figli molto piccoli (indicativamente 0/5 anni), per cercare di intercettare giovani coppie, all’incirca di una fascia di età compresa fra i 20-25 e i 40 anni, quasi sempre allontanatesi dalla Chiesa nell’adolescenza o pubertà. L’idea è di svolgere, nel corso dell’anno, 8 incontri nei quali i giovani possano raccontarsi, dire i loro problemi, incontrandosi e interrogandosi insieme. Negli incontri si affronteranno temi quali la fragilità, l’essere comunità generative, l’essere ospedale da campo e l’accompagnamento delle persone nel cammino di fede.

 

“Incontri con la Parola”

Mons. Paolo Valenti ha spiegato come iniziative quali la Lectio divina, il commento del Vangelo della domenica, o altre, possano essere portate a quelle parrocchie della nostra Diocesi che lo richiedano. Chi lo desidera può dunque mettersi a disposizione insieme ad altri per diffondere queste buone pratiche, dando vita a “centri di ascolto”, a “centri di valorizzazione dell’ascolto della Parola”, per compiere un gesto missionario semplice ma fondamentale.

 

“Bottega della Parola”

Come pensare nuovi linguaggi - verbali e non - per portare il Vangelo in un mondo di oggi così diveso? A partire da questa domanda, Maghini ha illustrato i quattro ambiti individuati in questa poliedrica fucina: l’animazione teatrale (laboratori, incontri animati itineranti nelle parrocchie compiuti da piccoli gruppi, storytelling, “libri viventi”, musica e narrazione ecc.); arte e fede (riscoprire l’arte e l’architettura sacre, ad esempio attraverso visite guidate o incontri informali, anche nelle piccole chiese o parrocchie); arte visuale e presenza in Rete (come realizzare un video, cinema, l’uso del web ecc.); sport, inteso come momento di crescita e condivisione, non in senso competitivo.

L’appuntamento con la prossima Giornata del Laicato è al 23 maggio 2020.

Andrea Musacci

 

Un’esperienza di autentica fraternità ecclesiale

 

(“La Voce” del 20 settembre 2019)

 

“Battezzati e inviati: la Chiesa di Cristo in missione nel mondo” è il titolo scelto dal Santo Padre Francesco per il prossimo Mese Missionario straordinario.

Proprio alle soglie di ottobre, il 28 settembre a Codigoro si svolgerà il primo incontro della Giornata del Laicato diocesana: Parola, Battesimo e missionarietà verranno sviscerate attraverso riflessioni e proposte concrete

Sabato 28 settembre prossimo, a Codigoro, si terrà il primo incontro 2019/20 della “Giornata del Laicato” e, per partire bene, occorre recuperare una chiarezza terminologica: cosa intendiamo, quando parliamo di “Giornata del Laicato”?

All’inizio, parlando della “Giornata”, facevamo riferimento a un pomeriggio in cui il laicato della Diocesi si incontrava per condividere e discutere orizzonti, priorità e prospettive della vita della nostra Chiesa.

Oggi, dopo la gran mole di lavoro svolto l’anno scorso, quando ci riferiamo alla “GdL”, non pensiamo più solamente ai momenti assembleari, ma abbiamo in mente anche i processi che si sono avviati e che ci accompagneranno lungo tutto l’anno.

Credo di averlo già scritto in precedenza: parlare di “processi” non significa adattarsi a una visione aziendalistica: calcolare le risorse da impegnare, decidere quali strumenti usare, selezionare finalità e obiettivi... significa, al contrario, inventarsi – in un disordinato ma gioioso brainstorming – quanti più modi possibili per creare incontri e relazioni tra le persone, in vista dell’annuncio. O, volendo dirlo in modo più preciso e solenne, «sentiamo la sfida di scoprire e trasmettere la “mistica” di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio» (Evangelii Gaudium, 87).

Ecco: nel pomeriggio di sabato 28 vorremmo parlare delle tappe che ci aspettano quest’anno, di questo proiettarci (tutti insieme) nel futuro e, per “prossime tappe”, si intende qualcosa di molto concreto: le attività che il laicato ferrarese intende proporre alla propria Chiesa, per dare corpo alle tante suggestioni raccolte l’anno scorso.

Con la speranza di avere raccolto e compreso bene le indicazioni ricevute (e con la coscienza di averci provato fino in fondo!) sono stati individuati tre presupposti cu sui fondare l’esperienza: creare occasioni di incontro con la Parola (un suggerimento, questo, emerso frequentissimamente e con mille sfumature nelle assemblee dell’anno scorso), disporsi alla riscoperta del proprio Battesimo e di come questo informi la propria condizione di vita (diventando sempre più consapevoli del comune sigillo che ci rende re, sacerdoti e profeti), assumere tanto profondamente quanto coscientemente il mandato missionario nelle nostre vite.

È evidente il fatto che questi tre “presupposti” non solo incarnano lo spirito della “Giornata del Laicato” ma  - ed è un fatto più importante – riflettono tanto il recente magistero papale quanto quello che il nostro Vescovo ci ha consegnato sin qui e si appresta a proseguire con la prossima lettera pastorale.

I tre presupposti - Incontro con la Parola, riscoperta del Battesimo e missionarietà - verranno concretizzati attraverso tre percorsi operativi (le ormai proverbiali “sperimentazioni”): una serie di incontri con la Parola rivolti principalmente alle famiglie con figli di età 0/5 anni, una proposta di incontri con la Bibbia aperti a tutti e diffusi su tutto il territorio diocesano e un’esperienza di traduzione della Parola di Dio attraverso linguaggi alternativi.

La seconda parte dell’incontro di sabato 28, dopo l’intervento del nostro Vescovo, sarà dedicata alla descrizione di queste tre esperienze, al modo in cui verranno proposte a parrocchie, unità pastorali, vicariati e alla discussione per approfondirle e perfezionarle.

Ci vediamo a Codigoro!

Giorgio Maghini