Suor Celestina Valieri scrive dal Paraguay per raccontare il servizio agli ultimi e ai piccoli. Anche nella tempesta

Sono suor Celestina, missionaria a Fernando de la Mora, in Paraguay, da 36 anni missionaria in America Latina, passando per molti paesi, fra cui Argentina e Bolivia. Ricevo la “Voce di Ferrara-Comacchio” che mi aiuta a restare unita a voi e alla mia cara città.
Stiamo per celebrare i 100 anni della giornata missionaria mondiale con il tema: “Uno in Cristo, uniti nella missione”. Prendo perciò spunto dalla lettera di Papa Leone nella quale ci ricorda che la tradizione di questa giornata è stata avviata da Papa Pio XI. Papa Leone ci chiede di continuare, dopo l’Anno Santo, il cammino missionario con fervore e gioia, che richiede cuori uniti in Cristo, comunità riconciliate e in tutto disponibili a collaborare con fiducia e generosità.
Nel cuore della missione c’è il mistero dell’unione con Cristo (Gv 17, 21), essere cristiani non è un insieme di idee e discorsi, ma è vita unita a Cristo e alla Chiesa. Per questo, la prima responsabilità della Chiesa è di rinnovarci mantenendo viva l’unità spirituale e fraterna tra i cristiani. È importante mantenere fisso lo sguardo in Cristo, Lui che è il centro della nostra vita personale e comunitaria: solo così potremo superare i conflitti e rimanere in comunione gli uni con gli altri. L’unità dei discepoli non è fine a se stessa, è orientata alla missione (Gv 17, 21), è la testimonianza di una comunità riconciliata , fraterna e solidale: solo così il Vangelo assume forza comunicativa. Perciò, essere uniti alla missione vuol dire custodire e alimentare la spiritualità di comunione e collaborazione missionaria.
Se ogni giorno andiamo avanti con questa grazia spirituale sapremo vedere i nostri fratelli con occhi di fede e riconoscere in tutti l’azione dello Spirito che opera in tutti, anche nei più piccoli. Per questo motivo è importante continuare, alimentando e formando la coscienza missionaria nei fedeli, incominciando dai piccoli fino agli adulti, promuovendo la preghiera e la carità che unisce le comunità di tutto il mondo. La preghiera di ognuno per la missione arriverà fino in Africa, in Asia, Dio sa dove c’è più bisogno.
Il Vangelo che annunciamo non è un ideale astratto, ma è il Vangelo dell’Amore, fedeli a Dio incontriamo il volto di Cristo nei più poveri. Come suore della carità siamo chiamate a vedere nei fratelli il volto di Cristo e a servire con umiltà gli esclusi e gli emarginati della società.
Qui in Paraguay viviamo in tre comunità dentro situazioni differenti e con servizi diversi, ma tutti rivolti alle persone fragili, agli indifesi e agli emarginati a causa di diverse forme di povertà. In questi giorni stiamo vivendo la povertà climatica, forti temporali con enormi tempeste che ha rotto i tetti delle case. Le piogge torrenziali inondano le case e chi è malato e i bambini soffrono questa situazione, come avrete già letto nei canali di informazione. È dunque molto importante custodire la terra, nostra Casa comune. Il nostro servizio consiste nell’accompagnare due scuole elementari, formando le dirigenti, i professori, e i papà degli alunni. Accompagniamo anche i ministri dell’Eucarestia nel loro servizio di portare la comunione agli ammalati e agli anziani nelle case. Visitiamo e accompagniamo la pastorale carceraria della città. La nostra porta è sempre aperta per ricevere gruppi di ragazzi della cresima o altri gruppi della parrocchia.
Siamo felici di prestare il nostro servizio a tutti coloro che ci chiedono aiuto.
Chiediamo a voi una preghiera affinché possiamo continuare a lavorare nella vigna del Signore.
Con affetto vi mando i miei cari saluti.

Celestina Valieri

(Articolo pubblicato su “La Voce” del 22 ottobre 2026)

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