Nasce VicoLab, casa aperta alle associazioni e luogo di socialità in una terra speciale

Studiamo le frazioni alle scuole elementari e ce le ricordiamo per quanto erano difficili. Ma questa è matematica e la matematica sembra che debba, per sua natura, essere difficile.
Frazione nella lingua italiana si riferisce anche a qualcosa di più facile da intendere; è un termine geografico, concreto e facile da ricordare. Per definizione in Italia, «una frazione è un centro abitato (o un insieme di case sparse e nuclei abitati) che fa parte del territorio di un Comune, ma si trova separato dal capoluogo comunale».
Viconovo, frazione del Comune di Ferrara, ha inaugurato lo scorso 22 settembre una casa per le associazioni e un luogo di socialità, lo spazio VicoLab che ha subito ospitato nel Festival EntroTerra un incontro organizzato da Pro-loco Viconovo e Cds Cultura Odv per raccontare il territorio del Po di Volano e proporre idee di sviluppo.
È, questa, un’iniziativa che si inserisce bene nei programmi dell’Amministrazione comunale – in particolare del suo assessore con delega alle Frazioni – e propone numerose iniziative.
All’incontro di Viconovo era presente il Comune con l’assessore all’Urbanistica e Mobilità, forse anche per essere aggiornati sulle idee di sviluppo legate al Piano Urbanistico Generale, appena approvato dal Consiglio Comunale dopo l’approvazione del Cuav, Comitato Urbanistico di Area Vasta.
Questa parte del territorio comunale, legato nella sua formazione e nella sua trasformazione al fiume Po di Volano ha una sua storia che abbiamo iniziato a raccontare in questo primo incontro, storia che lo differenzia da ogni altra parte del territorio ferrarese e che continueremo a raccontare a VicoLab anche per partecipare attivamente da cittadini ai tanti temi che per ora abbiamo potuto solo accennare.
Le caratteristiche che presenta questo territorio ce lo hanno fatto limitare da Contrapò, punto nodale riguardo la rete delle acque, fino a Valpagliaro dove è ubicata la Conca sul Po di Volano.
Di antica bonifica e abitati fin da epoca romana e sulle fasce degli argini -, sabbiose e rilevate rispetto alle acque -, troviamo tanti borghi sviluppatisi anche in epoca precedente alla formazione di Ferrara città. Una zona ricca di storia e di naturalità a cui i propri abitanti e chi opera in questo territorio possono e devono dare idee per lo sviluppo futuro. La partecipazione ora al Piano Urbanistico approvato è da mettere subito in atto, come il Progetto GREW per il Contratto aree umide, coordinato dal Consorzio di bonifica.
Chi partecipa a queste attività diventa un operatore secondo la definizione di Paesaggio che, dalla Convenzione di Firenze del 2000, viene indicato come «la porzione di territorio così come viene percepita dalle persone, il cui aspetto deriva dall’azione e dall’interazione di fattori naturali e umani». Si potrà verificare quindi se quanto riporta il Pug per il Paesaggio è ciò che percepiscono le persone che lo vivono.
È un Paesaggio importante, riconosciuto sito Unesco ma che deve mantenere le caratteristiche che gli hanno permesso di avere questo riconoscimento, come è stato ribadito dalla consigliera regionale responsabile di tutto il programma Unesco e Mab Unesco.
La Pro-loco di Viconovo diventa così il punto di riferimento di un territorio che si sente una comunità per la storia comune e i progetti da sviluppare in comune, dove il filo che li lega e collega è il Po di Volano con le sue potenzialità espresse e inespresse.
La più visibile e spendibile è proprio il corso d’acqua, sospeso nella sua posizione intermedia fra la darsena di Ferrara e la Conca di Valpagliaro, con il Progetto Idrovia di V classe che incombe ma non impressiona il percorso dolce della Nena che ora arriva anche a Viconovo.
Il pontile e l’attracco sono a fianco del Monumento ai Caduti, facile da raggiungere la strada, ma qui Metropoli di Paesaggio è attesa ad intervenire per un progetto anche più vasto di unione del territorio sul fiume, da Prinella a Valpagliaro.
Lungo il fiume si può fare anche un percorso di conoscenza dei borghi, sorti intorno alle chiese e ai loro campanili, quindi luoghi che raccontano le storie dall’origine e che opere di ristrutturazione, attuate o in corso, hanno portato fino a noi.
L’architetto che ha partecipato all’incontro con chi abita questo territorio, che conosce il fiume e le chiese, che ne conosce il Paesaggio e come questo è rappresentato nel Piano Urbanistico, ha espresso le sue considerazioni sulla zona da cui estraggo un suo pensiero che esprimo con parole mie.
Noi parliamo di Paesaggio come l’interpretazione di ciò che percepisce chi vive nel suo territorio, quindi può essere corretto chiamare le località dove vivono le persone col termine paesi. Paesaggio in fondo può significare territorio formato da paesi.
Un tempo li chiamavano borghi, ora frazioni ma non è giusto chiamare frazioni questi centri abitati, staccati dalla città capoluogo per origine, storia e progetti futuri, dato che non sono una parte della città.
Ha ragione la matematica, una frazione è una parte dell’intero: i nostri Paesi hanno invece una loro identità e integrità e, collegati insieme in rete, costituiscono un Paesaggio unico.

Marilena Martinucci

(Articolo pubblicato su “La Voce” del 22 ottobre 2026)

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