Vicino a Cento, l’area dal 1600 ritornata al Papato e che prese il nome dal card. Bernardino Spada. Un bene comune da tutelare a fronte dell’impatto dell’invadente Autostrada Cispadana
di Marilena Martinucci
In questi afosi giorni di agosto gli unici venti di cui raccontavano le cronache sono stati purtroppo venti di guerra, dall’Ucraina al Libano alla Palestina.
Ma una notizia che mi ha portato un po’ di freschezza l’ho trovata quando ho letto e successivamente visto il video di una festa, nella brezza di “Una serata per riscoprire il passato del territorio”.
Siamo nel territorio della Partecipanza Agraria di Cento, un territorio ricco di storia e di testimonianze passate, ma anche ricco di attività proiettate nel futuro.
Per la Festa di San Gaetano, che si festeggia il sette di agosto, si presentava uno scenario molto particolare: la chiesetta dedicata al Santo nella tenuta di Torre Spada. Ma la chiesetta dedicata a san Gaetano da Thiene è in condizioni un po’ particolari per un santo davvero importante.
Gaetano da Thiene è vissuto fra la fine del 1400 e l’inizio del 1500, essendo morto a Napoli il 7 agosto 1547. È ricordato anche per aver costituito con GianPietro Carafa, vescovo di Chieti e futuro Papa Paolo IV, un nuovo ordine religioso, l’Ordine dei Teatini. Ora è considerato il protettore dei disoccupati, di chi cerca lavoro, e così forse per la sua grande operosità possiamo considerarlo il Santo del fare.
È il patrono della Tenuta di Torre Spada, ora proprietà della Famiglia Guidetti che ha dichiarato che tutto il complesso sarà ristrutturato.
Si tratta di una Tenuta storica con la Torre di guardia del Forcello (meglio nota come “Gastaldia di Cento”), una delle torri che controllavano le valli del Reno verso nord est. Erano proprietà dello Stato Pontificio e quando a metà del XV secolo il Vescovo Calandrino cedette una gran parte di terreni ai centesi, tenne per sé la Tenuta del Forcello. Il nome poteva derivare dalla situazione idrogeomorfologica del luogo dato che dove ora è Pilastrello il corso del Reno si divideva in due rami, i paleoalvei su cui oggi corrono le strade.
Quando Lucrezia Borgia andò sposa ad Alfonso I d’Este portò in dote anche la Tenuta del Forcello che rimase agli Estensi solo fino al 1558 quando divenne residenza di un signore del luogo, Ludovico Zagaglia. Nel 1600 ritornerà al Papato e dal card. Bernardino Spada prenderà il nome che ancora conserva.
Torre Spada ora si affaccia sulla SP6 che da Cento porta a Pilastrello e limita a est l’area della Partecipanza. Non ci sono documenti certi ma sembra che la tenuta fosse di vasta dimensione, comprendendo anche Pilastrello. La storia di Torre Spada è raccontata da Luciano Balboni, che nella tenuta visse l’infanzia, nel libro “Torre Spada, un tesoro centese dimenticato”. Ora è in stato collabente, con gli edifici disastrati dal terremoto e anche l’Oratorio di San Gaetano in pessime condizioni.
La tenuta è praticamente inglobata nella Partecipanza, un’area unica anche nel territorio regionale, mostrando chiaramente la sovrapposizione fra due reticoli centuriati sovrapposti ma non coincidenti né per orientamento né per posizione. È leggibile la centuriazione romana del II e I secolo a.C. e sovrapposta la Partecipanza di epoca medioevale. Questo assetto si stabilì quando nel 1312 il Vescovo di Bologna diede in affitto i terreni alla comunità di Cento e Pieve, allora unica, non divise né dal Reno né dall’amministrazione. Il territorio era caratterizzato da boschi e terreni incolti e con difficoltà di scolo che ne avevano cambiato l’aspetto e l’uso. Fu così che si creò una nuova sistemazione dei Morelli, con i Tramorelli e la nuova rete dei canali.
Nel 1359 l’abate di Nonantola cedette ai centesi i terreni di Casumaro e nel 1460 furono acquisiti definitivamente i terreni di Malaffitto. Dal 1484 quando il Papa Giulio II sancì il lodo perpetuando il sistema delle Partecipanza, che si basava sulla ridistribuzione ventennale, molto poco è cambiato.
Già nel 1994 il Parco di Malaffitto, zona della Partecipanza agraria di Cento, era stata proposta dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Ravenna per una tutela basata praticamente su tre aspetti:
- Paesaggistico: «Il valore storico è determinato dal sistema di gestione collettiva del territorio e di suddivisione del terreno […]. Il valore paesaggistico-ambientale dell’area […] risulta pertanto dalla singolare conformazione del territorio, schematizzato in una maglia geometrica secondo rigide regole dimensionali».
- Storico: «L’area assume anche rilevanza archeologica poichè insiste sul terreno caratterizzato, nella struttura agricola, dalla centuriazione romana del II e I secolo a.C.».
- Architettonico: «A tutte queste caratteristiche è legato l’ancor più rilevante interesse architettonico degli edifici della partecipanza agraria di Cento».
È stata approvata dopo un lungo percorso con Delibera Giunta Regionale Emilia-Romagna n.824 del 1/6/2018 (Approvazione … della dichiarazione di notevole interesse pubblico paesaggistico dell’area denominata “area dalle caratteristiche paesaggistiche, storico e ambientali delle partecipanze agrarie di Cento e di Pieve di Cento, in Comune di Cento…”).

Foto Giorgio Mengoli
Così l’area della Partecipanza è inserita nel PTCP/PIAV, il Piano Provinciale, come Area di interesse storico testimoniale e la Tenuta di Torre Spada, praticamente inglobata in essa, è indicata come Insediamento storico. Il PSC di Cento e ora il PUG, i Piani urbanistici comunali, mantengono tutte le tutele ambientali.
La Regione Emilia-Romagna aveva però già approvato il progetto dell’Autostrada Cispadana che da Finale Emilia entra in territorio centese proprio interessando l’area della Partecipanza fra Dodici Morelli e Alberone, al limite nord della grande Tenuta del Forcello fino all’abitato di Pilastrello. Nello studio per la richiesta di tutela da parte della Soprintendenza era stato considerato il Progetto con la conclusione che l’Autostrada avrebbe rappresentato «un evidente fattore di rischio per la salvaguardia dei fragili segni che la proposta di decreto mira a tutelare» e mettendo in evidenza gli impatti negativi che tale infrastruttura avrebbe portato, come l’aumento della pressione carrabile e degli insediamenti produttivi in aree che si vorrebbe tutelare e valorizzare, citando Torre Spada. Di grande impatto sembrava e sembra essere infatti l’importante casello e raccordo alla viabilità locale al bivio di Pilastrello. Anche la Partecipanza Agraria fece osservazioni molto precise al progetto riguardo la localizzazione della struttura con la richiesta di spostarla più a nord.
È auspicabile al momento attuale una rivalutazione del percorso di una autostrada di così grande impatto storico, culturale e paesaggistico nel territorio della Partecipanza, da Cento a Casumaro. Alla luce delle scelte di impostazione del PRIT 26-31 oggi in fase di elaborazione, si dovrà tenere conto delle criticità delle condizioni ambientali e degli impegni di sostenibilità presi dopo la elaborazione del progetto, e valutare anche la effettiva necessità di un percorso autostradale da ovest a est che dovrà essere rivisto nel quadro delle scelte legate alle ZLS Zone Logistiche che hanno come riferimento il Porto di Ravenna.
È in fase di osservazioni il PUG dei Comuni di Bondeno, Cento, Poggio Renatico, Terre del Reno e Vigarano, tutti interessati al percorso di questa autostrada, ai suoi effetti sia economici che ecologici. L’iter prevede la raccolta di tutte le osservazioni e una risposta ai cittadini prima della trasmissione al CUAV, il Comitato Urbanistico della provincia. È questo un momento importante per partecipare alla gestione del territorio dove si vive e lavora.
Giorgio Gaber cantava “Libertà è partecipazione” e San Gaetano cinque secoli prima esortava a muoversi anche con la croce a cui si è inchiodati: «Dobbiamo in questa croce crocifiggere i nostri desideri e voleri. E siccome chi sta inchiodato sulla croce non si può muovere da sé, ma col muoversi della stessa croce, così un cristiano crocifisso con Gesù non si deve muovere più di proprio volere, ma ricevere il moto dalla volontà di Cristo».
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