Laboratori nelle scuole, incontri, seminari, un convegno, un podcast e una mostra d’arte: ha al centro uno spettacolo teatrale, “Patate e ideali”, il ciclo di iniziative ideato da Fabio Mangolini (Cornucopia aps) col coinvolgimento di Laboratorio Pace di UniFe, Movimento Nonviolento, CGIL, ANPI, UDI e Galleria del Carbone. Un interessante progetto per ragionare su nonviolenza e partecipazione dal basso

di Andrea Musacci

Nella crisi profonda della democrazia rappresentativa, a Ferrara nasce un articolato e interessante progetto che fa della memoria non un idolo da contemplare ma un pungolo per agire nel presente immaginando un futuro diverso col coinvolgimento dell’intera cittadinanza, a partire dai giovani. “I COS a Ferrara. La Liberazione e la rinascita civile” è il nome di questo progetto, vincitore del bando 2026 della Regione Emilia-Romagna – L.R. 3/2016 “Memoria del Novecento”. Iniziativa plurale nata da Cornucopia Performing Arts Labs Aps, in particolare da Fabio Mangolini, attore, regista e autore teatrale che ha coinvolto diverse realtà ferraresi: il Laboratorio per la Pace di UniFe, CGIL, ANPI, UDI, Movimento Nonviolento e Galleria del Carbone (oltre al Teatro dell’Argine di San Lazzaro di Savena).

“I COS a Ferrara” nasce all’interno della progettualità pluriennale “Storie e geografie dei luoghi dell’utopia nel ’900 in Emilia-Romagna” sviluppata da Cornucopia, che si colloca nella cornice regionale delle «utopie realizzate».

Fino a dicembre, tante le iniziative, da uno spettacolo teatrale multimediale a un’esposizione artistica, da un audiolibro e podcast a laboratori nelle scuole superiori, da un seminario e un convegno universitari a incontri pubblici sulla nonviolenza.

I COS: LA PAROLA AL POPOLO

Cuore del progetto, i COS, Centri di Orientamento Sociale, assemblee pubbliche periodiche, aperte a tutte/i, nate grazie ad Aldo Capitini (1899-1968) a Perugia nel luglio del ’44, subito dopo la liberazione della città, e poi sviluppatisi, oltre che a Ferrara, a Firenze, Bologna, Napoli e altre località italiane. Un esempio concreto di democrazia diretta in cui cittadine e cittadini si confrontavano con tecnici e amministratori locali. Dei COS, a Ferrara fu promotore Silvano Balboni (1922-1948), antifascista, allievo di Capitini e consigliere comunale. L’esperienza si concluse appena pochi anni ma diede vita a molte forme di partecipazione territoriale, fra cui i consigli di quartiere, i forum civici, vari processi di co-progettazione, oltre ai decreti delegati nella scuola.

Chi a Ferrara, e in tutta Italia, ha portato avanti la memoria di Capitini, Balboni e dei COS, è stato Daniele Lugli, morto nel 2023 e a cui Mangolini nel presentare il progetto alla stampa stamattina, 11 settembre, ha regalato un bel ricordo. Lugli conosce Aldo Capitini nel 1962, e partecipa alla fondazione del Movimento Nonviolento da cui non si distaccherà mai diventandone anche Presidente Emerito. Con Pietro Pinna è protagonista dei primi anni dell’obiezione di coscienza in Italia. È una delle sue azioni nonviolente di disobbedienza civile a provocare la reazione dei cappellani militari, che fecero poi indignare don Lorenzo Milani. Lugli fu anche Assessore prima a Codigoro poi a Ferrara, vice presidente del Teatro Comunale di Ferrara, consulente giuridico per gli Enti locali, portavoce del Forum del III Settore della provincia di Ferrara e Difensore Civico della nostra Regione. E a Balboni, Lugli ha dedicato il libro “Silvano Balboni era un dono”.
Lugli che negli anni raccontò molto e fino all’ultimo dei COS, di quelle oltre 50 assemblee tenutesi dal ’46 al ’48. Un Centro che Mangolini immagina come albero, quello di Guernica, simbolo di resistenza contro la violenza nazifascista nel ’37.

LE INIZIATIVE FINO A DICEMBRE

Tornando al progetto, si parte nelle scuole dal 15 settembre al 20 dicembre con laboratori su ascolto e comprensione reciproca con tecniche e linguaggi del teatro, condotti da attrici e attori professionisti affiancati da attivisti del Movimento Nonviolento e dell’ANPI.

Sempre il Movimento Nonviolento curerà incontri pubblici su “COS e Nonviolenza”, che si svolgeranno nelle scuole e saranno aperti alla cittadinanza.

Poi, dal 1° ottobre al 13 novembre, Seminario a UniFe col Laboratorio per la Pace per riflettere di COS, Partecipanze emiliane e forme contemporanee di co-progettazione territoriale e people empowerment, tra politica, filosofia, sociologia e pedagogia.

Dal 1° ottobre fino al 20 dicembre, UDI curerà, invece, alcune giornate di studio sulla partecipazione femminile e sul ruolo delle donne nella vita pubblica del dopoguerra ferrarese.

E ancora: un audiolibro e un podcast verranno realizzati con distribuzione gratuita.

L’11 dicembre, invece, nella sede del CTU – Centro Teatro Universitario di Ferrara (via Savonarola) vi sarà il debutto dello spettacolo di Mangolini “Patate e ideali”, che prende il titolo da una frase di Capitini che ben sintetizzava lo spirito dei COS, nei quali si discutevano sia problemi molto concreti sia questioni più generali. Lo spettacolo – che con Mangolini, un altro attore e una giovane attrice, e che vede anche un momento di dibattito col pubblico – verrà poi replicato in diverse località della nostra Regione.

In contemporanea, il 10 e 11 dicembre, avrà luogo il convegno “Il Potere di tutti. I COS e Ferrara”, mentre dal 10 al 21 dicembre la Galleria del Carbone di Ferrara ospiterà la mostra “Partecipazione civile”, con in parete dodici opere d’arte, metà di artisti maturi, metà di giovani creativi. La mostra avrà anche una versione virtuale permanente on line.

IMMAGINARE I COS DEL XXI SECOLO

Alla conferenza stampa svoltasi stamattina, 11 settembre, oltre a Mangolini sono intervenuti Alfredo Morelli (Laboratorio per la Pace – UniFe), Giuliano Bianco (Movimento Nonviolento), Susanna Garuti (CGIL), Roberto Cassoli (ANPI), Liviana Zagagnoni (UDI, presente con Annalisa Ferrari) e Paolo Volta (Galleria del Carbone).

«Contro l’ordine e il pensiero dominanti», ha detto Morelli, è importante anche oggi riflettere sulla democrazia diretta partendo da «esperienze straordinarie come queste ideate da Capitini». COS che ai tempi furono «forme eretiche di partecipazione», che per pochi anni scardinarono le rigidità delle istituzioni pubbliche e dei partiti. «Furono – ha proseguito Morelli – un’idea di piccoli gruppi che avrebbero dovuto poi essere lievito di una coscienza generale già contenuta in quell’embrione», simbolo dell’«omnicrazia» capitiniana, di quel potere di tutti che non può essere solo una bella utopia.

Bianco, nell’illustrare l’attività nelle scuole del Movimento Nonviolento, ha riflettuto sulla «sfida di trovare linguaggi e modalità nuove per dialogare coi giovani», mentre Garuti ha spiegato come il tema della democrazia diretta sia da sempre per la CGIL centrale, a partire dalle Camere del Lavoro, «luoghi di democrazia partecipativa».

Mentre Cassoli (ANPI) si è soffermato sull’importanza di declinare al presente le riflessioni sui  COS, Volta ha spiegato la storica relazione tra la Galleria del Carbone e il Movimento Nonviolento, attraverso diverse iniziative artistiche. Infine, Zagagnoni ha raccontato come l’UDI sia germogliato dai Gruppi di difesa della donna – nati nel ’43 in tutta Italia, Ferrara compresa -, formazioni partigiane femminili, embrione di partecipazione dal basso.

Un progetto, dunque, questo sui COS, la cui preparazione è iniziata a gennaio scorso ma che non si concluderà con la fine delle iniziative prevista per inizio 2027. E che è stato ideato e ora viene portato avanti nella speranza che fornisca spunti ed energie nuove per immaginare, già da ora, forme contemporanee dei COS, con una forte presenza femminile e giovanile. Ce n’è tanto bisogno, anche a Ferrara. C’è urgenza di tornare a ricostruire relazioni, amicizie sociali, un tessuto nelle città, soprattutto nelle periferie. Di tornare ad uscire, a discutere, a progettare assieme. A vivere una piena comunione civile.

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