I dati su asili nido, scuole sostenibili e abbandono scolastico

di Giacomo Montanari

La sfida del Pnrr è ridurre i divari tra i territori, anche nel contrasto alla povertà educativa. Approfondiamo la situazione in Emilia-Romagna su tre temi: asili nido, nuove scuole e dispersione scolastica. Il Pnrr interviene su numerosi fronti relativi alla povertà educativa, dagli asili nido all’edilizia scolastica, dal contrasto all’abbandono precoce fino alla riduzione dei divari territoriali nell’istruzione. Interventi che riguarderanno l’Emilia-Romagna, dai primi livelli d’istruzione a quelli più elevati. 

ASILI NIDO

Partendo dagli asili nido (fonte elaborazione openpolis), in Emilia-Romagna nel 2020 sono 39.010 i posti offerti nei nidi e nei servizi per la prima infanzia, a fronte di circa 97mila residenti con meno di 3 anni nella regione. Ovvero una copertura potenziale del 40,7%, al di sopra della soglia del 33% fissata in sede europea. Oltre a riportare un valore superiore alla media nazionale (27,2%), l’Emilia-Romagna è anche una delle regioni con la quota maggiore in Italia, seconda solo all’Umbria (44%). Tra le province, quella con la maggiore copertura potenziale è Ravenna con 48,6 posti ogni 100 bambini. Seguono i territori di Bologna (46,5 posti per residente 0-3 anni) e Ferrara (45,5). Al di sopra del 35% anche Reggio nell’Emilia (41), Forlì-Cesena (40,2), Modena (39,4) e Parma (36,5). Sono due le province in Emilia-Romagna in cui il valore è inferiore alla soglia comunitaria: Rimini (31,4 ogni 100 bambini) e Piacenza (26). Tra i capoluoghi, quello che registra la percentuale maggiore è Ferrara (60,9%) seguito da Forlì (52,2%) e Bologna (48,9%). Valori superiori al target europeo anche per i Comuni di Ravenna (46,9%), Modena (44,6%), Parma (43,1%) e Reggio Emilia (42,5%). Si collocano al di sotto di questa soglia Piacenza (31,5%) e Rimini (31,4%). Al netto dei capoluoghi, gli altri Comuni con più di 1.000 residenti tra 0 e 2 anni riportano una copertura potenziale simile. Si tratta di Cesena (42,9%), Carpi (43,8%), e Faenza (40,8%). In Emilia-Romagna l’89,6% dei Comuni offre asili nido o altri servizi per la prima infanzia, a fronte di una media nazionale del 59,3%. Tutte le province riportano valori superiori a quello medio italiano. Sono tre i territori dove pressoché la totalità dei Comuni fornisce servizi per i residenti sotto i 3 anni. Si tratta delle province di Reggio Emilia, Ferrara e Ravenna. Il Pnrr stanzia 4,6 miliardi di euro sull’investimento per gli asili nido e le scuole per l’infanzia. In termini assoluti, il territorio con i progetti ammessi per asili nido in graduatoria è la provincia di Bologna, seguita da Rimini, Modena e Ferrara. 

NUOVE SCUOLE SOSTENIBILI

Un altro aspetto di cui si occupa il Pnrr è la costruzione di scuole sostenibili. Nella regione, in base ai dati relativi all’a.s. 2020/21, sono presenti 2.521 edifici scolastici. Dal punto di vista della sostenibilità, per 1.229 in quell’anno era stata dichiarata la dotazione di accorgimenti per ridurre i consumi energetici, come la presenza di vetri o serramenti doppi, l’isolamento di coperture e pareti esterne, oppure ancora la zonizzazione dell’impianto termico, che consente un dispendio più accurato per la climatizzazione degli ambienti. Il 48,75% degli edifici scolastici in Emilia-Romagna presenta questo tipo di accorgimenti, meno della media nazionale (57,5%). Una quota che varia tra i diversi territori: mentre a Ravenna la percentuale di edifici con accorgimenti raggiunge il 65,6%, in provincia di Parma si attesta al 37,9%. Scendendo a livello comunale, tra i Comuni della regione con più di 20mila residenti tra 6 e 18 anni notiamo Modena, dove il 45,9% delle scuole è dotato di accorgimenti per il risparmio energetico, mentre la quota è inferiore al 40% a Parma (35,4%), Bologna (28,6%) e Reggio Emilia (25,7%). Su questa situazione si innestano gli interventi del Pnrr, con una serie di investimenti per l’edilizia scolastica tra cui quelli per la costruzione di nuove scuole. Sono 23 le aree individuate per l’Emilia-Romagna per un totale di 66.237 mq e un importo complessivo di circa 146 milioni di euro. Un intervento su due per le nuove scuole della regione riguarderà edifici nelle classi energetiche F e G, quelle meno efficienti. 

LA PIAGA DELL’ABBANDONO SCOLASTICO

In Emilia-Romagna, il tasso di abbandono scolastico nel 2021 si è attestato al 9,9%. Un dato inferiore alla media nazionale e appena sopra di un punto rispetto all’obiettivo europeo del 9% entro il 2030. Nella regione restano importanti divari sugli apprendimenti in classe. Nei test Invalsi 2020/21, il 35,8% degli studenti dell’Emilia-Romagna in terza media si è attestato sui livelli di competenza 1 e 2 in italiano, considerati non adeguati. Un valore inferiore alla media nazionale (39% circa). Nella provincia di Ferrara, quella con il dato peggiore, si parla del 37,1% degli alunni. Mentre nella provincia di Bologna sono risultati inadeguati i test del 31,9% degli studenti. In entrambi i casi, si tratta di percentuali minori di quella italiana. Dati a cui dedicare un’attenzione prioritaria: i bassi livelli di competenza sono uno dei segnali più rilevanti della dispersione scolastica. Il Pnrr interviene con un investimento apposito, che ha tra gli obiettivi quello di scendere nel 2026 al 10,2% di abbandoni precoci.

Pubblicato sulla “Voce” del 15 dicembre 2023

(nella rubrica mensile “Ferrara e il bene comune”)

Abbònati qui!

Continua a leggere