La riflessione di una residente in città, tra angoscia che sale guardando le previsioni meteo, allagamenti e le responsabilità di Comune ed Hera. Perché cittadine e cittadini vengono lasciati soli a fronteggiare calamità ormai non più rare?

di Alessandra Tuffanelli

Sono le sei del mattino di Ferragosto. Ferrara dorme ancora. La strada è deserta, l’aria è fresca e passeggio con Filippo.

Un particolare salta subito all’occhio: davanti ai portoni ci sono paratie anti-allagamento. Alcune sono addirittura fisse. Ci passo davanti ogni giorno ed è una visione a cui siamo quasi assuefatti, ma stamattina butto l’occhio per l’ennesima volta e penso che no, non è poi così normale.

In Via Ariosto, ogni volta che piove forte, la rete fognaria si dimostra del tutto incapace di drenare l’acqua che si raccoglie sul manto stradale: invece di assorbirla e smaltirla, il sistema collassa e la rigurgita fuori, allagando la strada non solo di pioggia, ma di liquami di fogna.

Negli ultimi anni succede sempre più spesso. È successo anche il mese scorso.

L’acqua ha invaso la strada, arrivando fino al ginocchio. Le auto si sono fermate, i bidoni dei rifiuti galleggiavano trascinati dalla corrente. E, nonostante le paratie, l’acqua è entrata lo stesso, allagando androni, ingressi, appartamenti al pian terreno e scantinati.

Io stessa ho passato la serata ad aiutare una vicina a svuotare il suo appartamento al piano terra.

E mi chiedo:

È normale che i cittadini debbano attrezzarsi in autonomia e a proprie spese per cercare di proteggere le proprie case e limitare i danni?

Soprattutto quando ormai è chiaro che questo non è più un caso isolato, ma una situazione che si ripete ciclicamente, inesorabilmente e sempre più spesso?

È normale vivere in questo perenne cortocircuito, dove mentre tutti aspettano la pioggia per trovare tregua da un caldo insopportabile, noi viviamo nel terrore del cambio di stagione e dei temporali che porterà con sé?

È normale sapere che le uniche protezioni che puoi mettere sono le paratie, nella consapevolezza che comunque non basteranno?

È normale che le persone scelgano consapevolmente di vivere prigioniere in casa propria, tenendo le paratie installate anche quando sono presenti, perché quando arriverà il prossimo temporale forte non ci sarà il tempo materiale per intervenire?

Io credo di no.

Hera, che gestisce il servizio idrico integrato, e il Comune di Ferrara, proprietario della rete fognaria ma soprattutto responsabile della salute e della sicurezza dei cittadini, dovrebbero intervenire.

Hera ogni anno produce utili e distribuisce ai soci (tra cui il Comune) dividendi sempre più generosi.

E allora credo sia doveroso che almeno una parte di quelle risorse venga reinvestita per affrontare e risolvere un problema che sta diventando intollerabile e rende la vita dei cittadini impossibile.

E soprattutto: basta aspettare che il danno accada per intervenire in emergenza. Ogni volta si spendono risorse per ripristinare una situazione che si sarebbe potuta prevenire con interventi programmati e tempestivi. Qui non parliamo più di un evento eccezionale: sappiamo che succederà ancora. E sempre più spesso. Cosa aspettiamo?

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare dei concerti sponsorizzati dal Comune e c’è un grande dibattito che imperversa in città. Io non voglio, con questo contributo, parteciparvi.

Anzi, sono la prima a sostenere che una città debba vivere di cultura, concerti e occasioni per fare comunità.

Va benissimo.

Ma una cosa è certa: è inutile far finta di niente e continuare a suonare, a meno che non si voglia finire come il quartetto d’archi del Titanic.

 

(tutte le foto delle paratie sono di Alessandra Tuffanelli e sono state scattate in via Ariosto il 15 agosto 2026)

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