Una recensione del film di Christopher Nolan da poco uscito
di Michele Balboni
Odissea, film diretto, sceneggiato e co-prodotto da Christopher Nolan, è un grande film: scenari mozzafiato, ottime recitazioni, ritmo incalzante, paura (Polifemo con il suo unico occhio in verticale), dolcezza (la ninfa Calipso – Charlize Theron, bellissima – che cerca di convincerlo a rimanere sulla sua isola), cattiveria (l’infida maga Circe)…c’è tutto in questo lungo e godibilissimo film.
Film dal quale farsi portare, senza cercare incongruenze con il testo storico. Si potrà mai imputare ad un regista di avere modificato taluni particolari, nomi, sequenze di uno scritto risalente – pare – a quasi trenta (30!) secoli fa? Ho letto critiche anche sul colore e la fattezza degli elmi, sul fatto che Elena di Troia non ha “braccia bianche” ma è negretta (vezzeggiativo, non dispregiativo), per non dire di brani del libro che risultano omessi (Eolo, il racconto di Ulisse dai Feaci con Nausicaa): ma si volevano tenere gli spettatori oltre le tre ore di visione? Il famoso, per noi che giovani siamo stati, sceneggiato TV – all’epoca si chiamavano così, non “serial” – del 1968 durava 8 puntate, di 45’ cadauna (si cerchi su Rai Play).
Certo il testo di Omero è sacro, per chi ha avuto l’opportunità di leggerlo; nel mio caso il libro è apparso sul comodino in questi giorni e molti di noi si rifanno ai ricordi del citato sceneggiato. E ora sono certo che quel vecchio (che mi sembrava) decrepito che precedeva la puntata non era Omero stesso, ma il grande Ungaretti.
Tra le diverse cose belle che ci porta il film mi piace sottolinearne una, particolarmente attuale: l’insistenza sulla frase “la legge di Zeus”. Il che vuol dire, lo dice la AI nascosta nel mio cellulare: “la sacra legge della ospitalità”. Da conoscere e praticare.
Qualche voce del tipo “se critico mi si nota di più” ha bollato il film come “americanata”: beh, ben vengano americanate di questo tipo, di questa forza scenica, con questa capacità di riempire le sale.
Un film quindi da vedere, al cinema, inteso, ricordando la frase di Vittorio de Sica, ripresa anche da Marcello Mastroianni: “il cinema è una cosa grande, la TV una cosa piccola”.
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