Terminati gli interrogatori ai testimoni, ora l’esame sugli scritti inediti

di Nicola Martucci*

Le cause di beatificazione e canonizzazione «sono finalizzate alla raccolta delle prove per raggiungere la certezza morale sulle virtù eroiche o sul martirio del Servo di Dio di cui si chiede la beatificazione e la canonizzazione»: così recita l’istruzione Sanctorum Mater per lo svolgimento delle inchieste diocesane nelle cause dei santi.

L’inchiesta diocesana prevede un delicato lavoro di raccolta delle testimonianze e della documentazione riguardanti il fedele cattolico per il quale si avvia la causa in quanto gode di fama di santità e di segni. A tal fine operano diversi soggetti: un attore promuove la causa e un postulatore ne segue lo svolgimento; il Vescovo competente consulta i Vescovi della Conferenza episcopale almeno regionale e chiede il nulla osta alla Congregazione (ora Dicastero) delle Cause dei Santi, istruisce e apre la causa. Dopo l’apertura della causa, si mettono al lavoro gli officiali dell’inchiesta (delegato episcopale, promotore di giustizia e notaio), i periti in materia storica ed archivistica (la “Commissione storica”) e i censori teologi fino alla chiusura dell’inchiesta, dopo diversi e complessi adempimenti, con l’invio di tutti gli atti al dicastero romano per una fase successiva. Posta tra teologia, diritto e pastorale, una causa di beatificazione è un’operazione complessa e delicata che comporta spese per la parte attrice dovute sia all’organizzazione e allo svolgimento degli interrogatori sia alla raccolta, all’elaborazione e all’esame della documentazione.

Tra le cause nelle quali si è trovata recentemente impegnata la diocesi di Ferrara-Comacchio vi è quella per la beatificazione della Serva di Dio Laura Vincenzi (1963-1987), una giovane laica che molti hanno imparato a conoscere grazie all’edizione delle lettere al fidanzato, alla mostra itinerante su di lei, alle numerose iniziative che da anni si susseguono in diversi luoghi e occasioni dentro e fuori la Diocesi. Laura Vincenzi apparteneva all’Azione Cattolica di Ferrara, che ne ha promosso la causa come parte attrice, con il desiderio e la responsabilità di non tenere nascosta una luminosa testimonianza di fede.

A che punto è questa inchiesta diocesana? Terminati gli interrogatori ai testimoni, è ancora impegnata la Commissione storica e i censori teologi si accingono a esaminare gli scritti inediti di Laura dopo aver analizzato quelli editi. La documentazione è risultata particolarmente ricca e quindi lungo e laborioso il lavoro per prepararla ed esaminarla secondo le modalità richieste dal Dicastero per le Cause dei Santi. Non è quindi prevedibile quando l’inchiesta diocesana sarà chiusa con l’invio degli atti a Roma.

Nel frattempo l’Azione Cattolica di Ferrara-Comacchio e l’Associazione “Amici di Laura Vincenzi” insieme a tanti altri amici promuovono iniziative per favorire la conoscenza della testimonianza di fede di Laura, capace di parlare a tutte le età e a tutte le condizioni di vita, grazie alla limpidezza del suo amore per Gesù, alla convinzione che Dio è un Padre buono, alla grata consapevolezza dei doni ricevuti, al generoso servizio nella Chiesa, alla costante attenzione all’altro, alla volontà di “abbracciare la croce” nella malattia vivendo responsabilmente il presente.

*Presidente AC Ferrara-Comacchio, parte attrice della causa di beatificazione di Laura Vincenzi

Articolo pubblicato su “La Voce” del 14 ottobre 2022

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