Domenica 20 settembre inaugura la personale dell’artista ferrarese dal titolo “Dispersi sulla spiaggia”. Una provocazione sull’effimero, tra surrealismo e metafisica
Dispersi sulla spiaggia è la prima personale di Marcello Carrà alla Rocca Possente di Stellata (Bondeno), a cura di Catalina Golban, visitabile dal 20 settembre al 22 novembre 2026.
L’inaugurazione è prevista per domenica 20 settembre, ore 17.30. La mostra sarà poi visitabile il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30.
La mostra, composta da opere inedite dell’artista ferrarese, mira a presentare al pubblico una visione nuova, che oscilla tra l’onirico e il perturbante, e una tecnica diversa – non più un disegno tratteggiato con la biro, segno distintivo di Carrà, ma il carboncino su carta e tavole di legno. L’esito di questo nuovo strumento è una serie di disegni dai tratti densi, precisi e tuttavia sfumati, che alternano neri profondi e cupi a grigi eterei, in grado di restituire un forte senso plastico e una curiosa dicotomia tra luce e ombra.
Il lavoro artistico che compone l’esposizione Dispersi sulla spiaggia è attraversato da un intenso contrasto: la fragilità dell’esistenza, la caducità del tempo, la memoria che sbiadisce e la condizione effimera delle persone. Protagonisti delle opere in mostra sono personaggi apparentemente rilassati e distesi su un litorale remoto e immaginato, sospesi tra una dimensione ontologica e un registro drammatico e visionario, che trasforma la spiaggia e le sue figure in un varco tra reale e dissolvenza.
Ciò che si presenta allo sguardo dell’osservatore non è, tuttavia, una semplice scena di quiete. Le figure, apparentemente inerti, dai tratti allegorici e grotteschi e dai connotati antropomorfi, fino quasi a sconfinare nel mostruoso, assumono la consistenza dei corpi materici e quasi scultorei, e, al tempo stesso, evanescenti, sospesi tra il surreale e la metafisica. Sullo sfondo di ogni opera, oltre la linea dell’orizzonte, sembra addensarsi qualcosa di indefinito e silenzioso. Si ha la percezione che ogni istante possa svanire e che i protagonisti delle scene possano essere trascinati via con la stessa naturalezza di una risacca.
È in questa tensione continua e irrisolta, tra normalità apparente e presagio, tra metamorfosi e ibridazione, che la mostra costruisce la propria narrazione sulla fragilità e sulla complessità di ogni esistenza. L’intento della mostra è creare una connessione diretta tra lo spettatore e quel senso fugace di impermanenza e vulnerabilità, trasformando la contemplazione delle opere in un’esperienza capace di generare un intenso e vibrante riverbero emotivo.
Marcello Carrà (1976) vive e lavora a Ferrara. Conosciuto principalmente per la sua tecnica a penna a sfera, nel corso della carriera ha esplorato temi legati alla fragilità animale, alla meraviglia e alla rilettura di autori come Bruegel, Vermeer, Bosch, Goya e Zurbarán. Tra le tappe principali del suo percorso, la partecipazione alla mostra collettiva Wunderkammer a Palazzo Widmann in occasione della Biennale di Venezia (2013), il progetto Insetti tra Casa dell’Ariosto e il Museo di Storia Naturale di Ferrara, la collaborazione con Barbara Capponi al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara (2019) e la pubblicazione di alcuni libri, tra cui La sindrome del pallone e Incubus per La nave di Teseo.
(testo a cura di Catalina Golban)
(Opera in alto: Due demoni in spiaggia – Foto di Maria Chiara Bonora)

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