Viaggio spirituale e artistico all’interno della casa della nostra Arcidiocesi: dai due grandi angeli marmorei agli apostoli Pietro e Paolo che ci salutano: non un addio, ma un arrivederci…

di don Paolo Cavallari

Quante volte pensando al Paradiso ce lo siamo immaginato come un luogo di grandiosa bellezza!

È ciò che succede entrando nella Cattedrale di Ferrara. Di solito si dà maggiore importanza all’architettura esterna della Cattedrale per la sua antichità, soprattutto per la magnifica facciata e le fiancate medievali… Entrando poi all’interno ci si accorge che non siamo più nel medioevo.

Oggi, grazie alle ultime ri-scoperte di parte delle antiche colonne ci si può immaginare come doveva essere anche l’interno…invece ci si trova in un ambiente di grande armonia prospettico-proporzionale straordinario! È il paradiso in terra. Si è accolti da due grandi angeli marmorei che ci chiedono di farci il segno della croce con l’acqua lustrale ricordandoci che si entra in paradiso grazie al Battesimo, santi tra santi. Ma quanto è grande questa Cattedrale? Per scoprirne la lunghezza e maestosità bisogna andare a Roma, in S. Pietro, dove sul pavimento marmoreo è segnata tale lunghezza in proporzione con quella della grande basilica romana. Puntando gli occhi direttamente sull’abside centrale notiamo il grande affresco del Giudizio universale del Bastianino: «Di chiara ispirazione michelangiolesca in un cielo temporalesco, quasi in un gorgo vorticoso attorno alla figura del Cristo affiancato dalla Madonna troviamo angeli, santi e dannati». Cielo e terra in un unico affresco! Ma osserviamo pure il grande altare maggiore. Per noi cristiani l’altare è Cristo stesso, Sacerdote, Vittima e Altare! Per questo i preti lo baciano. E dentro a questo altare, ricostruito dal card. Tommaso Ruffo nel 1727, si trova la capsella di piombo con le reliquie di consacrazione del primitivo altare in  legno fatta l’8 maggio 1177 da papa Alessandro III, che fece porre al centro della mensa la cassetta con le reliquie di S. Giorgio e dei santi Filippo e Giacomo, Valentino e Leone, Margherita e Felicita, aggiungendovi poi un’altra capsella con reliquie di  conterranei di Ruffo: S. Gennaro, S. Tommaso d’Aquino, S. Nicola da Bari.

Per far comprendere poi che base della Gerusalemme celeste sono i 12 Apostoli, ecco i loro busti in terracotta colorata in altrettante nicchie poste nel transetto. Gli apostoli li troviamo attorno a Gesù nel dipinto dell’Ultima Cena del Parolini nella cappella del SS. Sacramento. Qui, nel Tabernacolo si conservano le Particole consacrate nella Celebrazione eucaristica per ricordare ai fedeli la presenza reale di Gesù in mezzo a noi. Qui i fedeli vengono ad adorare e a pregare.

Varie sono le immagini della vita di Gesù che troviamo dipinti in tanti quadri: la Nascita, la Santa Famiglia, la Circoncisione, in braccio a Maria (quante volte!), presso S. Giuseppe morente; nella cappella a destra del transetto il grande Crocifisso tra la Madonna e S. Giovanni, S.Giorgio e S. Maurelio, statue bronzee appena restaurate, un tempo dorate, che formano quasi un Calvario. Il Battesimo di Gesù al Giordano…

Interessante: non c’è né la Risurrezione, né l’Ascensione…C’è però  l’Agnello Pasquale dipinto sopra l’altare maggiore.

Immagini mariane: sono almeno 10. La principale è la Madonna delle Grazie che troviamo, quasi sembra attenderci, alla porta del paradiso. Già Lei ci mostra il suo Figlio Gesù, che tiene in braccio, come in tante altre immagini mariane. È da ricordare che Maria per noi cristiani è la Madre di Dio.

Per questo la veneriamo con tanto amore! E con tanti titoli: la Liberatrice (ha liberato Ferrara dalla peste che ha decimato tanti ferraresi nel ‘500), la B.V. della Colonna, lo Sposalizio di Maria, l’Incoronazione…

Immagini di santi e beati: i nostri protettori S. Giorgio e S. Maurelio, ai quali sono dedicati due altari con altrettanti grandi dipinti del loro martirio. E poi S. Giuseppe, S. Filippo Neri, S. Antonio da Padova, S. Lorenzo, S. Luigi Gonzaga, S. Tommaso d’Aquino, S. Barbara, S. Caterina, S. Francesco stimmatizzato, S. Rocco, S. Carlo Borromeo, S. Teresa, Tutti i Santi in gloria; ad alcuni di questi  sono dedicati i vari altari laterali. Ci sono poi immagini di santi dipinti su pareti o colonne: S. Alfonso Maria de Liguori, S. Pio V, papa, S. Pietro Claver e S. Francesco Saverio missionari, S. Stefano I, S. Agostino, S. Basilio Magno, S. Gregorio Nazianzeno.

Purtroppo ancora attualmente non si riesce a vedere bene, causa reti di sicurezza, ciò che è stato dipinto nelle varie volte e nelle cavità dei finestroni e soprattutto nelle  cupole della navata maggiore (Assunzione di Maria, e negli spicchi sottostanti Angeli con palme, corone, ghirlande e strumenti musicali che glorificano la Madonna; nei pennacchi quattro donne dell’Antico Testamento: Rebecca, Abigail, Giuditta, Ester). Nella cupola centrale il Padre Eterno in tutta la sua maestà, negli spicchi simboli degli evangelisti, apostoli, pontefici, martiri e vergini. Nei pennacchi i profeti Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele.

Vi sono poi i nostri santi e beati ferraresi. Sopra l’altare dell’Addolorata, il Beato Alberto Prandoni, il Beato Giovanni da Tossigano; sopra l’altare di S. Lorenzo: S. Caterina Vegri che vede salire al cielo l’anima del Beato Giovanni da Tossignano, e la Beata Beatrice d’ Este.

Uno sguardo pure alle varie statue sparse in tutta la Cattedrale:«questa vasta impresa scultorea così significativa dal punto di vista iconografico costituisce la più esemplificativa rassegna di quanto è stato realizzato a Ferrara nel Settecento»: S. Nicolò vescovo, S. Francesco d’Assisi, S. Pellegrino Laziosi, S. Filippo Benizi, S. Benedetto, S. Scolastica, S. Crispino e S. Crispiniano, S. Ignazio di Loyola, S. Andrea Avellino, S. Eligio, S. Andronico, S. Severo vescovo, S. Romano martire, S. Benedetto XI, S. Pio V, S. Antonio abate, S. Giovanni Battista.

Tra tutti questi santi e beati non si contano putti e angeli che svolazzano ovunque…

È veramente un paradiso sulla terra la nostra Cattedrale!

Prima di lasciarla, ci accorgiamo che alla porta centrale di uscita i due grandi apostoli Pietro e Paolo ci salutano facendoci ricordare che noi siamo i cristiani della Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica, come recitiamo nel Credo e che Loro ci aspettano perché un giorno possiamo anche noi essere con loro, non per una visita passeggera, ma per sempre!

(Le citazioni sono tratte da “La Cattedrale di Ferrara”, Berenice Giovannucci Vigi, ed. Nardini, 2000)

Pubblicato sulla “Voce” del 16 febbraio 2024

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