di Silvia Ciboldi
La “Milanesiana” è entrata nella sua fase centrale con il mese di giugno: coprendo quest’anno un tempo di conoscenza, attualità, incontri in luoghi senza pubblico – com’è il carcere o un reparto di maternità: ove il riscatto è vita a prova di sofferenza nel progetto di restituirne il significato nel futuro.
Nata 26 anni fa da un’idea di Elisabetta Sgarbi, questa rassegna-festival di cultura, scienza, arte, musica, sport, attualità, cinema, pittura, diritto e filosofia, oltre a storia e politica. Non disdegna, poi, il confronto della tradizione locale proprio di ogni provincia toccata dalla scelta di Elisabetta e del suo staff: l’orgoglio-amore di eccellenze proposte grazie ad un lavoro di collaborazione fra gli organizzatori locali e la redazione. Un incontro dello scorso 17 giugno fra Massimo Cacciari – filosofo ideatore del soggetto per la Milanesiana di quest’anno “Il desiderio e la legge” – e Lucio Caracciolo, docente di filosofia del diritto, direttore di Limes e autore di libri che ripercorrono l’argomento della serata (“Guerra o Pace”), in una presa diretta della realtà che viviamo ormai da anni di conflitti in Europa (leggi: Russia-Ucraina). Detto altrimenti, la politica di sopraffazione di Putin verso un paese riconosciuto europeo, esercitando di fatto la possibilità di deroga dal principio sancito dopo la seconda guerra mondiale, non vincolante giuridicamente; ma la possibilità di deroga apre di fatto all’avvento di una fase di crisi del diritto. Diritto che è, oggi come non mai, speranza universale per una pace sicura.
Caracciolo ha riflettuto su come, dopo le due guerre mondiali, vi era una speranza generalizzata di giungere ad una riuscita dell’ordine internazionale. Se questo viene infranto, viene infranta la cultura e la civiltà.
Ma in prospettiva assisteremo alla fine dell’impero americano? Non lo possiamo dire. Di certo, devono essere chiare le ragioni per le quali si fa una guerra e si demonizza il diritto dell’altro alla pace e alla sicurezza. Ma la guerra è prodotta da ragioni quasi mai chiare.
(Foto: Ucraina, 18 settembre 2025: attacco missilistico russo a Ternopil – Foto Ugcc)
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