Appuntamento il 3 febbraio in Sala Estense: la testimonianza di una madre di una bimba con trisomia 21, l’Associazione “Genitori Ragazzi Down”, gli esempi di Lejeune e Rastelli

di Chella Vavalle Padovani

Sabato 3 febbraio, dalle ore 15.30, presso la Sala Estense di Ferrara (piazza Municipale), troveremo non solo un teatro completamente rinnovato ma potremo rinnovare anche il nostro interesse per la tutela e la difesa della Vita. 

Quando quest’anno mi è stato proposto dal SAV di dedicare questo momento alla sindrome di Down, ho sentito, io mamma di una bambina con trisomia 21, davvero come un dono del Signore che continuamente ci mostra come attorno a queste persone si respiri aria di Santità. Sarà quindi occasione per mettere in luce la figura del medico Jérôme Lejeune e del cardiochirurgo Giancarlo Rastelli, per entrambi i quali è in corso la causa di canonizzazione, che hanno dedicato le loro conoscenze scientifiche e la loro stessa vita allo studio della sindrome e delle patologie congenite ad essa correlate. Le loro idee illuminate, ancora oggi, sono portate avanti grazie ad un continuo ed instancabile lavoro di ricerca con a capo all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna il prof. Pierluigi Strippoli, con la finalità di trovare la cura di questa anomalia cromosomica, vedendo sempre in queste persone il volto di Cristo che continua a dirci “questi sono i miei figli prediletti”.

Sarà anche l’occasione, grazie alla partecipazione, tra gli altri, della Presidente dell’Associazione GRD – Genitori Ragazzi Down, di Bologna – per parlare di come attraverso le loro iniziative stiano lavorando al fianco delle famiglie per costruire un progetto di vita concreto e realizzabile per le persone con sindrome di Down, a partire dalla nascita fino alla loro autonomia nella vita adulta: considerando sempre di più questi ragazzi risorsa per la nostra società e non oggetto di assistenza. Dall’incontro con il GRD, anche a Ferrara, in questi ultimi mesi, è nata una succursale dell’associazione che ha dato inizio ad un gruppo di autonomia rivolto a bambini con trisomia 21 in età scolare dai 6 ai 13 anni. Riteniamo fondamentale far conoscere questa nuova realtà cittadina per essere ancor più vicino alle famiglie che sono alla ricerca di un percorso dedicato che miri a valorizzare non i limiti, ma i tanti punti di forza di queste persone nella nostra società. 

Certamente, in questa preziosa giornata, non potevano mancare loro, i protagonisti di tutte le nostre iniziative e riflessioni, per cui alcuni ragazzi con disabilità intellettiva del Teatro-Musica dell’Associazione GRD di Bologna ci doneranno una loro esibizione. 

Sarà un tempo prezioso per cercare di riscoprire ancora una volta il grande dono della Vita e tornare a casa con l’impegno di testimoniarlo.

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«Molte, troppe» le «vite negate»: il Messaggio dei Vescovi italiani

«Molte, troppe» sono le «vite negate». Lo denuncia il Consiglio episcopale permanente della Cei nel Messaggio per la 46ma Giornata nazionale per la vita, in programma il 4 febbraio sul tema “La forza della vita ci sorprende. ‘Quale vantaggio c’è che l’uomo guadagni il mondo intero e perda la sua vita?’ (Mc 8,36)”. «Tante sono “le vite negate”», osservano i presuli nel testo. Dalla vita «del nemico-soldato, civile, donna, bambino, anziano», che è «un ostacolo ai propri obiettivi e può, anzi deve, essere stroncata con la forza delle armi o comunque annichilita con la violenza», a quella del migrante, che «vale poco, per cui si tollera che si perda nei mari o nei deserti o che venga violentata e sfruttata in ogni possibile forma». «La vita delle donne viene ancora considerata proprietà dei maschi – persino dei padri, dei fidanzati e dei mariti – per cui può essere umiliata con la violenza o soffocata nel delitto», si legge ancora nel testo, mentre «la vita dei malati e disabili gravi viene giudicata indegna di essere vissuta, lesinando i supporti medici e arrivando a presentare come gesto umanitario il suicidio assistito o la morte procurata». «La vita dei bambini, nati e non nati, viene sempre più concepita come funzionale ai desideri degli adulti e sottoposta a pratiche come la tratta, la pedopornografia, l’utero in affitto o l’espianto di organi. In tale contesto – denuncia ancora la Cei – l’aborto, indebitamente presentato come diritto, viene sempre più banalizzato, anche mediante il ricorso a farmaci abortivi o “del giorno dopo” facilmente reperibili». Destano, inoltre, «grande preoccupazione» anche «gli sviluppi legislativi locali e nazionali sul tema dell’eutanasia».

«La drammatica crisi demografica attuale dovrebbe costituire uno sprone a tutelare la vita nascente», il monito dei Vescovi, secondo i quali la Giornata «assume una valenza ecumenica e interreligiosa, richiamando i fedeli di ogni credo a onorare e servire Dio attraverso la custodia e la valorizzazione delle tante vite fragili».

Pubblicato sulla “Voce” del 19 gennaio 2024

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