Associazione Papa Giovanni XXIII con Migrantes e Diocesi per aiutare le mamme straniere a integrarsi coi loro piccoli: ecco tutte le attività di un importante progetto al femminile
Fatoumatà viene dal Gambia, Khady dalla Sierra Leone, Prisca dalla Nigeria, Tasmina dal Bangladesh, Rajae dal Marocco, Irina dall’Ucraina, altre mamme dal Pakistan, dal Senegal, dal Camerun, dalla Costa d’Avorio e dall’Albania…. E tutte con i loro splendidi e colorati bambini e bambine. Un caleidoscopio di volti e sorrisi, di biberon, di quaderni, di libri e computer. E molto altro ancora. E insieme a loro Fabrizia, Piera, Giovanna, Valeria, Ilaria, Alida, Barbara…
Dal desiderio di due amiche di Ferrara di offrire le proprie competenze professionali – maturate in anni di lavoro nella scuola dell’infanzia e per adulti – nasce nel 2023 “Madri a scuola” per favorire l’integrazione di donne immigrate scarsamente scolarizzate con figli in età prescolare (0-6 anni). Il progetto è quello di condividere tempi, spazi e conoscenze con giovani donne immigrate che necessitano di affiancamento per la loro integrazione e di conseguenza per quella dei loro figli. Il desiderio si è concretizzato coordinato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, supportato dal contributo finanziario della Fondazione Migrantes e appoggiato dalla nostra Arcidiocesi con la collaborazione della parrocchia della B.V. Addolorata di Ferrara.
Ne è scaturita una bella sinergia che via via si è aperta anche a realtà presenti in città attraverso collaborazioni con il C.P.I.A., con il Centro Donna Giustizia, la Caritas Diocesana, la Facoltà di Informatica di UniFe e realtà di volontariato e di accoglienza del territorio ferrarese. Lo scopo del progetto è di intervenire rispetto al bisogno di competenze linguistiche di base in italiano L2, di informatica e di relazioi sociali per madri straniere e contemporaneamente di accudimento educativo dei loro piccoli. Il tutto in un clima di gratuità e di incontro multiculturale declinati al femminile.
Così, da ormai tre anni, due mattine alla settimana, ci si incontra in modo colorito e allegro nelle aule messe a disposizione dalla parrocchia e, mentre i bambini giocano, dormono, ascoltano fiabe o manipolano materiali vari, le madri, arrivate da poco in Italia e quasi invisibili per la città, si riuniscono in cerchio per leggere, scrivere, parlare e ascoltare in italiano o nell’aula di informatica davanti ad un computer.
In questo modo, attraverso il progetto “Madri a scuola” queste donne, che al mattino devono farsi carico dei figli molto piccoli non inseriti nei nidi o nelle scuole dell’infanzia, hanno la possibilità di uno spazio a loro dedicato per i bisogni linguistici, di socialità e confronto con altre donne, mentre i loro piccoli, restando in un locale attiguo alle classi di italiano, possono essere accuditi e stimolati da educatrici esperte e volontarie, ma sempre in contatto con loro per i bisogni più immediati (allattamento, cambio, ecc.) e per continuare a ricevere sicurezze affettive necessarie per le future autonomie.
Una trentina le mamme che in questo ultimo anno sono state coinvolte. Le attività sono molteplici, sia con le donne che con i bambini. Oltre all’organizzazione di percorsi di alfabetizzazione in lingua italiana (livelli PreA1, A1, A2) si realizzano laboratori e incontri di “alfabetizzazione sociale” su tematiche specifiche con volontarie/i esperti nell’area sociosanitaria per aumentare consapevolezze e conoscenze rispetto alla salute propria e dei figli; nell’area dell’educazione finanziaria per permettere di prendere decisioni informate su come gestire il denaro, come risparmiare, come spendere (incontri con esperti di Banca Etica e dell’Emporio Solidale); della cittadinanza e legalità per mirare a diventare cittadine attive, informate, capaci di assumere responsabilità per se stesse e per la comunità, attraverso la conoscenza della Costituzione, delle norme e delle regole della vita sociale; nell’area della cultura finalizzata ad una maggiore conoscenza del territorio ferrarese e della sua storia attraverso visite a musei, partecipazione a spettacoli teatrali e film; nell’area della digitalizzazione per fornire conoscenze e competenze di base necessarie per dare risposte il più possibile autonome ai bisogni quotidiani di inserimento sociale (corso base di informatica, sportello per iscrizioni alle scuole, SPID, fascicolo sanitario…).
Non è mai mancato e verrà sempre offerto un momento di ristoro denominato “Language cafè” in cui sorseggiando bevande tipiche si cerca di conversare in italiano.
Ai bambini questa esperienza offre l’opportunità di sperimentare i primi distacchi dalla madre, rispettando le naturali resistenze. Una stanza è attrezzata con angoli morbidi e spazi per il riposo dei più piccoli; un’altra ha materiali adatti a bambini un po’ più grandi (disegno, manipolazione, puzzle, costruzioni). Questa suddivisione permette un avvio alla socializzazione con altri bambini di diverse nazionalità e l’apprendimento delle prime regole di condivisione di giochi e spazi favorendo il futuro inserimento alla scuola d’infanzia.
Fondamentale anche per i piccoli è dunque l’avvio alla comprensione della lingua italiana e alla produzione verbale, attraverso canzoni, filastrocche piccole narrazioni e primo incontro con il libro avviato in collaborazione con la Biblioteca Ragazzi.
L’esperienza ha sviluppato un profondo legame di amicizia e di allegra reciprocità che ha portato a vivere questa esperienza in modo leggero ma efficace, affettuoso e formativo insieme in un contesto di crescita e di solidarietà femminile. Molto coinvolgenti sono state le uscite a teatro, alla biblioteca ragazzi e ai musei della città, così come l’importante gita a Venezia che ha visto tra i canali, su e giù dai ponti, passeggini e carrozzine. Svariate le volontarie (anche se qualche prezioso volontario maschio non è mancato in ruoli tecnici) che in questi tre anni si sono aggregate, diverse per età e provenienza ma accomunate dal desiderio di condividere uno spazio di integrazione e di mettersi in gioco in relazioni tra persone diverse per provenienza e storia personale. Un caleidoscopio quindi di colori e condivisione che ha fatto bene a tutti.
(a cura degli organizzatori)
Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 26 settembre 2025
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