Nella centrale via Borgo dei Leoni a Ferrara, il tempio che fu sede dei Gesuiti e nella cui area nacque il Liceo Ariosto. Ecco la sua storia e le sorprendenti opere d’arte che accoglie

di Alessandro Accorsi

In quanti sanno che a Ferrara vi è una chiesa che ospita uno straordinario gruppo scultoreo quattrocentesco rappresentante il Compianto su Cristo morto, due dipinti di Giuseppe Maria Crespi (per inciso, il più celebre pittore bolognese del XVIII secolo), e che nei locali attigui un Ordine religioso curava l’istruzione dei ragazzi in quello che poi divenne il Liceo Ludovico Ariosto?

Questa chiesa straordinaria si trova in via Borgo dei Leoni, ed è la chiesa del Gesù. Fu la sede dell’ordine dei Gesuiti di Ferrara dalla sua costruzione (anni ’70 del ‘500) al 1979.

Il fondatore della Compagnia di Gesù, Sant’Ignazio di Loyola (1491-1556, Canonizzato nel 1622), secondo gli storici ferraresi (primo fra tutti, Giuseppe Antenore Scalabrini; ma anche Antonio Frizzi), passò per Ferrara nel 1524, dove venne, per la sua generosità nel dare elemosine, assalito da una moltitudine di mendicanti. Pochi anni dopo, nel 1551, venne aperta la casa dei Gesuiti di Ferrara già nel luogo dove restò per diversi secoli: la vecchia sede del Conservatorio di Santa Maria della Rosa (poi trasferito nell’angolo tra l’attuale viale Cavour e via Armari), in via Borgo dei Leoni.

Nel 1570, dopo la conclusione del Concilio di Trento e dopo il terremoto che colpì Ferrara, i Gesuiti locali vollero, anche in ottemperanza delle direttive centrali, dotarsi di una grandiosa chiesa che rispecchiasse il loro gusto; difatti in epoca Controriformistica le chiese dei Gesuiti erano tenute a rispettare particolari canoni estetici sia nell’architettura dell’edificio che nell’iconografia delle opere ospitate al loro interno; e il tempio ferrarese rispetta appieno questi criteri.

L’architettura della chiesa del Gesù di Ferrara fu per tanto tempo attribuita ad Alberto Schiatti, il che non corrisponde pienamente a menzogna; il disegno in realtà è di Giovanni Tristano (1515-1575), mentre lo Schiatti gli subentrò dopo il decesso portando a termine la fabbrica nel 1580. La chiesa del Gesù fu comunque consacrata nel 1599 dal Vescovo di Ferrara mons. Giovanni Fontana.

I Gesuiti rimasero stabilmente a Ferrara fino al 1773; poi, vi tornarono nel secolo seguente, restando in tale sede con discontinuità sino al 1979. Nel frattempo, però, attiguo alla chiesa vi era il Collegio dei Gesuiti, che divenne nel 1860 la prima sede del Liceo Ludovico Ariosto, trasferito poi nell’ubicazione attuale solo negli anni ’70 del ‘900. Al giorno d’oggi, dove vi erano il Collegio dei Gesuiti e il Liceo Ludovico Ariosto, vi si trova il Palazzo di Giustizia di Ferrara, progettato e costruito negli anni ’80 del ‘900 dal celebre architetto Carlo Aymonino (1926-2010). La chiesa del Gesù, invece, costituisce parrocchia dal 1933.

L’interno della chiesa del Gesù, imponente e maestoso, appare comunque piuttosto sobrio per essere un tempio dell’Ordine dei Gesuiti di età moderna; questo perché l’originale soffitto a cassettoni fu divelto nel 1842 per far spazio ad un più moderno soffitto a volta, che fu a sua volta bombardato nel 1944, e mai più ridecorato. L’unica navata è affiancata da tre cappelle per lato. Nelle prime due, destra e sinistra, vi sono un’Annunciazione, e un Dio Padre benedicente di Giuseppe Mazzuoli, detto il Bastarolo, celebre artista tardomanierista. Restando sul lato destro invece, nelle ultime due cappelle, vi si trovano due capolavori degli anni ’20 del XVIII secolo del sopracitato Crespi (1665-1747), geniale e celebre pittore bolognese le cui opere si caratterizzano per drammatici chiaroscuri e colori terrosi donando alle immagini un’atmosfera raccolta, cupa e misticheggiante. Le due opere di Crespi raffigurano il Miracolo di San Francesco Saverio, e la Comunione di San Stanislao Kostka alla presenza di San Luigi Gonzaga. Tutti e tre i santi immortalati furono Gesuiti: l’autoreferenzialità è tratto tipico delle chiese dei Gesuiti in età Barocca.

Sul lato sinistro, nell’ultima cappella si trova un semplice Sant’Ignazio di Loyola secentesco, opera di Jacopo Bambini; mentre nella cappella di mezzo è collocato un altro capolavoro settecentesco, opera del pittore ferrarese Giuseppe Antonio Ghedini (1708-1791), che immortala il Miracolo di San Giovanni Francesco Regis su intercessione di San Francesco Borgia; dipinto nel 1758, crea un interessante contrasto con le opere del Crespi: se le opere del bolognese sono tenebrose, drammatiche, scure, e forse anche un po’ inquietanti, quelle di Ghedini sono invece contraddistinte da colori luminosi, chiari, con personaggi abbigliati di vesti preziose, e atmosfere festose. Questi ultimi tratti sono tipici della pittura veneziana del Settecento, città che infatti vide diversi viaggi di istruzione di Ghedini.

Il Compianto di Mazzoni

Infine, giungendo alla prima cappella di sinistra, vi è il grande capolavoro che da solo potrebbe valere la visita dell’intera chiesa: Il Compianto su Cristo morto è un eccezionale gruppo scultoreo in terracotta degli anni ’80 del ‘400, realizzato dal modenese Guido Mazzoni su commissione del duca Ercole I d’Este (il sovrano è immortalato nelle sembianze di Giuseppe di Arimatea). Fino al 1933 queste statue si trovavano pressoché nascoste nella chiesa di Santa Maria della Rosa (distrutta prima da un bombardamento, e poi dalla speculazione edilizia del dopoguerra); ma dopo la leggendaria mostra sull’Officina ferrarese curata da Roberto Longhi, il Compianto ebbe un tale successo che si decise di spostarlo nella collocazione attuale. Le sculture di Guido Mazzoni brillano per realismo e resa drammatica; è come assistere ad una sacra rappresentazione per la resa teatrale e la gestualità dei personaggi, in una città, la Ferrara del tardo ‘400, che offrì tantissimo allo sviluppo del teatro moderno (cfr. Sassu, 2013, pp. 65-66).

Si conclude con un’opera ancora più appartata del Compianto, quasi nascosta: dietro all’altare maggiore, sul fondo dell’abside, si erge nella sua sobria monumentalità il Mausoleo della Duchessa Barbara d’Austria. Il monumento, risalente all’ultimo decennio del ‘500, ospita le spoglie della duchessa Barbara d’Asburgo (1539-1572), seconda moglie di Alfonso II d’Este. Duchessa amatissima, fece un’importante donazione ai Gesuiti ferraresi grazie alla quale poterono costruire la loro splendida chiesa. È anche grazie a lei che il sogno prese vita.

Per approfondire sulla chiesa del Gesù, si rimanda alle seguenti letture, molto più complete e puntuali del presente articolo:

  • Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, Annuario Diocesano MMXVII, Ferrara, 2016.

  • Blanzeri, Armando, La Chiesa del Gesù, Ferrara, 1991.

  • Scafuri, Francesco; Sassu, Giovanni, Le chiese di Ferrara: storia, arte, e fede, Ferrara, 2013.

  • Scalabrini, Giuseppe Antenore, Memorie istoriche delle chiese di Ferrara e de’ suoi borghi munite, ed illustrate con antichi inediti monumenti, che ponno servire all’istoria sacra della suddetta città. Dedicate al nobil uomo il signor conte Francesco Greco, Ferrara, 1773.

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