La liturgia presieduta dal nostro Arcivescovo nella chiesa del Gesù di Ferrara

Nella mattinata di oggi, 6 settembre, la chiesa del Gesù di Ferrara ha ospitato la Messa presieduta dal nostro Arcivescovo con la candidatura al diaconato di Federico Pelella, accolito nella stessa parrocchia.

Nell’omelia, mons. Gian Carlo Perego ha riflettuto così: «La pagina del profeta Ezechiele riporta l’invito del Signore al profeta ad essere una “sentinella per la casa d’Israele”, custodendo la sua Parola e accompagnando il popolo ebraico ad “ascoltare la voce del Signore”, come ha ripetuto il salmo 94. È il compito che ha ogni presbitero nella comunità: essere sentinella” attenta nella comunità, in ascolto della Parola, perché venga tradotta la fede in opere, con uno sguardo preferenziale per i più poveri. Uno sguardo che vinca la malvagità, che inviti alla conversione. È questo sguardo preferenziale per i poveri, superando ogni malvagità che anche tu, caro Federico, devi prepararti ad avere in comunione con il Vescovo e i presbiteri. È uno sguardo attento, non improvvisato, che sa coinvolgere: uno sguardo di compassione come quello del Buon Samaritano. Papa, Vescovi, presbiteri e diaconi, infatti, sono uniti da uno stesso ministero che ha al centro il “servizio”, come ha ricordato anche papa Leone nell’omelia della Messa sulla spiaggia di Rimini, il 22 agosto scorso, citando una frase del Servo di Dio Don Oreste Benzi. (…) Nel suo discorso ecclesiale – il quarto dei cinque discorsi di Gesù attorno ai quali è costruito il Vangelo di Matteo -, Gesù ricorda anzitutto il valore dell’ascolto delle persone, la correzione fraterna, con il coinvolgimento della comunità. È un discorso, quello evangelico, che ti invito a rileggere più volte, caro Federico, perché è il ritratto della Chiesa che sei chiamato a servire. I legami che costruiamo tra noi hanno un valore non solo nella nostra vita terrena, ma anche nella vita eterna. La comunione, poi, diventa fonte di grazia, perché realizza la presenza sacramentale ed eucaristica del Signore e genera riconciliazione e fraternità. (…) Costruire fraternità è l’invito di Gesù anche a noi oggi».

«Cari fratelli e sorelle, caro Federico – è stato l’invito finale -, Gesù non solo ha insegnato ad amare, ma ha testimoniato l’amore al prossimo, contaminando ogni persona che ha incontrato: la Maddalena, Zaccheo, i discepoli, il buon ladrone. Come Gesù, seguendo la nostra vocazione anche noi siamo chiamati a testimoniare non a parole, ma nei fatti l’amore: nella cura dei ragazzi, anche difficili, nella tutela della vita, nell’educazione, nella vicinanza alle famiglie, nella cura del dolore, generando nelle nostre comunità legami profondi tra le persone, che è il segno più bello. Cari fratelli e sorelle, con il vostro parroco, con Federico, continuate a costruire questi legami e a rafforzarli; continuate a costruire comunità, in un mondo segnato dall’individualismo e dall’egoismo. Il Signore scaldi la nostra fede e rafforzi il nostro amore e accompagni Federico nel suo cammino verso il diaconato con la Sua benedizione».

(Nella foto, da sinistra: il cerimoniere diac. Emanuele M. Pirani, il parroco don Giacomo Falco Brini, il diac. Roberto Alberti, mons. Gian Carlo Perego, Federico Pelella con la moglie Claudia)

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