Domani, 21 agosto, le esequie a San Bartolomeo presiedute dal nostro Arcivescovo

Sempre sorridente, positivo, curioso e soprattutto forte di una fede incrollabile che testimoniava in ogni ambito della sua vita, compresa quella politica. Tutto questo spiega largamente il cordoglio e la commozione a San Bartolomeo e più in generale nel mondo cattolico della nostra città per la scomparsa di Eliano Fabbri. Aveva 88 anni. Lascia la moglie Elisabetta e i figli Giorgio, Mietta e Silvia. Le esequie si svolgeranno domani (venerdì) alle 10.15 nella parrocchiale di San Bartolomeo. Presiederà la celebrazione l’arcivescovo Gian Carlo Perego.

Molto noto e apprezzato, Fabbri era nato a Sant’Egidio; grazie a un grande impegno e a una naturale inclinazione per la cultura, si diplomò al Liceo Classico per poi laurearsi in Giurisprudenza. Effettuò un periodo di pratica forense presso lo studio dell’avv. Cavallari e con un concorso nazionale entrò all’Inps dove svolse tutta la carriera professionale. Fervente cristiano, fin dall’adolescenza ha partecipato alle attività della sua comunità, in particolare quella parrocchiale di San Bartolomeo. Militante della Democrazia Cristiana (fu anche candidato alle elezioni) ha sempre mantenuto vivo quell’ideale politico per tutta la vita, offrendo un importante contributo alla politica del partito e ricordando sempre che avrebbe desiderato lo scudo crociato anche vicino al suo feretro. A questo riguardo, nella chat della Dc che raccoglie ex dirigenti, innumerevoli sono i ricordi di Eliano, «gentiluomo d’altri tempi». Membro dell’Azione Cattolica in ogni fase della sua vita, ha fatto della cristianità lo stile cui ispirarsi. Socio appassionato e convinto del Serra club, ha sempre pregato per le vocazioni partecipando attivamente agli incontri e alle iniziative di questo movimento e della Fondazione ad esso collegata sottolineandone la crescente presenza sul territorio anche sul fronte della diffusione della cultura cristiana.

Come ricorda la figlia Silvia, consigliere comunale (moltissimi i messaggi di partecipazione che ha ricevuto insieme alla famiglia), «è stato un padre amorevole e sempre presente, nonno speciale di sette nipoti. Praticava moltissimo lo sport condividendone il sistema valoriale. Amava in particolare la bicicletta da corsa, faceva lunghissimi giri per le nostre campagne e al ritorno contagiava tutti con il suo entusiasmo e la gioia che provava. E poi le camminate in montagna dove andava con la parrocchia coltivando un grande amore per la natura e la spiritualità legate alle nostre Dolomiti».

Alberto Lazzarini

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