CHIESA CASA DI TUTTI. Al via il 21 marzo nella parrocchia dell’Addolorata di Ferrara gli incontri per chi si sente escluso

Todos todos todos! Con questo triplice “tutti” papa Francesco alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona ha voluto sottolineare in modo inequivocabile che la Chiesa è aperta a chiunque, senza distinzioni, esclusioni o preclusioni. La Chiesa non è una dogana, ma una casa con le porte aperte. Non si tratta solo di accogliere chi è “in regola”, o chi frequenta già la Chiesa, ma di andare incontro a tutti: lontani, persone con vite complesse, persone omoaffettive, divorziati risposati, giovani in cerca di senso. Nessuno è escluso a priori per la propria condizione di vita, orientamento, passato o peccato. L’accoglienza non deve essere condizionata dal “mettersi in regola” preventivamente: prima si accoglie, poi si cammina insieme. 

Il “tutti, tutti, tutti” è rimbalzato con forza nei cantieri del Cammino Sinodale della Chiesa Italiana. Se inizialmente poteva sembrare solo uno slogan, nel documento finale (e nelle sintesi delle tappe nazionali) si è tradotto in scelte concrete. Il “todos” ha spinto i vescovi a scrivere di una Chiesa che deve stare sulla soglia. Nelle sintesi sinodali italiane emerge l’esigenza di superare un atteggiamento giudicante. Il documento sottolinea che “accogliere tutti” significa creare spazi dove le persone si sentano riconosciute nella loro dignità, prima ancora che giudicate per le loro scelte morali. Ci si sente a casa nella Chiesa quando possiamo discutere delle domande che ci preoccupano, delle nostre scelte di vita, senza il timore di essere esclusi.

Yehuda Amichai, poeta israeliano, ha scritto: «dove siamo nel giusto è pesto e difficile come un cortile… i dubbi e gli amori invece fanno il mondo rivoltare come un’aratura». Veniamo nella Chiesa con la nostra fede e la nostra mancanza di fede, con il nostro accordo e anche con il nostro dissenso. La casa in fondo è il luogo che non devi meritarti! Molti cristiani sentono invece che la porta di casa è per loro chiusa, o almeno non spalancata, perché sono divorziati risposati, omosessuali, o convivono con il proprio compagno o compagna, o non sono d’accordo con la Chiesa su qualche punto, oppure si sono in qualche modo persi per strada. Allora l’idea umanissima e anche molto semplice è quella di metterci insieme in ascolto della Parola.

Mettiamoci dunque in ascolto e riconsideriamo i nostri rapporti con gli altri alla luce della sua Parola. Questa piccola proposta – dal titolo “Chiesa casa di tutti” – mette al centro il dinamismo spirituale della “buona notizia”. Il metodo per attuarla si struttura in tre parti: una lectio su un testo dal Vangelo secondo Matteo; un momento di preghiera personale, per sentire cosa il testo dice a me; una condivisione per vedere come il Signore rivela un’espressione del suo volto attraverso la vicenda personale di ciascuno. 

Tutti gli incontri si terranno presso la parrocchia della Beata Vergine Addolorata, via Fortezza, 4, Ferrara. Il calendario è così strutturato:

*Sabato 21 marzo 2026, ore 16.00 – Mt 4, 12-17 (don Michele Zecchin).

* Sabato 23 maggio 2026, ore 16.00 – Mt 4,18-5, 16 (Paolo e Chiara Mantovani).

*Sabato 26 settembre 2026, ore 16.00 – Mt 15, 21-28 (Silvia Zanconato, Biblista).

Ogni incontro prevede anche un momento conviviale. Alle ore 18 chi lo desidera può partecipare alla santa Messa. Sabato 10 ottobre, ore 16, sempre all’Addolorata, avrà luogo un momento conclusivo, dedicato ad un laboratorio di applicazioni pastorali, condotto da don Alessio Grossi.

Vediamo se avete capito chi è invitato? Todos todos todos, con una sola piccola attenzione, quella di comunicare la propria adesione al seguente indirizzo e-mail: vicariopastorale@proton.me

 

Marcello Musacchi 

Ufficio catechistico diocesano

Marco Cortesi

Ufficio diocesano per la pastorale familiare 

 

(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 13 marzo 2026)

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