Ieri l’annuncio del nuovo proprietario della SPAL/Ars et Labor, l’italo-argentino Juan Martin Molinari. E proprio a Buenos Aires nei primi anni ’50 del secolo scorso alcuni emigrati ferraresi fondarono una squadra di calcio, chiamandola SPAL: si tratta di Nino Beccati, Icaro Rossi, Gianni Casadio e Mario Maregatti
La SPAL – pardon, l’Ars et Labor Ferrara – rimane americana. È di ieri, 10 luglio, l’attesissimo annuncio che la nuova proprietà della compagine calcistica estense sarà argentina, affidata a Juan Martin Molinari. L’annuncio è stato dato in conferenza stampa ieri prima di cena dal Sindaco Alan Fabbri e dall’Assessore allo Sport Francesco Carità.
Molinari è un imprenditore italo-argentino con un’importante esperienza nel mondo della finanza e del calcio. Da ultimo, la sua partecipazione societaria nel Perugia Calcio, con cui ieri ha chiuso il suo percorso professionale da socio e amministratore. E un ruolo di primo piano nella nuova avventura della SPAL – che riparte dall’Eccellenza – ce l’avrà un simbolo della squadra, Mirco Antenucci, ex capitano biancazzurro, che ricoprirà un ruolo tecnico-operativo.
Ma il legame tra Ferrara, e in particolare la SPAL, e l’Argentina è molto più profondo e antico. Ci permette, infatti, di riproporvi un articolo uscito su “La Voce di Ferrara-Comacchio” del 5 ottobre 2018, nel quale vi raccontavamo come nei primi anni ’50 del secolo scorso alcuni ferraresi emigrati a Buenos Aires fondarono una squadra di calcio, chiamandola come la formazione della propria città, SPAL: si tratta di Nino Beccati, Icaro Rossi, Gianni Casadio e Mario Maregatti.
Ecco l’articolo.
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SPAL, una storia argentina
di Andrea Musacci
Una storia di oriundi e di emigranti, dove il bianco e l’azzurro sono le tinte al tempo stesso della speranza e della nostalgia, sono due strisce orizzontali disegnate sulla divisa di una squadra di calcio, e idealmente il congiungimento fra terra e cielo, patria e mare. La patria lasciata per cercare una vita migliore è l’Italia, nello specifico Ferrara, la terra promessa, raggiunta attraversando l’oceano, è l’America, in particolare l’Argentina.
Protagonisti di questo viaggio avvenuto nel secondo dopoguerra sono un gruppo di ferraresi, che a Buenos Aires daranno vita nei decenni a una piccola Ferrara, soprattutto attraverso la fondazione di una squadra di calcio: la SPAL.
Dopo la seconda guerra mondiale, precisamente nel 1945, nella città estense la SPAL cambia nome e colori tradizionali. Infatti, dal 1939 sino al termine della secondo conflitto, la denominazione usata era Associazione Calcio Ferrara, e la maglia era a strisce bianconere, richiamo ai colori civici. Sotto la presidenza di Paolo Mazza, la SPAL torna in Serie B e la maglia diventa azzurra con una striscia centrale orizzontale bianca. La stagione 1950-1951, con allenatore Antonio Janni, è quella della vittoria nel campionato di Serie B, e della storica prima salita nella massima serie.
Anche nel nostro territorio sono gli anni difficili della rinascita, periodo nel quale molti scelgono la via del mare per cercare un futuro migliore per sé e la propria famiglia. Tra il 1946 e il 1950 si stima che circa 278mila italiani emigrano in Argentina (sono quasi 3 milioni dal 1871 al 1985, con picchi nel primo trentennio del Novecento). Nel secondo dopoguerra tra i ferraresi che scelgono questa sofferta soluzione vi sono in particolare alcune persone. La prima è Nino Beccati, che a fine anni ’40 emigra in Argentina dove si sposa e ha due figlie, Anna e Luciana (ancora residenti a Buenos Aires), lavorando come lucidatore di mobili, professione che si “porta” dietro dalla sua amata città estense, e che a Buenos Aires gli permetterà di aprire un’azienda di grande successo, la “B.K.T.” (sigla che richiama il suo cognome). La seconda è Icaro Rossi, che conosce Beccati proprio sulla nave che per la prima volta da Genova li porta a Buenos Aires (viaggio che, ad esempio, circa 20 anni prima aveva compiuto la famiglia Bergoglio), poi ci sono Gianni Casadio (classe ’27, nato in corso Isonzo), e Mario Maregatti.
Questi decidono di ricreare nella capitale argentina una piccola Ferrara, soprattutto in due modi: portando il vernacolo, attraverso la nascita di una compagnia dialettale chiamata, non a caso, “Straferrara” (in omaggio alla storica compagnia fondata a Ferrara nel 1931), con Rossi capocomico, e portando la passione per il calcio, fondando una squadra che non poteva non essere chiamata SPAL. La maglia riprendeva esattamente i colori della SPAL di Paolo Mazza, azzurra con una striscia centrale orizzontale bianca. Tra l’altro, gli stessi colori della maglia della nazionale argentina, la Selección.

Nel 1950 Ettore Rossi – giornalista e scrittore antifascista, nato a Genova nel 1906, emigrato nel ’30 in Argentina (dove muore nel 1960), fondatore nel ’49 del Corriere degli Italiani – organizza a Buenos Aires, nel distretto di “La Matanza”, la prima edizione della Copa Fernet Branca, un torneo amatoriale dedicato agli emigrati italiani nel quale si affrontano squadre come Roma, Ambrosiana, Inter, Genoa, Sampdoria, Fiorentina. E SPAL.
Cinque anni più tardi, nel 1955, la selezione dei migliori calciatori del torneo va a formare la rosa di un vero e proprio club, denominato ACIA (Associazione Calcio Italiano in Argentina), con Pasquale Centrone presidente, successivamente denominato Deportivo Italiano e, dal 2000, Club Sportivo Italiano. Attualmente milita nella Primera C Metropolitana, equivalente grosso modo alla Serie D italiana, ma arrivando, nella stagione 1986-1987 anche nella Primera Division, la Serie A argentina.
Prima del Mondiale del ’78 in Argentina, il Club Sportivo Italiano ha ospitato anche la Nazionale azzurra, nella Bombonera, lo stadio del Boca Juniors. Finì 1-0 per la Nazionale Italiana, gol di Bettega. Nel 1955, anno di nascita dell’ACIA, per una coincidenza della storia, un giovane promettente compie il viaggio al contrario: a Milano, infatti, sponda Inter, sbarca Oscar Massei, argentino classe ’34 di origini maceratesi, che dal ’59 al ’68 giocherà nella SPAL, e che dal 2007 è Cittadino onorario di Ferrara.
Proprio questa domenica, 7 ottobre 2018, è in programma allo stadio Mazza la sfida SPAL-Inter. 64 anni fa, precisamente il 22 agosto 1954, la SPAL “argentina” sconfisse con un rotondo 4-0 l’Inter degli emigranti di Buenos Aires. L’auspicio è che, anche in questo caso, la storia si possa ripetere, sperando in una “cattiva” prestazione di un altro discendente di emigrati, Mauro “Maurito” Icardi, bomber argentino di lontane origini piemontesi.
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Foto in alto: SPAL argentina, 1954 (Nino Beccati è il primo inginocchiato a destra).
Foto al centro: SPAL argentina (il primo in piedi a sinistra è Icaro Rossi).
Le due foto sono state gentilmente prestataci da Claudio Gualandi, nipote di Nino Beccati.
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