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Virgo fidelis: omelia di mons. Perego

Aggiornato il: 23 dic 2019

21 novembre 2019

S. E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Onorevoli autorità, cari fratelli e sorelle, oggi ci uniamo all’Arma dei Carabinieri per celebrare Maria, Virgo fidelis, da 70 anni Patrona dei Carabinieri.

L’Emilia Romagna è la Regione con il maggior numero di stazioni dei Carabinieri, presenti anche in piccole nostre comunità a fianco delle nostre chiese parrocchiali. In questo giornata vogliamo ringraziare il Signore per questa compagnia, che si traduce anche in una leale collaborazione che esiste tra le nostre parrocchie, i nostri sacerdoti e i carabinieri, nell’interesse comune di ricercare la giustizia, educare alla legalità, tutelare i più deboli. Oggi, poi, è la festa della Presentazione di Maria al tempio, Giornata della vita contemplativa: l’azione quotidiana dei nostri Carabinieri come la contemplazione quotidiana delle nostre suore di clausura di tre monasteri ci indicano le strade della vita cristiana: il silenzio e la preghiera, l’impegno e il servizio. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci regala alcuni motivi di riflessione che accompagnano la nostra azione e testimonianza di vita cristiana. Il brano del libro del profeta Zaccaria ci ha ricordato la gioia che porta la relazione tra Dio e il suo popolo. Una gioia non occasionale, ma che continua, interessa tutti, non è esclusiva, ma è popolare, perché il Signore ha scelto di “dimorare in mezzo a noi”. Forse dobbiamo avere la capacità di rinnovare continuamente la testimonianza di questa gioia della presenza del Signore nella nostra vita, nel popolo di Dio, come ci ricorda Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium. Una gioia che si rinnova nella preghiera, nella contemplazione del Signore – come ci insegnano le claustrali dei nostri monasteri – ma che trova una varietà di espressioni nei luoghi della vita: in quella creazione che è scaturita dall’amore di Dio e che è una risorsa di vita, che i Carabinieri sono chiamati a tutelare soprattutto nel territorio e nelle Oasi naturali del nostro Delta; in quell’attenzione ai più piccoli, agli ultimi, agli anziani, alle donne talora indifesi che trovano sicurezza e protezione dalla presenza dei Carabinieri; in quella apertura intelligente e collaborazione con il mondo della cooperazione e dell’associazionismo, del volontariato; in quella attenzione educativa alla legalità nel mondo giovanile e della scuola, fatta di testimonianze concrete e non di parole inutili e vuote che troppe volte riempiono discorsi anch’essi inutili e vuoti. Anche l’Arma dei Carabinieri, con il suo servizio e la sua testimonianza aiuta a realizzare quanto ci ricorda Papa Francesco in un bel passaggio dell’ esortazione apostolica Evangelii Gaudium: “Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere al Dio che ci ama e che ci salva, riconoscendolo negli altri e uscendo da sé stessi per cercare il bene di tutti. Quest’invito non va oscurato in nessuna circostanza! Tutte le virtù sono al servizio di questa risposta di amore. Se tale invito non risplende con forza e attrattiva, l’edificio morale della Chiesa corre il rischio di diventare un castello di carte, e questo è il nostro peggior pericolo. Poiché allora non sarà propriamente il Vangelo ciò che si annuncia, ma alcuni accenti dottrinali o morali che procedono da determinate opzioni ideologiche. Il messaggio correrà il rischio di perdere la sua freschezza e di non avere più “il profumo del Vangelo” (E.G. 39).

Il profumo del Vangelo si rinnova in ogni Eucaristia, ma ha bisogno di essere portato nel mondo attraverso l’impegno e l’azione di ogni laico, anche nei laici impegnati nell’Arma dei Carabinieri. La parola del Vangelo di Matteo ci ricorda un'espressione dura di Gesù che motiva, però, lo stile di una vita consacrata – come presbiteri, religiosi o laici. “Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre”. Amore a Dio e al prossimo sono strettamente uniti. Non si può amare Dio e odiare il prossimo. E questo amore che nasce dalla nostra relazione con Dio relativizza ogni altro amore, ma anche indirizza il nostro amore a uscire dall’individualismo per generare giustizia, solidarietà e attenzione al bene comune. Credo che anche la vita del carabiniere, con la sua lontananza spesso da casa, i sacrifici, le emozioni di situazioni difficili di vita e di morte, la mobilità sulle strade indichi una dedizione esemplare per il bene comune. Oggi, la celebrazione della Virgo fidelis, ci ricorda questa dedizione e fedeltà di Maria al Signore che è passata attraverso il silenzio e la contemplazione, ma anche attraverso la visitazione, la meditazione, l’azione quotidiana: esperienze che ricordano e motivano anche la vita del Carabiniere.

Contemplazione e azione oggi si richiamano in questo ricordo di Maria, Virgo fidelis, che diventa per noi motivo di ringraziamento nella preghiera comune e nuovo invito a testimoniare nella quotidianità la gioia del Vangelo. Così sia.

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