• Redazione

Virgo fidelis, la gioia del Vangelo: omelia di mons. Perego

Basilica di San Giorgio fuori le Mura, Ferrara, 19 novembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Onorevoli autorità, cari fratelli e sorelle, come ogni anno ci uniamo all’Arma dei Carabinieri per celebrare Maria, Virgo fidelis, Patrona dei Carabinieri. E’ una celebrazione che unisce il ringraziamento a Dio, per intercessione di Maria, perché accompagni l’Arma nello svolgimento del proprio dovere, al nostro ringraziamento all’Arma dei Carabinieri, per la presenza e l’azione a favore della sicurezza, della giustizia sul nostro territorio ferrarese. E’ un tempo non facile per ogni Istituzione per la fatica di uscire da una pandemia e dalle sue conseguenze e per nuove prove che segnano il mondo del lavoro, della famiglia e della scuola. E’ un tempo che chiede vigilanza, pazienza e senso di responsabilità a tutti. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina del profeta Zaccaria è un invito alla gioia, che nasce dalla consapevolezza che Dio vive in mezzo a noi, ci accompagna. “La gioia del Vangelo”, per citare Papa Francesco, che ha aperto il suo pontificato con una esortazione con questo titolo, nasce dalla consapevolezza che il Signore non ci segue a distanza, ma da vicino. “La gioia del Vangelo – scrive Papa Francesco - riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia” (E.G. 1). Con la gioia del Vangelo, cari Carabinieri, anche il vostro lavoro sulle strade, nelle caserme, nelle situazioni familiari più delicate e nelle situazioni drammatiche, può trovare un sostegno, un conforto. “

“Il grande rischio del mondo attuale – continua Papa Francesco -, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene” (E.G. 2). In diverse occasioni anche voi, avete sperimentato le conseguenze del consumo incontrollato, dell’individualismo, della ricerca malata dei piaceri che distruggono la vita delle persone e delle famiglie, impoveriscono i nostri paesi e le nostre città. In questo contesto, oggi segnato ancora dalle conseguenze anche della pandemia, la vostra azione, oltre che animata dalla ricerca della giustizia e della sicurezza, non può non avere un risvolto educativo: nella cura delle relazioni, nello stile dell’approccio delle situazioni, nel linguaggio, nella collaborazione sempre più ricca con il mondo del volontariato. La nostra “adozione a figli” – ci ha ricordato l’apostolo Paolo – ci chiede da una parte di rafforzare la nostra relazione con Dio Padre, dall’altra di rafforzare le relazioni con il prossimo, seguendo lo stile di Gesù. E’ questa duplice relazione, come ci ricorda la pagina evangelica di Marco, che rafforza la stessa fraternità tra gli uomini e le donne che siamo chiamati a costruire non solo a parole, ma nella vita e nelle relazioni quotidiane. E non è facile, come ci ricorda Papa Francesco, nella recente enciclica Fratelli tutti. Infatti,oggi possiamo riconoscere che ci siamo nutriti con sogni di splendore e grandezza e abbiamo finito per mangiare distrazione, chiusura e solitudine; ci siamo ingozzati di connessioni e abbiamo perso il gusto della fraternità. Abbiamo cercato il risultato rapido e sicuro e ci troviamo oppressi dall’impazienza e dall’ansia. Prigionieri della virtualità, abbiamo perso il gusto e il sapore della realtà. Il dolore, l’incertezza, il timore e la consapevolezza dei propri limiti che la pandemia ha suscitato, fanno risuonare l’appello a ripensare i nostri stili di vita, le nostre relazioni, l’organizzazione delle nostre società e soprattutto il senso della nostra esistenza” (F. T. 33). Anche l’Arma dei Carabinieri è chiamata a contribuire a questo ripensamento degli stili di vita, delle nostre relazioni, dell’organizzazione della società, attraverso l’esperienza di un Corpo popolare, che ha fatto del servizio all’amicizia sociale, alla giustizia e alla sicurezza sociale uno dei punti fermi della sua azione. Maria, Virgo fidelis, la Vergine dell’ascolto, la Madre in cammino, la Donna di carità vi accompagni e protegga nel vostro impegno, assista le vostre famiglie, sostenga ogni persona in difficoltà, soprattutto le donne spesso vittime di violenza e i più piccoli che l’ Arma dei Carabinieri è chiamata a difendere, con rinnovata fedeltà. Così sia.

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