• Redazione

Veglia pasquale. Il Risorto ci aiuta a riordinare il tempo e le cose: meditazione di mons. Perego

Ferrara, Basilica di San Francesco, 3 aprile 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, abbiamo ripercorso nell’ascolto della Parola di Dio i passaggi fondamentali della storia della salvezza: la creazione l’esodo, le parole dei profeti fino ad arrivare alla pagina evangelica di questa Veglia pasquale che racconta la risurrezione secondo l’evangelista Marco. Tre donne vanno al sepolcro, di buon mattino. Un’ immagine familiare. Infatti, quante donne come loro abitano i nostri cimiteri e ritroviamo a curare le tombe dei loro cari. Arrivando al sepolcro la sorpresa: la pietra che chiudeva il sepolcro di Gesù, il sepolcro donato da Giuseppe d’Arimatea, è stata rimossa. Entrando nel sepolcro le donne lo ritrovano vuoto e incontrano un angelo che annuncia che Gesù di Nazareth è risorto. Il vuoto del sepolcro è riempito dalle parole di vita dell’angelo. Questa sottolineatura di ‘Gesù Nazareno’ vuole indicare che è Risorto il Gesù che è vissuto a Nazareth, che ha camminato con loro, pregato, mangiato con loro. L’uomo Gesù è risorto, è stato risorto. Una conferma non solo dell’umanità di Gesù, ma anche della sua divinità. L’angelo annuncia che vedranno Gesù risorto in Galilea: un annuncio che collega il Risorto con le apparizioni. La risurrezione di Gesù irrompe nella vita delle donne di sorpresa. Per noi, invece, è stata preparata da un tempo di Quaresima che ci ha abituati alla presenza e all’assenza del Signore. Forse, però, non ci accorgiamo della forza di questo evento che ha aperto gli occhi alle donne e agli apostoli e ha iniziato il tempo della Chiesa, accompagnata dall’azione dello Spirito Santo. La risurrezione ci annuncia che la morte, i limiti temporali della nostra vita sono superati e ci apre alla speranza, alla voglia di correre per annunciare che Gesù è vivo – come afferma l’angelo. La risurrezione ci dona anche una vita nuova, una vita di grazia che ci è stata comunicata nel Battesimo, come ci ha ricordato l’apostolo Paolo. “Viventi per Dio”, in questo tempo di paura e di desolazione, la risurrezione aiuta ad ordinare la vita, il tempo e le cose, attorno ai valori, alle persone, alla storia. Il Risorto rinnova i nostri sguardi, i nostri pensieri, i nostri affetti, come avvenuto per i discepoli di Emmaus. Papa Francesco nell’ esortazione Amoris Laetitia ricorda che “i momenti di gioia, il riposo o la festa, e anche la sessualità, si sperimentano come una partecipazione alla vita piena della sua Risurrezione” (A. L. 317). La risurrezione non è estranea alla nostra vita, ma gli dà un significato, un futuro. E’ questo sguardo al domani che oggi è debole, indebolito da una pandemia che dura da un anno e che ci ha fatto comprendere i nostri limiti, le nostre omissioni. In questa notte pasquale, il giovane che ci accompagna alla scoperta della tomba vuota ci ricorda che il nostro dolore, la nostra inquietudine vengono assunti dal Risorto, che ci aiuta a credere, sperare, amare. Con la risurrezione inizia per noi uno stile di vita nuovo, segnato dall’amore e dalla fraternità, che vince ogni forma di egoismo e di individualismo.

“La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo – ci ha ricordato papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali. È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto” (E.G. 246). Buona Pasqua. Auguri. Risorto ci aiuta a riordinare il tempo e le cose

(Ferrara, Veglia pasquale, 3 aprile 2021)

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, abbiamo ripercorso nell’ascolto della Parola di Dio i passaggi fondamentali della storia della salvezza: la creazione l’esodo, le parole dei profeti fino ad arrivare alla pagina evangelica di questa Veglia pasquale che racconta la risurrezione secondo l’evangelista Marco. Tre donne vanno al sepolcro, di buon mattino. Un’ immagine familiare. Infatti, quante donne come loro abitano i nostri cimiteri e ritroviamo a curare le tombe dei loro cari. Arrivando al sepolcro la sorpresa: la pietra che chiudeva il sepolcro di Gesù, il sepolcro donato da Giuseppe d’Arimatea, è stata rimossa. Entrando nel sepolcro le donne lo ritrovano vuoto e incontrano un angelo che annuncia che Gesù di Nazareth è risorto. Il vuoto del sepolcro è riempito dalle parole di vita dell’angelo. Questa sottolineatura di ‘Gesù Nazareno’ vuole indicare che è Risorto il Gesù che è vissuto a Nazareth, che ha camminato con loro, pregato, mangiato con loro. L’uomo Gesù è risorto, è stato risorto. Una conferma non solo dell’umanità di Gesù, ma anche della sua divinità. L’angelo annuncia che vedranno Gesù risorto in Galilea: un annuncio che collega il Risorto con le apparizioni. La risurrezione di Gesù irrompe nella vita delle donne di sorpresa. Per noi, invece, è stata preparata da un tempo di Quaresima che ci ha abituati alla presenza e all’assenza del Signore. Forse, però, non ci accorgiamo della forza di questo evento che ha aperto gli occhi alle donne e agli apostoli e ha iniziato il tempo della Chiesa, accompagnata dall’azione dello Spirito Santo. La risurrezione ci annuncia che la morte, i limiti temporali della nostra vita sono superati e ci apre alla speranza, alla voglia di correre per annunciare che Gesù è vivo – come afferma l’angelo. La risurrezione ci dona anche una vita nuova, una vita di grazia che ci è stata comunicata nel Battesimo, come ci ha ricordato l’apostolo Paolo. “Viventi per Dio”, in questo tempo di paura e di desolazione, la risurrezione aiuta ad ordinare la vita, il tempo e le cose, attorno ai valori, alle persone, alla storia. Il Risorto rinnova i nostri sguardi, i nostri pensieri, i nostri affetti, come avvenuto per i discepoli di Emmaus. Papa Francesco nell’ esortazione Amoris Laetitia ricorda che “i momenti di gioia, il riposo o la festa, e anche la sessualità, si sperimentano come una partecipazione alla vita piena della sua Risurrezione” (A. L. 317). La risurrezione non è estranea alla nostra vita, ma gli dà un significato, un futuro. E’ questo sguardo al domani che oggi è debole, indebolito da una pandemia che dura da un anno e che ci ha fatto comprendere i nostri limiti, le nostre omissioni. In questa notte pasquale, il giovane che ci accompagna alla scoperta della tomba vuota ci ricorda che il nostro dolore, la nostra inquietudine vengono assunti dal Risorto, che ci aiuta a credere, sperare, amare. Con la risurrezione inizia per noi uno stile di vita nuovo, segnato dall’amore e dalla fraternità, che vince ogni forma di egoismo e di individualismo.

“La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo – ci ha ricordato papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali. È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto” (E.G. 246). Buona Pasqua. Auguri.

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