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Veglia di preghiera coi sinti

Aggiornato il: 23 dic 2019

Ieri sera, 29 luglio, nel campo di via delle Bonifiche a Pontelagoscuro, dove vivono diverse famiglie sinte, una cinquantina di persone si sono ritrovate per una veglia di preghiera assieme ai residenti.

"...dall'Egitto ho chiamato mio figlio (Osea 11,1)" il nome dell'iniziativa organizzata dall'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e dall'Associazione Opera Matteo.

Una sera di vicinanza, nella comune preghiera, ai residenti del campo nomadi, da diversi giorni nuovamente al centro dell'attenzione mediatica.

Pubblichiamo di seguito un breve articolo redatto per l'occasione dal diacono Roberto Alberti, responsabile nella nostra Arcidiocesi della pastorale Migrantes.

Bel momento di preghiera ieri sera, 29 luglio, al campo sinti di via delle Bonifiche a Pontelagoscuro. Numerosi i partecipanti del mondo cattolico e non solo, della città e di alcuni comuni limitrofi. Ad aprire la preghiera don Morigi, direttore della Comunità Papà Giovanni XXIII di Bologna. Più di cinquanta partecipanti con le fiaccole accese hanno, insieme agli abitanti del campo, recitato il Santo Rosario, impreziosito dai canti e dalle suggestive meditazioni di don Domenico Bedin. Al centro il fuoco acceso di un falò che simboleggiava l'amore misericordioso di Cristo risorto, da cui ciascuno attingeva la propria fiaccola da tenere accesa per tutta la durata della preghiera. Molto suggestivo anche, durante il terzo mistero gaudioso, la presentazione delle statuette della Sacra Famiglia, che, portata da due sinti, ha fatto il giro del campo per essere mostrata a tutti, come a ricordarci che anche loro, Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù hanno vissuto momenti difficili e di pregiudizi. Infine, ciascuno dei presenti ha scritto su un foglio colorato un piccolo impegno da prendersi per aiutare le famiglie del campo. I foglietti sono stati poi bruciati nel falò, come a simboleggiare l'offerta del sacrificio di ciascuno che saliva verso il cielo, come azione sacerdotale gradita a Dio, che ognuno è chiamato a compiere in virtù del proprio battesimo.

Roberto Alberti