• Redazione

Veglia dei giovani e lettorato. Il dono della Parola

Chiesa di Santo Spirito, Ferrara, 20 novembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari giovani, è bello ritrovarci insieme, stasera, in questa chiesa dedicata allo Spirito Santo, per almeno due motivi. Anzitutto per lasciarci illuminare dalla Parola di Dio e dal del Magistero del Papa. In secondo luogo, per condividere una scelta, un passo in avanti di un amico, Vito, che riceverà il Lettorato, s’impegnerà a un ascolto particolare e a una testimonianza personale della Parola di Dio nella vita della nostra Chiesa. In questa chiesa Vito ha sentito la chiamata del Signore. E’ un dono l’incontro con voi, stasera, dopo un tempo segnato dall’emergenza sanitaria – come ricorda il Papa nel suo messaggio – che “ha impedito anche a voi giovani – per natura proiettati verso l’esterno – di uscire per andare a scuola, all’università, al lavoro, per incontrarvi”. Un tempo, quello della pandemia, che ha generato anche problematiche in famiglia “come pure disoccupazione, depressione, solitudine e dipendenze. Senza parlare dello stress accumulato, delle tensioni ed esplosioni di rabbia, dell’aumento della violenza” continua il Papa. E’ anzitutto la Parola stasera la protagonista. Abbiamo riletto e ascoltato insieme il brano evangelico di Giovanni che ricorda il momento drammatico del processo a Gesù davanti a Pilato. Non mi fermo a sottolineare la regalità di Gesù, non compresa, perché è testimoniata nel dolore e nel servizio. Mi fermo sulle ultime parole della risposta di Gesù a Pilato: “Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”. Sono parole chiare, che ci interpellano di nuovo. Per ascoltare la voce, la Parola del Signore occorre essere nella verità, cioè scegliere il Signore, via, verità e vita, occorre convertire il nostro stile di vita. E’ la verità che rende liberi. Chi nasconde, chi si nasconde, chi non ha il coraggio della testimonianza non ha il cuore libero per ascoltare la parola del Signore. Ci sono troppi condizionamenti nella nostra vita, reali e virtuali, che rischiano di condizionare il nostro pensiero, le nostre scelte. Ci sono troppe parole che disorientano, tradiscono. Caro Vito, l’ascolto della Parola chiede di essere libero sempre più dai condizionamenti esterni, perché la Parola tocchi e trasformi la tua vita, la renda capace di continuare il cammino, di accorgersi e valutare le situazioni diverse, di cogliere ‘i segni dei tempi”. Come per Vito, anche voi cari giovani, la Parola che ascoltiamo, leggiamo personalmente o insieme nelle celebrazioni, chiede di mettersi in cammino, vincere le abitudini. Per questo il Papa vi invita a leggere la storia di Saulo, che poi diventerà Paolo, di cui abbiamo ascoltato una breve autobiografia nella pagina degli Atti degli Apostoli, che Gesù fa cadere da cavallo, lo rende cieco, per poi farlo rialzare – e ridargli gli occhi per vedere e aprirsi a una nuova scelta di vita. Anche noi Gesù stasera dice “Alzati”, per rinnovare la vita quotidiana, “facendo le cose che siamo soliti fare – ci ricorda Papa Francesco – ma con il cuore trasformato e motivazioni differenti”. Come per Paolo Gesù irrompe nella nostra vita senza annullare la personalità o cancellare lo zelo e la passione, ma per mettere a frutto le nostre capacità e renderci testimoni della sua Parola, come pellegrini, aperti agli incontri e alle sorprese di Dio.

Il Signore apra gli occhi di Vito e di tutti voi, cari giovani, perché la Parola di Dio letta e ascoltata guidi i nostri passi nella verità e nella giustizia, per testimoniare l’amore e il rispetto nelle relazioni umane, per difendere i perseguiti, i poveri e i vulnerabili, coloro che non hanno voce nella società, gli immigrati, per riconoscere e amare il creato come la nostra casa comune da difendere, per ridare speranza a chi ha perso la fiducia nelle persone e nel futuro. Così sia.

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