• Redazione

Trigesimo morte don Blanzieri: omelia di mons. Perego

Nel Trigesimo di morte di don Armando Blanzieri


Un Pastore un teologo intelligente e fedele


Ferrara, 21 giugno 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, la nostra celebrazione eucaristica questa sera diventa ricordo e preghiera. Ricordo di don Armando, teologo e docente di Teologia morale nel nostro Seminario arcivescovile, ma soprattutto parroco per 42 anni di questa parrocchia del Gesù, a pochi giorni anche dall’anniversario della sua ordinazione sacerdotale, il 30 giugno del 1964. Preghiera per don Armando, nel trigesimo della sua morte, perché il Signore lo accolga nella sua casa come uno dei suoi servi fedeli; e perché dalla casa del Signore don Armando continui ad accompagnare il cammino di questa parrocchia e della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, che don Armando ha tanto amato e servito.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina della Genesi ci ricorda l’inizio della storia del popolo ebraico. Dio invita Abramo, ormai anziano, a lasciare la sua casa e la sua terra per mettersi in cammino verso una terra che gli indicherà, assicurando la sua benedizione. E Abramo si fida del Signore e parte con la sua famiglia e arriva a Sichem, dove costruisce un altare per la preghiera al Signore. La storia di Abramo è a fondamento della esperienza religiosa di tre religioni: l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam. Per tutti Abramo insegna ad avere fede nel Signore, ad avere il coraggio di scegliere il Signore, di seguirlo. Come ha fatto don Armando che ha risposto con fede alla chiamata del Signore, lasciando la sua famiglia per entrare in Seminario e diventare sacerdote 57 anni fa per servire il Signore e la Chiesa. Ognuno di noi è chiamata a fare della fede nel Signore non una semplice idea, ma l’inizio di una storia, di una vita diversa in famiglia, nel lavoro, nella città. La fede è vita, una vita che è orientata dall’ascolto della Parola di Dio che orienta ogni nostro passo, come per Abramo. La fede comprende una benedizione, un sostegno da parte di Dio che accompagna la mia vita. La fede orienta anche ogni nostro incontro, perché riconosce che il Signore mi accompagna anche attraverso ogni persona che è nostro fratello. Da qui il senso della pagina evangelica di Matteo che ci ricorda come la nostra fede non può portare a giudicare, umiliare il fratello, a stigmatizzare solo le incapacità e gli errori degli altri. La fede accompagna a scelte etiche, morali che pongano al centro la dignità di ogni persona, il bene comune, la giustizia, la carità. Come teologo e docente di Teologia morale don Armando per anni ha insegnato, illuminato soprattutto dalla teologia di S. Tommaso che conosceva e amava particolarmente, a una vita cristiana coerente con il Vangelo e con il comandamento dell’amore, guidata dalla ragione purificata dalla fede. Ed è quello che ci ricorda Papa Francesco nell’enciclica Lumen fidei, scritta a due mani con Papa Benedetto XVI: “La fede, che riceviamo da Dio come dono soprannaturale, appare come luce per la strada, luce che orienta il nostro cammino nel tempo. Da una parte, essa procede dal passato, è la luce di una memoria fondante, quella della vita di Gesù, dove si è manifestato il suo amore pienamente affidabile, capace di vincere la morte. Allo stesso tempo, però, poiché Cristo è risorto e ci attira oltre la morte, la fede è luce che viene dal futuro, che schiude davanti a noi orizzonti grandi, e ci porta al di là del nostro “io” isolato verso l’ampiezza della comunione” (L.F. 4). La fede è ancorata alla storia di Gesù, al passato, alla memoria, ma è anche luce della storia, illuminata dalle esperienze della Chiesa e dalle parole del Magistero, come ci ha insegnato sempre don Armando. Cari fratelli e sorelle, mentre affidiamo al Signore il nostro fratello sacerdote don Armando, pastore intelligente e fedele, preghiamo perché Dio susciti nuove vocazioni alla vita presbiterale nella nostra Chiesa. Affidiamo don Armando e le nostre intenzioni di preghiera all’intercessione del giovane gesuita S. Luigi Gonzaga, particolarmente venerato in questa chiesa del Gesù, nel giorno in cui facciamo memoria della sua vita e della sua testimonianza di santità. Così sia.

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