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Testimoniare l'amore familiare: omelia di mons. Perego 

Aggiornato il: 23 dic 2019

Giornata diocesana per la famiglia

Seminario di Ferrara, 8 settembre 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Cari fratelli e sorelle, cari sposi e genitori, abbiamo riflettuto insieme in questo Convegno sulla missione della famiglia cristiana oggi, alla luce in particolare di un regalo che il Sinodo dei Vescovi e il papa Francesco ci hanno fatto: l’esortazione apostolica Amoris laetitia. Nell’esortazione apostolica al centro della riflessione c’è l’amore familiare, che è il primo bene, dono anche del matrimonio. All’inizio dell’esortazione il Papa ricorda le due ragioni dell’esortazione: “in primo luogo una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosità, l’impegno, la fedeltà e la pazienza. In secondo luogo, perché si propone di incoraggiare tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza lì dove la vita familiare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e gioia” (A.L.5). La Parola di Dio di oggi, nell’invito alla radicalità evangelica, ci aiuta a comprendere il senso anche di queste proposte. Anche la famiglia, nello stile di vita è chiamata a ricordare alla Chiesa e nella Chiesa la verità evangelica di oggi che ogni relazione, ogni esperienza di vita cristiana ha sempre come misura l’amore di Cristo, che ha avuto il suo apice nella croce. “Portare la croce” di ogni giorno, soprattutto nella vita familiare, in un “sentiero di sofferenza e sangue” talora, come ricorda il Papa, è il segno del discepolato. Nell’Amoris laetitia papa Francesco, citando il Catechismo della Chiesa cattolica, ricorda che “Il sacramento non è una “cosa” o una “forza”, perché in realtà Cristo stesso «viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Egli rimane con loro, dà loro la forza di seguirlo prendendo su di sé la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri ». Il matrimonio cristiano è un segno che non solo indica quanto Cristo ha amato la sua Chiesa nell’Alleanza sigillata sulla Croce, ma rende presente tale amore nella comunione degli sposi. Unendosi in una sola carne rappresentano lo sposalizio del Figlio di Dio con la natura umana” (A.L. 73). E nella vita familiare “portare la croce” significa vivere la fedeltà, aprirsi alla vita anche quando questo ci limita, essere consapevoli del rischio educativo (la torre da costruire, l’esercito da affrontare sono i segni delle paure e delle risorse, dei rischi da impegnare nel campo educativo), affrontare insieme le diverse situazioni, anche la malattia, condividere. Spiega bene questo Papa Francesco in un altro passaggio dell’ Amoris Laetitia, dove indica tre situazioni concrete in cui gli sposi, i genitori sono chiamati a “portare la croce”: “Infatti ci sono persone sposate che mantengono la loro fedeltà quando il coniuge è diventato sgradevole fisicamente, o quando non soddisfa le loro necessità, nonostante che molte occasioni li invitino all’infedeltà o all’abbandono. Una donna può curare suo marito malato e lì, accanto alla Croce, torna a ripetere il “sì” del suo amore fino alla morte. In tale amore si manifesta in modo splendido la dignità di chi ama, dignità come riflesso della carità, dal momento che è proprio della carità amare più che essere amati. Possiamo anche riscontrare in molte famiglie una capacità di servizio oblativo e tenero nei confronti di figli difficili e persino ingrati. Questo fa di tali genitori un segno dell’amore libero e disinteressato di Gesù” (A.L. 162). Nel biglietto a Filemone, Paolo ricorda all’amico, da “vecchio e prigioniero di Cristo”, l’importanza di essere discepolo del Signore, che cambia lo stile della nostra vita e lo apre a nuove prospettive: per Filemone trattare il proprio schiavo come “fratello”. La fraternità è lo stile di vita del cristiano e che il cristiano impara e rende quotidiana anche nelle relazioni familiari. La fraternità è lo stile che dobbiamo promuovere nella società, anche attraverso il nostro stile di vita familiare ricorda Papa Francesco nell’ Amoris Laetitia: “Con la testimonianza, e anche con la parola – scrive papa Francesco - le famiglie parlano di Gesù agli altri, trasmettono la fede, risvegliano il desiderio di Dio, e mostrano la bellezza del Vangelo e dello stile di vita che ci propone. Così i coniugi cristiani dipingono il grigio dello spazio pubblico riempiendolo con i colori della fraternità, della sensibilità sociale, della difesa delle persone fragili, della fede luminosa, della speranza attiva. La loro fecondità si allarga e si traduce in mille modi di rendere presente l’amore di Dio nella società” (A.L. 184). Cari fratelli e sorelle, cari sposi, chiediamo al Signore di camminare nella vita del discepolato, attraverso uno stile di vita familiare che sappia interrogare e accompagnare le persone e le famiglie che incontriamo e sappia trasformare la faccia della terra. Così sia.

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