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Te Deum di ringraziamento

Aggiornato il: gen 13

Ferrara-Comacchio, 31 dicembre 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, siamo al termine di un anno. Il primo gesto fraterno e di comunione è di ringraziare il Signore, Dio della storia, per il dono di un anno, di un tempo di vita. Spesso il tempo scorre senza che abbiamo la capacità di alzare gli occhi dal nostro affanno quotidiano per ringraziare il Signore, ma anche per ringraziare chi è in cammino con noi: nella famiglia, sul lavoro, nella città e nella scuola, nella parrocchia, nella vita di ogni giorno. L’Altro, il Dio trinitario, e gli altri, il prossimo sono i compagni di viaggio della vita e della storia. Guardando ai giorni e ai mesi di questo anno ognuno di noi ritrova gioie e dolori, fatiche e speranze, come ogni anno. Ma in quest’anno che è trascorso forse ritroviamo un atteggiamento che non aiuta a concludere un anno e a prepararsi a uno nuovo: la paura. Nel messaggio della Giornata della pace, che celebreremo domani, Papa Francesco ci rende attenti all’atteggiamento della paura, che non aiuta ad avere speranza, a guardare al futuro: “La paura è spesso fonte di conflitto – scrive Papa Francesco -. È importante, quindi, andare oltre i nostri timori umani, riconoscendoci figli bisognosi, davanti a Colui che ci ama e ci attende, come il Padre del figlio prodigo (cfr Lc 15,11-24). La cultura dell’incontro tra fratelli e sorelle rompe con la cultura della minaccia. Rende ogni incontro una possibilità e un dono dell’amore generoso di Dio. Ci guida ad oltrepassare i limiti dei nostri orizzonti ristretti, per puntare sempre a vivere la fraternità universale, come figli dell’unico Padre celeste”, conclude il S. Padre. Terminiamo un anno e ine iniziamo uno nuovo senza la paura nel cuore e nella mente. Il prologo del Vangelo di Giovanni che abbiamo riletto sembra dirci proprio questo: non avere paura, perché il Verbo si è fatto carne, è vita, è luce che vince la paura del buio, delle tenebre attorno a noi e dentro di noi. E’ un invito a “vedere”: vedere dentro la quotidianità, nella storia la presenza reale di Dio, la novità del suo sguardo, che genera la decisione della fede e un nuovo stile di vita, che vince il peccato e il male. Ringraziamo il Signore, al termine di questo anno, perché Lui illumina i nostri passi, il nostro cammino, donandoci sempre nuove grazie che solo con gli occhi della fede, nel leggere la storia, possiamo riconoscere. La fede ci aiuta a scoprire la verità delle cose e della storia, ci ricorda la prima lettera di Giovanni. La fede è intelligenza, è conoscenza, senza la quale si rischia di cadere nel sonno della ragione, che genera individualismo, separazione, chiusura, la rinuncia alla vita, il peccato. L’intelligenza della fede ci fa lodare Dio con il canto del Te Deum al termine di questo anno, ricordando i suoi nomi. Dio è Padre: “tutta la terra ti adora”: la consapevolezza della fraternità vince la paura. Dio è Signore dell’universo, non è l’uomo il padrone del mondo: la “conversione ecologica” vince la paura. Dio è Figlio, Dio con noi e tra noi, vincitore della morte: la presenza del Figlio di Dio, che soccorre e salva, vince la paura. Dio è Spirito Santo, il Paraclito, il Consolatore: il suo amore illumina il nostro futuro, dona speranza, vince la paura. “Giorno dopo giorno – ha scritto nel messaggio per la Giornata della pace Papa Francesco -, lo Spirito Santo ci suggerisce atteggiamenti e parole affinché diventiamo artigiani di giustizia e di pace”. Cari fratelli e sorelle, cari confratelli al termine di questo anno benediciamo e lodiamo il nome del Signore, perché il suo amore è per sempre. Buon Anno.

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