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Spezzare insieme il pane della Parola di Dio: omelia di mons. Perego 

Ferrara, 26 gennaio 2020

S.E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la Domenica della Parola di Dio. E’ la Domenica in cui la nostra attenzione, fatta di ascolto e di preghiera, si ferma particolarmente a ‘spezzare’ il pane della Parola di Dio. La prima lettura, nelle parole di Isaia, ci ricorda il cammino dell’Esodo, il cammino del popolo di Israele verso la libertà: una libertà non solo dalla schiavitù di Egitto, ma anche dalle altre schiavitù del peccato. E’ il cammino che dalle tenebre porta alla luce, dalla tristezza alla gioia. E’ il cammino di conversione che il Signore Gesù chiede ai suoi discepoli – nella pagina evangelica di Matteo che abbiamo ascoltato - e chiede a ciascuno di noi. E’ un cammino segnato dalla chiamata, che chiede la condivisione del cammino di Gesù – come per i fratelli Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni. Un cammino accompagnato dalle parole, dall’insegnamento di Gesù, dalla Parola di Dio. Un cammino insieme, “in perfetta unione di pensiero e di sentire” – come ci ricorda Paolo nel brano della prima lettera ai Corinzi – per non rendere “vana la Croce di Cristo”, continua Paolo. La Domenica della Parola ci aiuta a condividere le parole, l’annuncio del Vangelo di Gesù, e il suo stile di testimonianza. La Dei Verbum, la costituzione conciliare sulla Parola di Dio, ci ricorda che “la Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella Sacra Liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli” (D.V. 21). Parola e Sacramenti sono i binari su cui siamo accompagnati dal Signore – come i discepoli di Emmaus – a scoprire e gustare la gioia del Vangelo. Scrive Papa Francesco nella lettera apostolica sulla Domenica della Parola di Dio: “Sacra Scrittura e Sacramenti tra loro sono inseparabili. Quando i sacramenti sono introdotti e illuminati dalla Parola, si manifestano più chiaramente come la meta di un cammino dove Cristo stesso apre la mente e il cuore a riconoscere la sua azione salvifica” (A.I. 8). Senza la Parola di Dio anche i Sacramenti rischiano di essere considerati gesti magici o frutto della nostra costruzione e non presenza reale di Dio che ci prende per mano nella casa, nella cena, nel perdono, nella malattia, nel gesto d’amore e di testimonianza. La Parola che incontra i Sacramenti ci ricorda l’attualità e la contemporaneità delle parole del Signore e come “la Bibbia non è una raccolta di libri di storia, né di cronaca, ma è interamente rivolta alla salvezza integrale della persona…Tutto è indirizzato a questa finalità iscritta nella natura stessa della Bibbia, che è composta come storia di salvezza in cui Dio parla e agisce per andare incontro a tutti gli uomini e salvarli dal male e dalla morte” (A.I. 9). Dio è all’origine della Sacra Scrittura, anche se se la sua Parola è sempre situata, raggiunge l’uomo nella sua vita e nella sua storia, per essere per l’uomo Parola di vita. Senza la parola di Dio – come ci ricorda Giovanni – l’uomo vive nelle tenebre, la vita resta un dramma senza senso, senza futuro. Ascoltare la Parola di Dio è l’atto della libertà dell’uomo che accoglie la grazia di Dio. Questo ascolto ha bisogno di essere continuo e scoprire cose nuove della Parola. Il compito del Magistero della Chiesa è di prenderci per mano, perché non venga meno questo ascolto e perché sia attuale, ci doni vita. La Domenica della Parola di Dio ci invita anche a dire grazie al Signore per il dono della sua Parola, ma anche pregare il Padre perché l’incontro con la Parola sia sempre vivo, rinnovi la nostra interiorità, ci aiuti alla testimonianza, ci faccia uscire. L’incontro con la Parola aiuta a vedere in profondità le cose. E’ l’esperienza di discepoli di Emmaus, una delle immagini ricordate da papa Francesco nella sua esortazione sulla Domenica della Parola di Dio. I due discepoli sono accompagnati dà Gesù a rileggere gli avvenimenti a partire dalla Scrittura e riconoscere la fedeltà di Dio nella storia di sofferenza, morte e risurrezione di Gesù. E dall’ascolto anche gli occhi si aprono e la mente inizia a comprendere e lodare il Signore: “lode a te o Cristo”, proclamiamo al termine dell’ascolto del Vangelo. Questa lode a Dio, per il dono della sua Parola, accompagnata dall’incontro con il Signore nell’Eucaristia, deve portarci a leggere ‘i segni dei tempi’, ‘ la vita dell’uomo oggi’, per saper discernere, scegliere i segni della presenza di Dio. Oggi si realizza la Parola di Dio. Senza la Parola di Dio vaghiamo nel buio, nella disperazione, confondiamo i segni: il nostro cammino si fa triste, faticoso, come lo era per i discepoli di Emmaus dopo la morte di Gesù. Cari fratelli e sorelle, la Domenica della Parola di Dio che oggi celebriamo sia un invito all’ascolto della Parola di Dio, che la Chiesa dopo il Concilio Vaticano II ci ha posto tra le mani nella nostra lingua: nella Liturgia come nelle nostre case, personalmente e nei gruppi della Parola, così che la nostra vita ritrovi il Signore, la via, la verità e la vita, in questo mondo lacerato, distratto che chiede una Parola di vita. Così sia.