• Redazione

Solennità di Cristo Re Consacrazione come servizio: omelia di mons. Perego

Giornata Pro Orantibus


Monastero Carmelitane, Ferrara, 21 novembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Care sorelle, cari fratelli la Giornata Pro orantibus, giornata di preghiera per e in comunione con le comunità monastiche, quest’anno cade nella solennità di Cristo Re. Le due ricorrenze sembrano in contrasto fra loro, in realtà, non poteva essere migliore incontro tra queste due celebrazioni. La regalità di Gesù, che noi oggi celebriamo, infatti, non è potere, ma servizio, consacrazione. E servizio e consacrazione sono anche due aspetti della vita monastica e claustrale, di cui anche nella nostra città e Chiesa ha tre testimonianze significative: questo monastero carmelitano, il monastero delle benedettine e il monastero delle clarisse. Tre luci – per usare una bella immagine di Papa Francesco – che illuminano il buio che avvolge talora la nostra vita la vita delle nostre comunità, segnate ancora da incertezza, paura e indecisione.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina del libro di Daniele ha al centro la figura del Figlio dell’uomo, un titolo che sarà poi attribuito a Gesù; un titolo che annuncia anche l’incarnazione e l’umanità di Gesù. La visione di Daniele è legata alla visione dell’Apocalisse di Giovanni e precisa ulteriormente la figura e i compiti di Gesù. Gesù, anzitutto, è il testimone del Padre, della volontà di salvezza di Dio. Gesù dimostra di essere testimone di Dio non con la potenza, ma con l’amore, con il dono della sua vita per liberarci dal peccato. Gesù è il Sommo sacerdote che rende tutti sacerdoti, capaci di lodare e amare Dio. E, infine, Gesù è il Signore della storia, l’alfa e l’omega, il principio e la fine. Anche nella vita contemplativa claustrale riconosciamo la testimonianza della fede, il dono della propria vita che rende capaci di lodare e amare Dio. La pagina del Vangelo fotografa la scena di un colloquio del processo quando Gesù è portato davanti a Pilato. L dialogo tra Gesù e Pilato dimostra due concezioni diverse della regalità. Per Pilato regalità è potere, dominio. Per Gesù regalità è servizio, donazione, testimonianza della verità. Anche nella vita contemplativa claustrale, soprattutto nel silenzio che la avvolge, riconosciamo questo servizio e questa testimonianza della verità. Dove c’è silenzio, emerge la Parola di Dio, Parola di verità. Dove c’è silenzio, c’è spazio per il dono e il perdono. Dove c’è silenzio c’è più spazio per gli altri, per l’ascolto degli altri e per l’amore agli altri. Dove c’è silenzio il cuore si purifica. Dove c’è silenzio si cammina, si cammina incontro al Signore: si vive in maniera unica e originale l’esperienza del sinodo. Per questo nel decreto conciliare Ad Gentes, dedicato alla missione, al n.40 si scrive: “Gli istituti di vita contemplativa, con le loro preghiere, penitenze e tribolazioni, hanno grandissima importanza nella conversione delle anime, perché è Dio che, quando è pregato, manda operai nella sua messe (cf. Mt 9, 38), apre gli animi dei non cristiani all'ascolto del Vangelo (cf. At 16, 14), e rende feconda nei loro cuori la parola della salvezza (cf. 1 Cor 3, 7)”. Anche la vita contemplativa serve la missione e la crescita delle vocazioni, converte, apre all’ascolto della Parola di Dio. C’è un’intima connessione tra vita contemplativa e diffusione del Regno di Dio, Regno di amore, di giustizia e di verità. Laddove il nostro cuore lascia spazio all’amore di Dio, come nella vita contemplativa, cresce il Regno di Dio. San Giovanni della Croce, in un passaggio del suo Cantico Spirituale, scrive: “invero, è più prezioso al cospetto del Signore e di maggior profitto per la Chiesa, un briciolo di puro amore, che tutte le altre opere insieme” (29,2).

Care sorelle, cari fratelli, la solennità di Cristo re, il Pantocrator, il Signore della storia ci renda consapevoli che un anno liturgico è passato, ricco di grazie, e che un anno nuovo inizia sotto lo sguardo di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Solo in Dio, nella relazione con Dio, rivelatoci dal Figlio, incontriamo la via, la verità e la vita. E’ ciò che le monache contemplative ci insegnano nella quotidianità. Ed è di questa testimonianza di amore e di verità nella nostra Chiesa, che si prepara a vivere il cammino sinodale, che oggi vogliamo ringraziare e lodare il Signore.

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