• Redazione

Sogno, servizio e fedeltà, parole per una scelta vocazionale: le parole di mons. Perego

Veglia di preghiera per le vocazioni, Ferrara, 24 aprile 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, Papa Francesco ci ricorda, guardando alla storia di S. Giuseppe, nel Messaggio per la Giornata delle vocazioni di quest’anno, come Dio guida la nostra vita, se ci mettiamo in ascolto della sua Parola. Lo fa attraverso tre parole desunte dalla storia di Giuseppe, il padre di Gesù: sogno, servizio, fedeltà. Il sogno, secondo la tradizione biblica, è anzitutto il luogo in cui Dio ci parla. Il sogno indica che ogni uomo come S. Giuseppe ha un progetto nella sua vita. Il sogno ci ricorda che libertà e grazia camminano insieme, si sostengono. Il sogno per S. Giuseppe come per noi indica la strada da percorrere, la vocazione a cui siamo chiamati. Dio chiama, ci ricorda l’evangelista Luca. Tocca a noi rispondere a questa chiamata. E proprio perché la chiamata è una realtà non avviene a uno solo, ma due alla volta ci ricorda sempre Luca. La chiamata del Signore è una realtà, che avviene nel contesto sociale ed ecclesiale. La chiamata avviene sempre in un luogo, e in un tempo: è qui e ora. E’ per me: il sogno indica che una chiamata è personale.

La chiamata, che è personale, avviene dentro la Chiesa ed è a servizio dell’evangelizzazione e della promozione umana. E’ una chiamata alla vita laicale e familiare, alla vita consacrata o al ministero diaconale o presbiterale. E’ una chiamata alla santità, perchè ogni chiamata genera una storia d’amore, come ricorda la seconda pagina del Vangelo di Luca, che abbiamo ascoltato, a seguire lo stile di vita di Cristo. Lo ricorda Papa Francesco in una pagina dell’esortazione Gaudete et exultate, dedicata alla chiamata alla santità: “ Per un cristiano non è possibile pensare alla propria missione sulla terra senza concepirla come un cammino di santità, perché «questa infatti è volontà di Dio, la vostra santificazione» (1 Ts 4,3). Ogni santo è una missione; è un progetto del Padre per riflettere e incarnare, in un momento determinato della storia, un aspetto del Vangelo. Tale missione trova pienezza di senso in Cristo e si può comprendere solo a partire da Lui. In fondo, la santità è vivere in unione con Lui i misteri della sua vita. Consiste nell’unirsi alla morte e risurrezione del Signore in modo unico e personale, nel morire e risorgere continuamente con Lui” (G.E. 19-20). E’ una storia quotidiana d’amore, non facile, tra le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce della gente: come lo è stata la storia personale di s. Giuseppe. Ogni vocazione, per essere vera, non può guardare solo a se stessi, ma anche agli altri, alla vita della Chiesa e della città. Amore a Dio e al prossimo camminano insieme nell’esperienza cristiana.

La pagina di Giovanni ci fa rivivere, in questo tempo pasquale, la corsa di Pietro e Giovanni verso il sepolcro che, ritrovato vuoto, aiutano i discepoli a ripensare alle parole di Gesù. Ogni vocazione nasce dalla Pasqua e dal dono dello Spirito che il Risorto regala agli apostoli e alla Chiesa. Dalla risurrezione nasce la testimonianza cristiana, che chiede fedeltà, ricorda Papa Francesco, guardando anche l’esempio di S. Giuseppe. La vocazione avvia una ‘corsa per il Vangelo’, lenta e senza fretta, a tappe, con qualche fermata, ma continua.

Chiediamo al Signore, cari fratelli e sorelle, di avere nella nostra Chiesa tanti che intraprendono la corsa avendo aperto gli occhi sulla via, verità e vita che, grazie alla fede nel Risorto, nell’Eucaristia incontriamo realmente, come ci ricorda anche questo Santuario del miracolo eucaristico. Non è solo un atto di coraggio, ma di intelligenza della fede, di consapevolezza che la fede offre uno sguardo diverso sulla nostra vita e sulla storia. Questo sguardo alcune volte rivoluziona la nostra vita, ma dobbiamo avere il coraggio di affrontare questa rivoluzione – come disse papa Benedetto XVI ai giovani a Colonia. Diversamente, come il giovane ricco, rischieremmo di vivere nella tristezza.

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