• Redazione

Serra club: capaci di memoria e di speranza

Pomposa, 20 giugno 2022


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari Serrani, come ogni anno è una gioia celebrare con voi questa Eucaristia di lode e di ringraziamento al Signore per il cammino compiuto insieme. La vostra vocazione alla preghiera e all’accompagnamento delle vocazioni al ministero ordinato vi rende un tesoro prezioso per la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, che vive un tempo di poche vocazioni alla vita presbiterale che ancora di più chiede una preghiera intensa e comune.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio, Parola di vita. La pagina del libro dei Re ci ricorda una pagina della storia d’Israele segnata da sofferenza per la loro deportazione in Siria. L’autore segnala come questa situazione era conseguenza del peccato degli Israeliti che avevano dimenticato il loro Dio e non ricordato le sue grandi opere. La mancanza di ‘memoria’ è il peccato del popolo d’Israele. Ma la mancanza di memoria talora è anche il nostro peccato. Lo ricorda papa Francesco in un passaggio significativo dell’enciclica Fratelli tutti, in cui scrive che dobbiamo “imparare ad esercitare una memoria penitenziale, capace di assumere il passato per liberare il futuro dalle proprie insoddisfazioni, confusioni e proiezioni. Solo dalla verità storica dei fatti potranno nascere lo sforzo perseverante e duraturo di comprendersi a vicenda e di tentare una nuova sintesi per il bene di tutti” (F. T. 226). Israele è incapace di memoria e pertanto è incapace di rispondere all’appello di Dio alla conversione. Anche noi talora siamo incapaci di memoria e di conversione, forse, per questo le nostre comunità non sano generare storie di vocazione. L’abitudinarietà unita alla mondanità, a uno stile di vita evangelico povero di memoria rischia di indebolire la nostra capacità di sentirci parte di una storia della salvezza. Senza memoria s’indebolisce anche una delle virtù teologali del cristiano, la virtù della speranza. Senza memoria si diventa incapaci di guardare al futuro, dimenticando – come ricorda sempre Papa Francesco – che “ognuno svolge un ruolo fondamentale, in un unico progetto creativo, per scrivere una nuova pagina di storia, una pagina piena di speranza, piena di pace, piena di riconciliazione” (F.T. 231). I Serrani sono uomini di memoria e di speranza, capaci di leggere il progetto di Dio nella storia anche in una situazione difficile come l’attuale e di comunicarlo agli altri nella preghiera e nella testimonianza cristiana. Le vocazioni nascono laddove c’è memoria e speranza, laddove si vince la stanchezza e il pessimismo e si coltiva il progetto di Dio nella storia. La pagina evangelica di Matteo indica alcuni elementi dello stile di vita cristiano che tutti siamo chiamati a fare nostri. Tra questi la pagina evangelica si ferma sulla capacità di giudizio, che è capacità di discernimento, di scelta. Il giudizio non può ridursi alla critica, ma deve diventare ascolto, confronto, interesse per la comune appartenenza alla Chiesa. Non si può giudicare stando alla finestra, ma camminando con le persone, nelle nostre comunità. Il cammino sinodale che stiamo vivendo e a cui vi invito a partecipare è un cammino in tre tappe, che coinvolge tutti i fedeli. La prima tappa che abbiamo vissuto quest’anno e che continuerà il prossimo anno è la tappa dell’ascolto reciproco, che si allarga anche ad altri che sono cristiani e non frequentano, che si sono allontanati. Il prossimo anno saremo guidati dall’episodio di Marta e Maria. Entreremo con Gesù nella casa di Betania e impareremo che all’affannarsi di Marta Gesù predilige l’ascolto di Maria. Impareremo che contemplazione e azione camminano insieme, ma che non possiamo essere schiacciati dalle nostre strutture. Saremo assicurati che la preghiera genera, costruisce la storia della Chiesa, anima la nascita di vocazioni nella Chiesa. La seconda tappa del cammino sinodale sarà la tappa del discernimento, della ricerca di ciò che più conta nella vita della nostra Chiesa: e certamente emergerà il bisogno di nuove vocazioni alla vita presbiterale e alla vita consacrata. Infine, sarà il tempo delle decisioni, che accompagneranno la vita anche della nostra Chiesa nei prossimi anni. In questo cammino è importante anche il contributo di voi serrani, come di ogni realtà associativa diocesana.

Cari serrani, ringraziamo il Signore per il cammino percorso in questo anno pastorale, ancora segnato da distanze e fatiche dovute alla pandemia, ma anche da segni di speranza. Il Signore vi accompagni e, per intercessione di San Junipero Serra, che ha annunciato il Vangelo in Nord America, renda feconda la vostra preghiera e il vostro impegno per il nostro Seminario e le vocazioni presbiterali, e per un rinnovato annuncio del Vangelo. Così sia.

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