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Santa Messa a Ferrara con la Comunità francofona africana


Notevole risonanza ha avuto la Celebrazione Eucaristica che Domenica 30 giugno scorso l’Arcivescovo, Mons. Gian Carlo Perego, ha presieduto presso la Parrocchia di San luca Evangelista di Ferrara per la Comunità francofona africana. Una nutrita rappresentanza di detta Comunità ha animato la Santa Messa pomeridiana, con canti tradizionali e in lingua francese e italiana, alla quale hanno concelebrato il Vicario Generale, Mons. Massimo Manservigi, il Parroco di San Luca, p. Augusto Chendi, e don Modestus Onyewuenyi, che segue la Comunità anglofona africana. Il responsabile della Comunità, don Rodrigo Akakpo, ha manifestato vivo ringraziamento all’Arcivescovo per l’opportunità offerta ai cristiani di diversi Paesi africani di potersi ritrovare alla Mensa Eucaristica, e precisamente ogni ultima domenica del mese presso la Parrocchia di Borgo San Luca. Gli stessi parrocchiani hanno assistito entusiasti alla suddetta liturgia, continuando una tradizione già consolidata, in quanto alcune persone africane già appartengono alla Parrocchia e partecipano alle attività della stessa. Anzi, in questa occasione si sono ritrovate persone che anni addietro proprio nella Parrocchia di San Luca avevano intrapreso il cammino di Catecumenato, concluso poi con il Battesimo, Prima Comunione e la Confermazione. La celebrazione è stata comunque una forte esperienza di comunione, come ha sottolineato l’Arcivescovo nell’omelia. In particolare, prendendo spunto dal segno del mantello che Elia pone sulle spalle di Eliseo per inserirlo nella missione profetica, Mons. Perego ha affermato: «Il mantello, che è qualcosa di molto personale, diventa il segno della condivisione anche di una dignità e di una missione, quella profetica. Nella storia dei santi il mantello, pensiamo a quello di S. Martino, diventa segno di protezione per il povero. E ‘il Mantello’ nella vita della nostra città di Ferrara e a Pomposa è diventato un luogo e un segno non solo di condivisione, ma anche di promozione della persona e di servizio volontario. Infine, ‘il mantello’ è la Chiesa dentro la quale, nella comunione e nella fraternità, da qualunque paese proveniamo e a qualunque popolo e nazione apparteniamo, impariamo l’amore a Dio e al prossimo e facciamo crescere il Regno di Dio». Un’esperienza, quella vissuta domenica scorsa, che ha offerto l’opportunità di avvertire un “respiro” di Chiesa che cammina tra le case e costruisce la nostra città, luoghi quotidiani della nostra fede e della nostra vita, senza chiusure, pregiudizi o paure. Lo stesso momento di fraternità e di condivisione, seguito alla Celebrazione Eucaristica e che è stato motivo per l’Arcivescovo di salutare e intrattenersi con i presenti, ha costituito un ulteriore e significativo segno - secondo le parole di Mons. Perego - «per sentirsi parte di questa nostra Chiesa e città e costruire cammini di comunione e di cittadinanza che ci rendono liberi, facendoci uscire dalla schiavitù di paure, di pregiudizi. Non costruiamo cammini paralleli di Chiesa, che indeboliscono la fraternità, mentre illudono di salvaguardare l’identità».

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