• Redazione

Sant'Antonio e i pescatori

Goro, 12 giugno 2022


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari amici pescatori, ci ritroviamo oggi a celebrare la festa di S. Antonio in questo porto, luogo di arrivi e di partenze, luogo di gioie e speranze, di fatiche del lavoro, oggi segnato da gravi costi che mettono a rischio il lavoro e i lavoratori, in conseguenza della guerra in Ucraina e della crisi economica, ma anche dai cambiamenti climatici e dalla siccità che modificano i corsi d’acqua e l’ambiente. Non siamo venuti in processione come altri anni, ma ci siamo ritrovati qui, insieme, per pregare e lodare il Signore. La nostra preghiera, pertanto, al Signore oggi, per intercessione di S. Antonio, tocca da vicino la nostra vita quotidiana, le nostre famiglie, ma raggiunge anche la vita e le famiglie di chi in Ucraina vive una situazione ancora più drammatica per la guerra, la sofferenza, la morte, la deportazione, l’esodo di molte persone, soprattutto donne e bambini. La guerra in Ucraina ci ha fatto comprendere come tutto è interconnesso: le nostre e le altrui gioie e sofferenze, le nostre e le altrui fatiche, la nostra e l’altrui economia.


Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio., in questo giorno in cui contempliamo il mistero del Dio cristiano, la Trinità. La pagina dei Proverbi ci ricorda che Dio è Creatore: ha creato il cielo e la terra, le sorgenti cariche d’acqua e il mare, la terra e i campi. Spesse volte perdiamo questa consapevolezza che dio è Creatore, rischiando di sentirci noi i padroni della terra e del mare e non solo custodi. E’ Dio il Padre e il Creatore di ogni cosa. Anche se oggi sembra che il creato soffra per i cambiamenti climatici, per lo sfruttamento che pone delle ipoteche sul futuro, siamo consapevoli che - come ci ricorda Papa Francesco nell’enciclica Laudato sì, dedicata alla cura del creato - “Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato” (L.S. 13), ma anche che l’umanità, ognuno di noi deve “collaborare per costruire la nostra casa comune”. S. Antonio, dopo una vita giovanile dissoluta si convertì al vangelo e, diventato francescano, con la sua predicazione e il suo esempio, con i suoi numerosi miracoli, anche nel nostro territorio ferrarese dove è molto diffusa la sua devozione, ha collaborato con il Dio Creatore, aiutando ogni persona che incontrasse a custodire il dono della creazione. La pagina di San Paolo alla comunità cristiana di Roma ricorda anche a noi che il Creatore e Padre ci ha donato suo Figlio. Credere nel Figlio significa entrare a far parte della famiglia di Dio Creatore. Il Figlio Gesù ha condiviso la nostra natura umana, gioie e speranze, sofferenze e tribolazioni – come ci ricorda l’apostolo. E soprattutto nelle fatiche della vita quotidiana – in famiglia, nel lavoro, nella malattia, nella parrocchia – l’apostolo Paolo ci invita ad avere pazienza, ad avere speranza e non cadere nella disperazione, sapendo che Dio è sempre vicino, è un compagno di viaggio, in terra e in mare. S. Antonio è stato un uomo paziente. Offeso, cacciato più volte, incompreso dai suoi confratelli S. Antonio è stato capace di non perdere la fede nel Signore e la speranza nella giustizia di Dio. Sempre vicino ai più deboli, a chi era in pericolo in mare, S. Antonio, che veniva da una città di mare, Lisbona, è diventato anche il protettore dei pescatori da Palermo fino qui a Goro e in molte località di terra e di mare. La ragione di questo patrocinio nasce dal fatto che S. Antonio, di ritorno dal suo viaggio in Marocco con un confratello, a causa di una tempesta, la nave che lo trasportava venne trascinata sulle coste della Sicilia, nei pressi di Milazzo (Messina). I due Frati furono soccorsi da alcuni pescatori, e portati nel vicino convento francescano della zona.

La pagina evangelica di oggi, è una pagina di Giovanni. Giovanni ci ricorda che nel suo Vangelo non ci sono tutte le cose dette e fatte da Gesù, ma anche che molte cose su Gesù le comunicherà lo Spirito santo, lo Spirito di verità. Il dono dello Spirito ci aiuta a ricordare, ci aiuta a dire la verità, ci aiuta a confortare, ci aiuta ad amare. Nei Santi, anche in S. Antonio da Padova in maniera straordinaria, noi incontriamo questa ricerca della verità, questa capacità di umiltà e di amore. Cari fratelli e sorelle, cari pescatori, preghiamo oggi il Signore, per intercessione di S. Antonio, perché ci aiuti ad avere una fede salda, anche nelle difficoltà, rendendoci capaci, come lo è stato S. Antonio, di educare alla fede e di testimoniarla nella vita quotidiana, con pazienza e fedeltà. E il Dio trinitario, nel quale crediamo, e che S. Antonio ha annunciato a tutti, accompagni sempre la nostra vita, il nostro lavoro, la nostra comunità di Goro, affrontando sempre insieme ogni difficoltà e costruendo insieme il futuro. Così sia.

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