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San Giovanni Bosco, il santo dei piccoli: omelia di mons. Perego

Chiesa di S. Benedetto, Ferrara, 31 gennaio 2020

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, la festa di S. Giovanni Bosco ritorna ogni anno a ricordarci la figura di un Santo popolare per la sua fede, la carità e l’impegno educativo, soprattutto verso i giovani, la fedeltà al Papa.

Saluto don Paolo e la comunità salesiana, una presenza più che centenaria, che è un dono per la nostra città e la nostra Chiesa. Sentiamo tutti, nella celebrazione della festa di quest’anno, un vuoto, per la mancanza di don De Ponti, il salesiano lombardo che ha regalato la sua vita e il suo ministero pastorale per annunciare il Vangelo in questa nostra terra: ora ci guarda e accompagna dal Paradiso, con la simpatia di sempre.

La Parola di Dio ci aiuta a cogliere alcuni aspetti importanti della vita di S. Giovanni Bosco. La pagina del profeta Ezechiele ci presenta il Signore come il Buon Pastore. Ci sono alcuni verbi che indicano lo stile del Pastore: cerca le pecore, le raduna, le fa riposare, le cura, le riconduce a casa. San Giovanni Bosco è stato un Pastore buono e forte che in tempi “di nuvole e di tenebre” per la Chiesa, umiliata e offesa dai potenti, e per la società segnata da una pressante industrializzazione e urbanizzazione, ha saputo cercare, radunare, curare e ricondurre a casa giovani e adulti, uomini e donne disorientati, sfruttati, lontani dalla loro casa o senza una casa. A loro San Giovanni Bosco ha saputo annunciare la gioia del Vangelo. La stessa gioia che l’apostolo Paolo ha annunciato alla comunità di Filippi, ricordando come “il Signore è vicino”, custodisce “i vostri cuori e i vostri pensieri”: è il Dio della pace, il Dio che rimette ordine nella nostra vita. San Giovanni Bosco è stato il Pastore della gioia evangelica e ha educato il cuore e la mente soprattutto di ragazzi e di giovani a sentire vicino il Signore, sentirlo non un estraneo, una persona lontana, ma come un compagno di viaggio nella nostra vita, un Padre e un Fratello.

E con i piccoli – che il Signore ama – come ci ricorda la pagina evangelica di Matteo – ha imparato come la nostra fede ha bisogno di semplicità, di quotidianità, di fidarsi, di affidarsi al Signore. Nella storia della spiritualità cristiana i piccoli sono stati coloro a cui i santi fondatori hanno dedicato la loro vita di carità: don Bosco come don Orione, don Gnocchi come don Calabria, solo per ricordare alcuni. Ma i piccoli sono stati anche l’immagine di chi nella fede si affida totalmente al Signore, accompagnando le scelte spirituali di alcuni santi: S. Francesco, Charles de Foucault, S. Teresa di Gesù Bambino. La vita di S. Giovanni Bosco e dei suoi figli salesiani, in particolare, ha messo al centro la tutela dei più piccoli: orfani, indifesi, sfruttati.

Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, ci raccomanda questa attenzione ai piccoli che è stata propria del Signore: “Gesù, l’evangelizzatore per eccellenza e il Vangelo in persona, si identifica specialmente con i più piccoli (cfr Mt 25,40). Questo ci ricorda che tutti noi cristiani siamo chiamati a prenderci cura dei più fragili della Terra. Ma nel vigente modello “di successo” e “privatistico”, non sembra abbia senso investire affinché quelli che rimangono indietro, i deboli o i meno dotati possano farsi strada nella vita” (E.G. 209). L’Oratorio è ‘il cortile dei sogni’, il luogo educativo in cui i piccoli sono protetti e costruiscono le loro attese, il loro futuro, attraverso un metodo preventivo e non repressivo e un percorso educativo fondato non tanto sulle parole, ma sugli incontri, con uno stile paterno, come ricordava San Giovanni Bosco: “Gli allievi abbiano sempre sopra di loro l’occhio vigile del Direttore o degli assistenti, che come padri amorosi parlino, servano da guida ad ogni evento, diano consigli ed amorevolmente correggano...Questo sistema si appoggia tutto sopra la ragione, la religione, e sopra l’amorevolezza” (Memorie biografiche, 13.918). Ma i piccoli, anche per S. Giovanni Bosco, sono il segno di una vita cristiana che si libera dai dubbi, dalla superbia, dalla diffidenza, dalla volgarità per affidarsi a Dio Padre. I piccoli sono coloro che sanno recitare il Padre nostro, perché sanno sentire la presenza di Dio come Padre.

Non è facile vivere questa duplice dimensione della ‘piccolezza’. Infatti, lo abbiamo visto dalle cronache che purtroppo presentano sempre nuovi casi, i piccoli anche oggi rischiano di essere indifesi e offesi da dimenticanze, abusi, distanze, abbandoni. Metà dei profughi e rifugiati nel mondo sono bambini, che subiscono violenze e maltrattamenti nei campi di guerra e di sosta; quasi 2 milioni di bambini in Italia vivono in famiglie povere e mancano di cure, di figure ed esperienze educative; i nostri bambini, spesso soli, trovano un nuovo amico nello smartphone e nel tablet, con cui vivono in compagnia anche per 8 ore al giorno; ancora troppe volte i piccoli sono vittime di violenze o abusi da parenti, educatori, insegnanti, anche sacerdoti. Mentre chiediamo perdono per le nostre mancanze sul piano educativo, cari fratelli e sorelle, chiediamo al Signore oggi, per intercessione di S. Giovanni Bosco, di maturare una fede gioiosa, aperta al mistero della presenza quotidiana di Dio, attenta a non scandalizzare i più piccoli, capace di discernere i “segni dei tempi”, la presenza di Dio che in mille modi diversi si rende a noi vicino. Oggi come ieri. Così sia.

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