• Redazione

San Carlo Borromeo, la corsa della vita cristiana: omelia di mons. Perego

Ferrara, 4 novembre 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari confratelli, siamo riuniti come ogni anno per ricordare i nostri confratelli defunti legati al Pio Sodalizio diocesano dei XL Martiri Sebasteni. La preghiera comune e la concelebrazione sono i primi segni di un presbiterio e di una fraternità sacerdotale. E questa nostra concelebrazione fa oggi memoria di un Santo Vescovo, Carlo Borromeo, il cui ricordo ha molti segni e immagini nella nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, che ha avuto il dono di un Vescovo, Giovanni Fontana, che fu Vicario generale di San Carlo e promotore della sua causa di beatificazione.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. Lo sguardo dell’apostolo Paolo è alla salvezza, alla vita eterna. Uno sguardo di rispetto e di timore a Dio Padre che ha accolto nella sua casa i nostri confratelli defunti e che ci attende. E’ anzitutto lo sguardo della speranza cristiana, che impegna in una vita di amore e di fraternità. In un passaggio dell’enciclica Fratelli tutti il Papa invita a camminare nella speranza: “Invito alla speranza, che “ci parla di una realtà che è radicata nel profondo dell’essere umano, indipendentemente dalle circostanze concrete e dai condizionamenti storici in cui vive. Ci parla di una sete, di un’aspirazione, di un anelito di pienezza, di vita realizzata, di un misurarsi con ciò che è grande, con ciò che riempie il cuore ed eleva lo spirito verso cose grandi, come la verità, la bontà e la bellezza, la giustizia e l’amore. […] La speranza è audace, sa guardare oltre la comodità personale, le piccole sicurezze e compensazioni che restringono l’orizzonte, per aprirsi a grandi ideali che rendono la vita più bella e dignitosa” (F.T.55).

E’ poi uno sguardo di carità – “volere e operare secondo il suo disegno d’amore”, abbiamo ascoltato – che vince la paura, che non cede alla malvagità del mondo, rimanendo coerenti con “la parola di vita”, con lo stile di vita di Gesù, in un cammino, una corsa che guarda all’incontro con Lui. Il ricordo dei nostri confratelli defunti in questi giorni è anche memoria di questa corsa che ognuno di loro ha fatto, come paolo, tra le strade e le comunità della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, per portare la gioia del Vangelo. E’ stata anche la corsa di San Carlo Borromeo, vescovo infaticabile che ha sentito il bisogno di visitare tutte le sue comunità della Chiesa di Milano, la più grande Diocesi d’Europa, con infaticabile zelo, in fedeltà alla Riforma della vita della Chiesa e del clero inaugurata dai decreti del Concilio di Trento.

La pagina evangelica di Luca che abbiamo ascoltato ci ricorda il tema della sequela evangelica e i suoi caratteri: la fedeltà, l’amore incondizionato a Cristo e alla Chiesa, la sofferenza, la croce, la povertà, la prudenza, la cura della comunità e di ciò che ci è affidato. Il ricordo dei nostri confratelli defunti è il ricordo di chi ha promesso al Signore di seguirlo, pronunciando le promesse di povertà, castità e obbedienza, portando spesso la sofferenza dell’incomprensione e dell’abbandono, ma anche testimoniando una fedeltà al vangelo e una cura della comunità a loro affidata, pur con i limiti e le debolezze di ciascuno. Servi buoni e fedeli i nostri confratelli oggi sono nella casa del Padre e guardano la nostra Chiesa che cammina nella speranza, nella fede e nella carità, cercando ancora di correre anche se i dubbi, i disagi di questo particolare momento rischiano di farci sedere, di farci aspettare.

Cari confratelli, chiediamo al Signore la grazia di riprendere un cammino nelle nostre comunità, con i nostri fedeli guardando anche all’esempio del Santo Vescovo Carlo e dei nostri confratelli, molti dei quali hanno vissuto in tempi più difficili dei nostri, ma non hanno perso la gioia e la speranza, guardando la meta del cammino, la vita eterna.

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