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San Biagio, il testimone della fede: omelia di mons. Perego

Ferrara, Parrocchia di S. Biagio, 3 febbraio 2020


S. E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la festa di S. Biagio, vostro patrono. Ringrazio don Renzo per l’invito a celebrare con voi la festa di un Santo guaritore tra i più popolari nella nostra terra. Medico e Vescovo di Sebaste, armeno, proveniente da una terra di cristiani che hanno subito il martirio e la persecuzione, fino al genocidio, lungo i secoli, S. Biagio è un santo che unisce nel culto la Chiesa cattolica occidentale e orientale e la Chiesa ortodossa, presente con numerosi fedeli rumeni, russi, moldavi e ucraini anche nella nostra città di Ferrara.

La Parola di Dio di oggi, nel giorno di S. Biagio, il santo vescovo medico, ci invita alla testimonianza della fede. La fede fa cose grandi. Con gli occhi della fede sappiamo leggere gli avvenimenti, la vita riconoscendo i “segni dei tempi”, la presenza e l’azione continua del Signore nella nostra vita. La fede passa da un incontro con il Signore, che ogni santo testimonia: un incontro che guarisce dall’individualismo, dal confidare solo in noi stessi, perché ci aiuta a lasciarci guidare dal Signore. La fede è fedeltà al Vangelo, fino a dare anche la nostra vita, come è stato per S. Biagio e per un gran numero di testimoni. La fede ci aiuta a correre, a non indugiare sulle difficoltà e i problemi, “tenendo fisso lo sguardo su Gesù, il Crocifisso”. La Croce di Cristo è la nostra salvezza. La fedeltà alla Croce di Cristo ha sostenuto S. Biagio nel martirio. Anche oggi, come ai tempi di S. Biagio, la Chiesa vive e cresce con i martiri, con i testimoni della fede, che offrono la loro vita per il Vangelo, anche in mezzo a “tribolazioni”, “angosce”, “percosse”, “fatiche” – come ci ha ricordato l’apostolo Paolo nella lettera ai Corinzi – testimoniando la purezza, la pazienza, la sapienza, l’amore sincero, “con le parole della verità”, ma anche con “le armi della giustizia”. “L’esperienza dei martiri e dei testimoni della fede non è caratteristica soltanto della Chiesa degli inizi - ha detto Papa Francesco -, ma connota ogni epoca della sua storia. Nel secolo ventesimo, poi, forse ancor più che nel primo periodo del cristianesimo, moltissimi sono stati coloro che hanno testimoniato la fede con sofferenze spesso eroiche". E di fronte alla persecuzione, all’odio, alla malvagità il cristiano è chiamato a perseverare nella fede, nella consapevolezza – ci ricorda la pagina evangelica di Matteo – che “lo Spirito del Padre” è con noi.

“La via della missione ecclesiale più adatta al tempo presente e più comprensibile per i nostri contemporanei prende la forma della testimonianza, personale e comunitaria: una testimonianza umile e appassionata, radicata in una spiritualità profonda e culturalmente attrezzata, specchio dell'unità inscindibile tra una fede amica dell'intelligenza e un amore che si fa servizio generoso e gratuito. Il testimone comunica con le scelte della vita, mostrando così che essere discepolo di Cristo non solo è possibile per l'uomo, ma arricchisce la sua umanità. Egli quando parla, non lo fa per un dovere imposto dall'esterno, ma per un'intima esigenza, alimentata nel continuo dialogo con il Signore ed espressa con un linguaggio comprensibile a tutti. La testimonianza pertanto è l'esperienza in cui convergono vita spirituale, missione pastorale e dimensione culturale” (CEI, Rigenerati per una speranza viva, n.10). In un mondo ricco di messaggi, in parole e immagini, che talora disorientano, scandalizzano, l’uomo cerca – ricordava San Paolo VI - “più volentieri i testimoni che i maestri… o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni” (E.N. n.41).

Cari fratelli e sorelle, la benedizione della gola che faremo al termine della Messa sia un segno che allontani ogni male, ma anche purifichi il nostro linguaggio, troppo spesso pieno di parole vuote, anche di offese e di volgarità, e ci ricordi come il cristiano è l’uomo della Parola di Dio, ma anche il testimone della fede in parole e opere. Così sia.