• Redazione

Saluto del Vescovo al termine della Veglia Missionaria

Veglia missionaria, 23 ottobre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, prima di concludere questa celebrazione desidero a nome della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio salutare il nostro fratello presbitero don Emanuele in partenza per l’Argentina: un segno che da un respiro maggiore di ‘cattolicità alla nostra Chiesa; un gesto di scambio tra due Chiese sorelle, nel nome della stessa fede. Per ricordare le parole del Papa nel messaggio per la Giornata missionaria di quest’anno, don Emanuele è tra coloro che “sono stati capaci di mettersi in cammino, di lasciare la propria terra e famiglia, affinchè il Vangelo possa raggiungere senza indugi e senza paure gli angoli di popoli e città dove tante vite si trovano assetate di benedizione”.

Questa partenza e questo mandato a don Emanuele cadono all’inizio di un cammino sinodale e gli dà ancora più senso: perché un nostro fratello presbitero si mette in cammino per “non tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (AT 4,20) – come ricorda il messaggio per la Giornata missionaria mondiale di quest’anno – e per condividere con un’ altra Chiesa un tratto di strada.

Nessuno di noi può sentirci estraneo in questo cammino. Perché il camminare insieme con il Signore e il suo Spirito ci fa condividere la storia di Gesù e che con Gesù “le cose possono essere diverse” – ci ricorda papa Francesco. Perché Gesù ci ricorda la nostra umanità, che è alimentata dalla fraternità, dall’amore. Bello il passaggio nel messaggio della Giornata missionaria mondiale di quest’anno in cui il Papa ricorda: “Anche il fervore missionario non si può mai ottenere in conseguenza di un ragionamento o calcolo. Il mettersi “in stato di missione” è un riflesso della gratitudine”.

Il nostro cammino sinodale di riforma della Chiesa ha anche un modello di riferimento, cioè la comunità apostolica, raccontata dagli Atti degli Apostoli. Gli Atti degli Apostoli – ci ricorda Papa Francesco – “è il libro che narra come il profumo del Vangelo si diffuse al suo passaggio suscitando la gioia che solo lo Spirito ci può donare”. Anche in questo tempo non facile, segnato ancora dalla pandemia che colpisce ora particolarmente i Paesi più poveri, siamo chiamati a rafforzare la nostra capacità di percepire il profumo del Vangelo per dare speranza.

Il cammino sinodale, infine, deve aiutarci a sentire la missione come lo stile della Chiesa: “come cristiani non possiamo tenere il Signore per noi stessi: la missione evangelizzatrice della Chiesa esprime la sua valenza integrale e pubblica nella trasformazione del mondo e nella custodia del creato.

Cari fratelli e sorelle, Maria, la prima discepola missionaria, nella nostra Chiesa invocata con il titolo di Madonna delle grazie, accompagni don Emanuele nel cammino missionario e tutti noi nel cammino sinodale. Così sia.

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