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S. Natale con i Genitori in cammino: la Parola di Dio si avvicina a noi e ci accompagna

Aggiornato il: 23 dic 2019

Ferrara, Seminario, 21 dicembre 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Carissimi genitori, questo nostro tradizionale incontro natalizio in Seminario, luogo per voi familiare, è un’occasione importante per augurarci un Buon Natale, ma anche per accompagnarvi, per far sentire la mia vicinanza e quella di tutta la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio nel vostro cammino di genitori. In ogni situazione della nostra vita, soprattutto le più difficili, la Parola di Dio si avvicina a noi e ci accompagna. Nella sua lettera per l’istituzione della Domenica della Parola, Papa Francesco scrive: “Il ‘viaggio’ del Risorto con i discepoli di Emmaus si chiude con la cena. Il misterioso viandante accetta l’insistente richiesta che gli rivolgono i due: “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto” (Lc 24,29). Si siedono a tavola, Gesù prende il pane, recita la benedizione, lo spezza e lo offre a loro. In quel momento i loro occhi si aprono e lo riconoscono” (n.8). Il viaggio di Emmaus che il Papa ricorda è il vostro viaggio: è un viaggio di consolazione e di vicinanza da parte del Signore; è un viaggio che ritrova nella cena con il Signore, in questa come in ogni Eucaristia, un luogo familiare e comunitario, farmaco di immortalità. Anche noi, come i discepoli di Emmaus, ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio di questa Eucaristia prefestiva che ci introduce ormai al mistero del Natale. La pagina del profeta Isaia, compagno di viaggio in questo tempo di Avvento, ricorda già una nascita straordinaria: “la vergine concepirà e partorirà un figlio”. A nascere è l’Emanuele, il Dio con noi, il Figlio che più di ogni altro sentiamo vicino nella nostra vita nelle gioie e nelle speranze, nelle tristezze nelle angosce. Nella pagina respiriamo l’aria dell’attesa, che è l’aria tipica dell’Avvento, del Natale, ma anche l’aria che respiriamo nelle nostre famiglie quando nasce un figlio, ma anche quando si perde un figlio, con cui attendiamo l’incontro nella vita eterna. E’ l’aria della speranza, che unita alla fede e alla carità costruisce l’abito del cristiano, aiutandolo a leggere la vita non chiusa nel tempo, ma aperta all’eternità. E il Natale ci aiuta a respirare di questa eternità, perché il Figlio che nasce è il Messia, ci ricorda che Dio è il Creatore e il Signore della storia, che fidarsi di Lui significa avere la vita. Non fermiamoci solo alle pagine dei giornali che ci ricordano ogni giorno la morte, anche di innocenti - nelle case, in Ospedale, sulle strade – rischiando di alimentare solo disperazione, di fermare il tempo. Leggiamo anche queste pagine della Parola di Dio che ci aprono alla speranza, ci regalano la vita. “Cristo Gesù bussa alla nostra porta attraverso la Sacra Scrittura – scrive ancora Papa Francesco -; se ascoltiamo e apriamo la porta della mente e del cuore, allora entra nella nostra vita e rimane con noi” (n.8). La pagina evangelica di Matteo, che ci accompagna in questo anno liturgico, ci ricorda la conseguenza dell’Annunciazione dell’Angelo a Maria: è la conversione. Non solo di Maria, ma anche di Giuseppe, l’altro protagonista del Natale. Il Signore che viene ci aiuta a cambiare, ad accogliere, a condividere, donare la propria vita. Maria che per grazia diventa madre, come Giuseppe che diventa padre, sono il segno di una nuova generazione che avviene quando ci si fida e affida al Signore. L’accoglienza della vita in noi ci rende capaci di vita. Il Natale genera una nuova vita. L’incontro con l’angelo di Maria e Giuseppe è la dimostrazione che fidarsi del Signore significa vincere la propria sterilità, la disperazione, il dubbio per aprirsi nuovamente alla vita, alla gioia, all’incontro. Il Natale non è un sogno, ma la realtà di un incontro con il Signore che viene tra noi, come un figlio, come uno dei nostri figli, che rimane sempre con noi. Cari genitori, ci auguriamo a vicenda che questo Natale ci porti la gioia dell’incontro con un figlio, il Figlio di Dio. Nel presepe, insieme a Maria e Giuseppe, ci siamo anche noi a contemplare il Bambino che è nato e insieme con gli angeli anche noi vogliamo cantare: gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Tanti auguri. Buon Natale.

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