• Redazione

S. Michele Arcangelo, difensore dei deboli: omelia di mons. Perego


Chiesa del Gesù, Ferrara, 29 settembre 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle delle Forze di Polizia, è una gioia ritrovarci come ogni anno per celebrare la festa del vostro Patrono, S. Michele Arcangelo. Quest’anno, la nostra celebrazione è carica delle angosce e delle preoccupazioni di un tempo segnato ancora da paura e incertezza, per la situazione sanitaria e sociale, ma carica anche di una speranza che nasce dalle storie di solidarietà che trova in voi dei soggetti attivi nel nostro territorio. Un saluto deferente alle autorità civili e militari che condividono insieme questa festa patronale.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio, che ci accompagna sempre nel nostro cammino. La pagina dell’Apocalisse parla dell’arcangelo Michele che combatte e vince contro il drago che rappresenta Satana e che “seduce tutta la terra”. La sua vittoria è fondata sul “sangue dell’Agnello” e sulla testimonianza di coloro che hanno dato la vita. Ogni vittoria sul male è sempre a caro prezzo, anche di sacrifici – come hanno testimoniato uomini e donne della Polizia - e chiede di allargare la testimonianza di coloro che credono nel bene. Non si combatte il male da soli, ma con il concorso di tutti, allargando l’amicizia sociale, la collaborazione tra istituzioni, l’educazione civica. La Polizia in questo cammino di giustizia, di ricerca del bene comune, di lotta al male ha un ruolo importante. In questo tempo, la ricerca del bene non si riduce solo alla lotta al crimine di ogni genere, ma si allarga anche a costruire percorsi di educazione e di prevenzione, a percorsi nuovi di prossimità ai territori, dalle periferie della città ai piccoli paesi del territorio, aiutando le persone e le famiglie a stili di vita alternativi, ma anche facendoli sentire parte di un’unica comunità che insieme cerca la giustizia. Senza giustizia cresce il male, come ci ricorda Papa Francesco, nell’esortazione Evangelii Gaudium: “Oggi da molte parti si reclama maggiore sicurezza. Ma fino a quando non si eliminano l’esclusione e l’inequità nella società e tra i diversi popoli sarà impossibile sradicare la violenza. Si accusano della violenza i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di opportunità, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno fertile che prima o poi provocherà l’esplosione” (E.G. 59).

La solitudine, l’abbandono, la inattività di chi non studia né lavora, la mancanza di pari opportunità, sono le basi su cui cresce la mancanza di regole, la prepotenza, la violenza. Sempre Papa Francesco ci ricorda che in questo tempo, segnato anche dalla pandemia, “Il timore e la disperazione si impadroniscono del cuore di numerose persone, persino nei cosiddetti paesi ricchi. La gioia di vivere frequentemente si spegne, crescono la mancanza di rispetto e la violenza, l’inequità diventa sempre più evidente” (E.G. 52).

La pagina evangelica di Giovanni ci parla di Natanaele, riconosciuto da Gesù come uomo giusto e che ama la verità. A sua volta Natanaele riconosce Gesù come il Figlio di Dio, il re d’Israele. È un incontro, quello tra Gesù e Natanaele, tra due persone che cercano la verità e la giustizia. Anche la Polizia ha tra i suoi compiti la ricerca della verità e della giustizia, due binari su cui corre la crescita e la sicurezza di una città, il rispetto e la tutela delle persone. La verità talvolta è tradita o nascosta dalle situazioni come la giustizia non sempre emerge immediatamente, perchò tradita o travisata da un’informazione che condiziona l’opinione pubblica. La fatica della verità e la fatica della giustizia mettono alla prova il vostro servizio sul territorio. Il “salire e scendere” degli angeli ricordato dal Vangelo di Giovanni somiglia al vostro salire e scendere sulle volanti, al vostro attraversare le vie e le strade della città e della provincia ogni giorno alla ricerca della verità e della giustizia, a tutela delle persone più deboli, per vincere ogni forma di prepotenza. Il presidiare le strade e le piazze della città e del territorio nasce dall’esigenza di una democrazia da tutelare, per non abbandonare alle regole degli individui più forti il controllo di spazi destinati all’incontro, al tempo libero, ma anche dall’esigenza che i valori democratici di libertà, di verità e di giustizia non siano messi in discussione.

Cari fratelli e sorelle della Polizia, chiediamo al Signore in questa celebrazione eucaristica di accompagnare voi, di sostenere le vostre famiglie che talora condividono con voi le preoccupazioni e le fatica. S. Michele Arcangelo vi sia vicino e vi dia il coraggio di difendere, tutelare i più deboli e ricercare la verità nelle tragedie personali e familiari, per combattere ogni forma di violenza e di ingiustizia, di malvagità che segnano le nostre città. Così sia.

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