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S. Michele Arcangelo custodisce e protegge: omelia di mons. Perego

Aggiornato il: 23 dic 2019

Quarto d’Altino (VE), 29 settembre 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, è una gioia per me essere qui tra voi – e per questo ringrazio per l’invito il parroco don Gian Piero – a celebrare la solennità del vostro patrono, il santo arcangelo Michele.

E’ il giorno anche dell'anniversario della prima santa Messa di don Giacomo, 6 anni fa in questa chiesa. La solennità del patrono, quest’anno, incrocia la Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati, che da oltre 100 anni la Chiesa celebra in tutte le parrocchie per richiamare il dramma di chi lascia la propria terra alla ricerca di una sicurezza, di un lavoro, di un futuro migliore. La tradizione – riportata nella leggenda aurea da Jacopo da Voragine – ricorda alcuni interventi miracolosi di San Michele arcangelo, tra cui il salvataggio di una donna che stava per partorire in mare, nel 710, sulla costa francese. E’ un miracolo di cui abbiamo bisogno anche oggi, vedendo uomini e donne, famiglie, giovani e adulti, bambini in fuga, in mare, alla ricerca di una nuova terra, di una nuova casa, di pace e di giustizia, nel nostro Mediterraneo: persone che hanno bisogno di un angelo che regali loro la salvezza. E’ un miracolo che, oltre a richiamare una realtà della cronaca, ricorda la realtà anche della nostra vita di tutti i giorni: la nostra quotidianità è un mare in cui spesso siamo disorientati per le novità, i problemi, le gioie e le sofferenze, le tristezze e le angosce: e in questo mare abbiamo bisogno di un angelo che ci prenda per mano e ci aiuti a discernere, a scegliere, a ritrovare il coraggio di scelte importanti nella vita. Per questo, Papa Francesco, nel Messaggio per la Giornata dei migranti e rifugiati di quest’anno – ci ricorda che “la presenza dei migranti e dei rifugiati – come, in generale, delle persone vulnerabili – rappresenta oggi un invito a recuperare alcune dimensioni essenziali della nostra esistenza cristiana e della nostra umanità, che rischiano di assopirsi in un tenore di vita ricco di comodità". Ecco perché “non si tratta solo di migranti”, vale a dire: “interessandoci di loro ci interessiamo anche di noi, di tutti; prendendoci cura di loro, cresciamo tutti; ascoltando loro, diamo voce anche a quella parte di noi che forse teniamo nascosta perché oggi non è ben vista”.

Il ricordo del patrono San Michele mi porta a fare alcune riflessioni con voi, alla luce della Parola di Dio che abbiamo ascoltato. Una prima riflessione riguarda i volti diversi della figura dell’angelo, in particolare dell’arcangelo Michele, che ritroviamo citato cinque volte nella Parola di Dio.

L’Arcangelo Michele è chi porta il primo aiuto a chi soffre, l’angelo che annuncia un messaggio del Signore, chi accompagna, chi custodisce e protegge dal male, anche chi accoglie in Paradiso.

L’Arcangelo Michele è chi porta la Parola del Signore, è messaggero di Dio che aiuta a conservare nel proprio cuore e nella propria vita la Parola del Signore, con fedeltà. Papa Francesco – nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate, dedicata alla chiamata alla santità - ci invita a “riprodurre nella propria esistenza diversi aspetti della vita terrena di Gesù: la vita nascosta, la vita comunitaria, la vicinanza agli ultimi, la povertà e altre manifestazioni del suo donarsi per amore” (G. E. 20).

L’Arcangelo Michele è come la mano di Dio che raggiunge tutti, ma con una preferenza per chi vive una particolare situazione di difficoltà: per questo lo preghiamo nei momenti di sofferenza e di dolore.

L’Arcangelo Michele accompagna, quando siamo incerti, non sappiamo la via da seguire, la vocazione da scegliere: è la voce di Dio che ci chiama, ci parla, ci incoraggia.

L’Arcangelo Michele custodisce e protegge, “vigila sui figli del suo popolo”, ci ricorda la pagina del profeta Daniele – vigila su noi, che con il Battesimo siamo diventati figli di Dio e siamo stati liberati dal male. “L’angelo del Signore protegge e libera… si accampa attorno a quelli che lo temono e li salva”, ci ha ricordato il salmo 33. La spada con cui viene rappresentato non è un segno di violenza, di guerra, di prepotenza, ma di sicurezza, di difesa, di pace contro il male – come ci ricorda la pagina dell’Apocalisse. La contrapposizione tra angelo e drago significa la contrapposizione tra bene e male che caratterizza tutta la nostra vita. Chi crede nel Signore, “agnello immolato sulla croce", e testimonia il Vangelo fino a dare la sua vita sarà salvato.

L’Arcangelo Michele ci aspetta in Paradiso, è sulla porta della casa del Padre. E’ un’ immagine molto bella, che dice come l’arcangelo Michele è come un padre misericordioso, preoccupato, in attesa e che accoglie i saggi, i giusti nella vita eterna, come ci ricorda sempre la pagina del profeta Daniele.

Particolarmente significativa per indicare il luogo, il campo dell’azione del Signore e dei suoi angeli è la parabola che abbiamo ascoltato nel Vangelo. Dio crea il mondo, le cose, l’uomo e tutto è ‘buono’ – come leggiamo nel racconto della Genesi. Ma in questo mondo l’uomo, con la sua libertà, che da più spazio al male, rovina questo creato, crea distanza tra le creature. La parabola ricorda gli ‘scandali che nascono in questo mondo, anche nel mondo di oggi, segno di questo male a cui diamo casa, spazio nella nostra vita, nelle nostre relazioni; ricorda gli operatori di iniquità: chi calunnia, chi dice il falso, chi fa il male o lo alimenta. Ma la parabola ricorda anche che, alla fine, “i giusti risplenderanno come il sole nel regno del Padre loro”. Pregare l’arcangelo Michele è un atto di fiducia, di speranza, in un Dio che è all’origine e alla fine della nostra vita e della storia. Non il male, ma il bene è intelligente e alla fine trionferà: e questo l’Arcangelo Michele oggi lo ricorda a ciascuno di noi.

Per questo, cari fratelli e sorelle, chiediamo l’intercessione dell’arcangelo Michele, perché ci accompagni, vigili su di noi, le nostre famiglie, la nostra comunità, le persone più deboli e, tra essi, i nostri giovani emigranti per studio e lavoro, le famiglie immigrate con i loro figli, i richiedenti asilo, i rifugiati. Soprattutto preghiamo oggi il Signore, per intercessione di S. Michele Arcangelo, perché anche noi possiamo saper scegliere il bene, vincendo interessi, stanchezze, paure, sapendo che Lui ci aspetta sulla porta della casa del Padre. Così sia.

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