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S. Messa per la vita consacrata. La carità fonte di un mondo nuovo: omelia di mons. Perego

Copparo, 5 giugno 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, l’Eucaristia che celebriamo è fonte di comunione e riconoscimento della diversità dei carismi con cui lo Spirito Santo arricchisce la Chiesa. Una comunione che si rinnova continuamente, anche mediante la nostra vita di consacrazione. Una comunione che raccoglie anche la vita di lavoro e di preghiera delle nostre sorelle claustrali benedettine, clarisse e carmelitane. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina del libro di Tobia ci ricorda l’importanza della riconoscenza, che è un volto della carità. Non è così facile e scontata la riconoscenza. E’ più facile la pretesa della riconoscenza. E’ più facile trattenere che condividere. Invece Tobi educa suo figlio Tobia alla riconoscenza e alla condivisione nei confronti dell’angelo che lo ha accompagnato: “meglio è praticare l’elemosina che accumulare oro”. Da parte sua l’angelo Raffaele, mentre loda Tobi per la sua carità, anche verso i defunti, invita a non dimenticare che ogni dono viene da Dio e quindi la necessità di benedire, lodare ringraziare il Signore. La vostra vita apostolica, cari fratelli e sorelle, ha al centro la carità, la perfetta carità. Ogni vostro gesto, ogni vostra opera educhi alla carità questo mondo che rischia di rinchiudersi, rischia l’egoismo e l’individualismo. “La carità, col suo dinamismo universale, può costruire un mondo nuovo, - ha scritto Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti - perché non è un sentimento sterile, bensì il modo migliore di raggiungere strade efficaci di sviluppo per tutti. L’amore sociale è una «forza capace di suscitare nuove vie per affrontare i problemi del mondo d’oggi e per rinnovare profondamente dall’interno strutture, organizzazioni sociali, ordinamenti giuridici” (F. T. 183). E la carità si nutre della preghiera che rende familiare l’amore e la paternità di Dio, la figliolanza di Gesù fino al dono della vita in croce, i doni dello Spirito. Senza la preghiera il carisma si trasforma in una professione, i gesti di carità in servizi e la nostra vita e le nostre opere non annunciano più l’amore del Signore.

La pagina evangelica di Marco ci ricorda il rischio di una fede e di una carità solo apparente. Fede e carità diventano apparenti quando si cercano ruoli, quando l’esteriorità conta più dell’interiorità, quando si dona solo il superfluo. E’ una lezione di vita cristiana questa pagina evangelica anche per noi, che rischiamo nel nostro mondo di essere più propensi a seguire le leggi del Mercato piuttosto che la legge dell’amore. E’ una lezione che impariamo anche dai vostri Fondatori e dalle vostre Fondatrici che hanno scommesso sempre sulla Provvidenza e hanno insegnato che anche i poveri hanno una dignità e che nessuno è tanto povero da non poter aiutare un altro povero. Il Vescovo S. Bonifacio, monaco benedettino che oggi ricordiamo, annunciò il Vangelo in Germania e morì martire durante il cammino di evangelizzazione della Frisia. S. Bonifacio ha lasciato tutto per far camminare il Vangelo e camminare con il Vangelo. Una lezione importante in questo tempo in cui Papa Francesco ci invita a un cammino sinodale, che è anche un cammino di valorizzazione di ogni dono e carisma che è presente nella Chiesa. Care fratelli e sorelle, mentre ringrazio il Signore per il dono della vostra presenza nella nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, chiedo con voi al Signore che non venga a mancare nella nostra Chiesa la vita consacrata, anche con forme rinnovate. Così sia.

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