• Redazione

S. Messa per i Genitori in cammino. Dio è Amore e Vita: omelia di mons. Perego

VI Domenica di Pasqua


Basilica di San Francesco, Ferrara, 9 maggio 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, carissimi Genitori in cammino, il tempo pasquale è anche il tempo in cui associamo al mistero pasquale, del ricordo della Passione, morte e risurrezione di Gesù, la morte e la vita eterna dei vostri giovani figli.

La Parola di Dio di questa domenica illumina la nostra fede e il nostro ricordo. La pagina degli Atti ci invita a metterci in ginocchio, come Cornelio, per pregare come Cornelio e insieme a Pietro il Signore, “che non fa preferenze di persone”. Talvolta la nostra idea di Dio che sceglie chi fa vivere e morire indebolisce la nostra fede nella paternità di Dio che guarda con lo stesso amore tutti e se ha un amore preferenziale questo è per i più poveri, i sofferenti, i malati. E questo amore che Dio ha per noi – ci ricorda la pagina di Giovanni – è la fonte del nostro amore gli uni per gli altri. Un amore che nella sofferenza e nella morte dei nostri cari cresce, in forza di questa condivisione dell’amore di Dio, mentre si indebolisce quando ci allontaniamo da Dio. Il nome di “Dio è amore”, ci ricorda ancora la pagina di Giovanni che aggiunge che questo amore ha trovato la sua grande espressione nella generazione, nella vita del Figlio, “perché noi avessimo la vita per mezzo di Dio”. Non solo Dio è amore, ma anche Dio è vita. Chi rimane legato a Dio rinnova la sua vita e comprende la vita eterna, allargando la comunione dai nostri vicini a chi è lontano nel tempo e nello spazio.

Cari Genitori in cammino, la vostra fede in Dio Amore e in Dio Vita ha accompagnato anche il dolore e la morte di un figlio, aprendo la vostra vita alla carità e alla speranza. Fede, speranza e carità, infatti sono le tre virtù teologali che costituiscono il tesoro a cui ogni cristiano può attingere nelle diverse situazioni della vita: nella gioia e nella sofferenza, nella tristezza e nella angoscia, nella povertà e nella solitudine. Anche in questi tempi di pandemia, in cui la sofferenza e la morte sono state aggravate da lontananza, solitudine nella sofferenza e nella morte di genitori e figli, amici e parenti, abbiamo condiviso nella fede, nella carità e nella speranza di fratelli e sorelle la forza per un rinnovato cammino di riconciliazione, la forza della risurrezione. L’amore fraterno non solo ha accompagnato il dolore, la sofferenza e la morte, ma è stato il primo segno nella Chiesa di risurrezione. La risurrezione è il segno più grande dell’amore di Dio per suo Figlio e per noi.

La pagina evangelica di Giovanni ci invita a “rimanere” in questo amore, la cui fonte è Dio, e la cui immagine concreta è nel Figlio Gesù Cristo. La parola “rimanere” indica la necessità di una familiarità con il Signore da costruire e custodire. Non si ama occasionalmente. L’amore chiede fedeltà, continuità. L’amore, come voi cari genitori in cammino mi insegnate, supera, vince anche la morte: è per sempre. L’amore cristiano crea una nuova relazione, comunione con Dio e i fratelli. Papa Francesco nelle prime pagine della Fratelli tutti, parlando di S. Francesco ricorda che “La fedeltà al suo Signore era proporzionale al suo amore per i fratelli e le sorelle” (F.T. 3). L’amore crea amicizia. E’ bello questo legame stretto tra amore e amicizia che papa Francesco sottolinea nell’enciclica Fratelli tutti e che è a fondamento del riconoscimento della dignità umana e della fraternità umana. L’amore, poi, porta a condividere la conoscenza, ci ricorda l’apostolo Giovanni, porta a non essere invidiosi gli uni degli altri delle proprie capacità, ma a uno scambio non solo di cose, ma anche di conoscenze. L’amore, in altre parole è a fondamento dell’educazione e della tradizione, cioè della trasmissione del sapere, che si arricchisce sempre. L’amore, poi, ricorda ancora l’evangelista Giovanni, porta a scegliere, non nel senso di fare differenze, ma di scegliere persone che possano testimoniare l’amore del Figlio. In questo senso, la storia della Chiesa è una storia d’amore, di testimoni dell’amore. E la credibilità della chiesa passa non solo dalla trasmissione di verità, ma anche dalla credibilità dell’amore.

Cari fratelli e sorelle, raccogliamo ancora l’invito di papa Francesco a non “Vivere indifferenti davanti al dolore”, perchè “non è una scelta possibile; non possiamo lasciare che qualcuno rimanga ai margini della vita” (F.T. 68). Questa non indifferenza davanti al dolore, cari Genitori in cammino, da anni ha costruito tra voi una condivisione e un’amicizia fraterna, alimentata dalla preghiera, che costituisce un tesoro prezioso per la vita della Chiesa e di tante famiglie. Facciamo nostra, in conclusione, la preghiera di papa Francesco al termine dell’enciclica Fratelli tutti: Dio nostro, Trinità d’amore, dalla potente comunione della tua intimità divina effondi in mezzo a noi il fiume dell’amore fraterno. Donaci l’amore che traspariva nei gesti di Gesù, nella sua famiglia di Nazaret e nella prima comunità cristiana. Concedi a noi cristiani di vivere il Vangelo e di riconoscere Cristo in ogni essere umano, per vederlo crocifisso nelle angosce degli abbandonati e dei dimenticati di questo mondo e risorto in ogni fratello che si rialza in piedi”.

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