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S. Messa insegnanti di religione: un insegnamento che arricchisce intelligenza e cuore degli alunni

Ferrara, Seminario, 7 gennaio 2020


S.E. mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari insegnanti, siamo ancora nel tempo del Natale, il tempo del Dio con noi, il tempo dove, come Maria e Giuseppe, i pastori, i Magi contempliamo il mistero dell’Incarnazione.

La Parola di Dio di oggi ci fa anzitutto riascoltare un brano della prima lettera di Giovanni che ci ricorda la centralità dell’amore a Dio e al prossimo, come sintesi dei comandamenti, centro della morale cristiana. Ma c’è una sottolineatura che l’apostolo Giovanni fa, che è particolarmente importante. Il cristiano non si distingue semplicemente perché fa opere di carità, gesti e parole di amore, ma perché rimane nell’amore. Questo “rimanere nell’amore" significa rimanere nella grazia, costruire uno stile di vita alternativo. L’insegnamento della religione cattolica aiuta a scoprire a partire dalla Bibbia e dalla storia della Chiesa questa originalità della vita e dello stile del cristiano, fondato sull’amore, che ha generato una cultura, un’economia, una vita sociale alternativa, con un modello politico di Cristianità prima e di laicità poi, con la fine della Cristianità e della Nuova Cristianità – il progetto politico di Jacques Maritain - magistralmente descritta dallo storico Pietro Scoppola, che ho avuto la fortuna di conoscere e di condividere con lui per due anni un insegnamento della dottrina sociale della Chiesa. Al tempo stesso, l’insegnamento della religione - secondo i programmi approvati nel 1987 - dalla storia di Gesù passa alla storia della Chiesa, per vedere nelle sue diverse tappe e stagioni l’inculturazione, i modelli di vita cristiana, dalla stagione dei martiri a quella dei monaci, dal Concilio di Nicea al Concilio Vaticano II, l’incontro e lo scontro con altre culture e religioni, il dialogo culturale, ecumenico e interreligioso, incrociando, in maniera interdisciplinare, anche altri insegnamenti, aiutando a dare una risposta alle domande profonde dell’uomo: non trascurate di insegnare tutte le stagioni e le esperienze storiche della Chiesa.

Cari insegnanti, con l’apostolo Giovanni vi invito anch’io ad essere attenti ai “falsi profeti” e a non usarne testi e opinioni che confondono religione e politica, che usano la religione per la politica, che si oppongono al Magistero della Chiesa, che rimettono in contrapposizione Chiesa e mondo, che non accettano la “continuità-discontinuità" del Concilio Vaticano II, il dialogo culturale, ecumenico e interreligioso, la scelta della pace e della nonviolenza, la tutela della dignità di ogni persona.

L’insegnamento della religione cattolica nella scuola è un mandato della Chiesa che non può essere tradito da opinioni personali, ma fondato sulla Bibbia, sulla Tradizione e sul Magistero della Chiesa, riletti e insegnati con intelligenza e con fede, nel rispetto della storia, concorrendo così “in modo originale e specifico, alla formazione dell'uomo e del cittadino, favorendo lo sviluppo della personalità dell'alunno nella dimensione religiosa” (Programma dell’insegnamento della religione nella scuola media, 1987) e “il pieno sviluppo della personalità degli alunni e … un più alto livello di conoscenze e di capacità critiche” (Programma dell’insegnamento della religione nelle scuole superiori). Nella scuola siamo chiamati a educare, non a convertire, contribuendo ad un unico piano formativo scolastico. Per usare le parole del Vangelo di Matteo, che ci accompagnerà in questo anno liturgico, a fondamento dell’insegnante di religione nella scuola c’è una “conversione" dell’insegnante, che riconosce lo stile di vita di Gesù (“annunciare il Vangelo, guarire ogni sorta di malattia e di infermità nel popolo”), che continua nella Chiesa attraverso gli stili di vita cristiani, e lo insegna con passione, rispetto, intelligenza. Cari insegnanti, il Signore accompagni con la sua benedizione voi e i vostri alunni nel cammino scolastico di questo nuovo anno, per arricchire con l’insegnamento della religione l’intelligenza e il cuore di ogni vostro alunno. Così sia.

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