• Redazione

S. Maria in Aula Regia, Madonna del popolo: omelia di mons. Perego

Aggiornato il: 23 dic 2019

Comacchio, 22 settembre 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, abbiamo iniziato ieri, con l’ordinazione di cinque nuovi presbiteri, un anno mariano, nel ricordo del quarto centenario dell’Incoronazione della statua di S. Maria, Vergine e Madre, venerata in questo nostro Santuario in Aula Regia. E’ la Madonna del popolo, che viene dal popolo e a cui il popolo di questa terra del Delta si è affidato nel corso dei secoli. Maria, sorella nella fede e Madre, è una delle figure che ci sono più familiari e la cui santità domestica comprende e accompagna le stagioni della nostra vita, nelle gioie e nelle speranze, nelle tristezze e nelle angosce.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. Nella pagina evangelica abbiamo riascoltato lo straordinario racconto dell’Annunciazione, in cui riconosciamo una giovane ragazza del popolo ebraico raggiunta dalla grazia, che diventa una ‘ragazza madre’ del Salvatore, ma anche una donna di preghiera, umile e povera, che canta il Magnificat per essere stata scelta dal Signore. Riconosciamo in questo episodio la fede e la preghiera di Maria, ma anche la sua solitudine nel vivere questo mistero. Al tempo stesso, con il suo “sì” Dio la apre a una nuova storia di vita, di carità e di speranza, a una nuova umanità, i cui segni li incontriamo nei Vangeli: la visita alla cugina Elisabetta, la nascita di Gesù in situazione di disagio e povertà, la vita di profuga in Egitto con Giuseppe e Gesù, il ritorno e la vita quotidiana in famiglia, nella preghiera e nel lavoro a Nazareth; l’educazione del figlio, altro tratto quotidiano, ascoltando, guardando e facendo tesoro di ogni momento e tappa dell’esistenza del figlio, come lo smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio, conservando nel suo cuore alcuni episodi importanti; la partecipazione alle nozze di Cana, il cammino con Gesù in alcuni momenti della predicazione, non lasciando solo il figlio lungo la via crucis e sulla Croce, dove Maria da Madre di Dio diventa Madre della Chiesa, Madre nostra, Madonna del popolo: per usare le parole di Papa Francesco, “il popolo legge in quell’immagine materna tutti i misteri del Vangelo”. L’ ‘Eccomi’ di Maria – ripetuto più volte nel Vangelo, dall’Annunciazione a sotto la Croce -, si ripete anche nella nostra vita come disponibilità a un cammino di santità a cui tutti siamo chiamati, che vede non il Golgota, ma il giorno di Pasqua il suo termine. San Paolo, infatti, nella pagina indirizzata ai Corinzi che abbiamo ascoltato, ricorda anche a noi come in Cristo nuovo Adamo, morto e risorto ritroviamo la nostra salvezza, cioè una vita nuova, una nuova umanità. Come è stato per Maria. In Gesù i limiti umani, anche la morte ritrovano un senso, e la nostra vita, dalla nascita alla morte, anche nella sofferenza ritrova una dignità, che va sempre salvaguardata: mai si deve rinunciare a difendere la vita; mai si deve favorire la morte. In Gesù, morto e risorto, trovano anche senso le parole profetiche di Isaia: il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce. Maria, donna del popolo, è riconosciuta dal popolo come la prima credente. E per questo si sono moltiplicati i santuari, testimonianza concreta nella storia, nelle vie delle nostre città e dei nostri paesi, nelle fatiche di ogni giorno, della presenza di una Madre, vicina al popolo di Dio, donna, Madonna del popolo.

La Madonna del popolo,è la Madonna dei laici, che “sono semplicemente l’immensa maggioranza del popolo di Dio” (E.G. 102), scrive Papa Francesco. I laici, e tra essi soprattutto le donne, sentono Maria una di loro, una del popolo, La Madonna del popolo ci ricorda anche questa nuova condizione popolare, Vergine e Madre, “figlia del suo Figlio”. E Maria ha trovato nei laici, dai piccoli, alle donne, ai semplici del popolo i suoi interlocutori preferenziali. Come Maria, donna del popolo, ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della salvezza, così le donne del popolo, di questo popolo – spose, madri, lavoratrici, vergini e consacrate – hanno avuto e hanno un ruolo fondamentale nella vita della Chiesa, esprimendone concretamente la maternità, una delle dimensioni più popolari, comunitaria della Chiesa che nasce dalla grazia, di cui Maria, ‘piena di grazia’, è stata la prima a viverne la profondità e la novità, e che è sempre messa in pericolo dal qualunquismo, dall’intellettualismo, dal conformismo.

I laici, e tra essi soprattutto le donne, sentono Maria una di loro, una del popolo: “è bello essere popolo fedele di Dio” (E.G.274), ricorda Papa Francesco. Questa fedeltà a Dio noi la impariamo da Maria: “Come una vera madre, cammina con noi, combatte con noi, ed effonde incessantemente la vicinanza dell’amore di Dio. Attraverso le varie devozioni mariane, legate generalmente ai santuari, condivide le vicende di ogni popolo che ha ricevuto il Vangelo, ed entra a far parte della sua identità storica” (E.G. 286).

Cari fratelli e sorelle, in questo nostro Santuario, nei pellegrinaggi che hanno l’ultimo tratto nel lungo e suggestivo porticato del viale - dove ieri e oggi i Madonnari ci hanno regalato le loro immagini di S. Maria in Aula Regia - desideriamo vivere insieme un anno mariano: con intensità di fede, come una grande opportunità di riflessione, preghiera, penitenza, carità alla scuola di Maria, Madonna del popolo. In ogni giorno di questo anno salga la nostra preghiera a Dio, per intercessione di Maria, incoronata e qui invocata come Madonna del popolo, per le nostre famiglie, soprattutto se vivono un momento di difficoltà, di smarrimento, per i nostri giovani, che come la giovane Maria si aprano con fede e intelligenza alle sfide di oggi, ma anche a uno stile di vita cristiano, per i sofferenti nel corpo e nello spirito, perché non perdano la speranza. Immersa nella bellezza del creato, che il Delta ci regala ogni giorno, Maria, Madonna del popolo ci aiuti a custodire questi ambienti naturali e di vita, fonte dell’accoglienza di persone e famiglie, di lavoro, di futuro. Così sia.

La Voce di Ferrara-Comacchio è il settimanale dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio
Redazione: Via Boccacanale di Santo Stefano 24/26 - Ferrara - Tel. 0532/240762 Fax 0532/240698
Proprietà dell'Opera Archidiocesana per la Preservazione della Fede e della Religione
Reg. Tribunale di Ferrara n. 66 del 27-09-1956