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S. Gerolamo, ascolto e testimonianza della Parola: omelia di mons. Perego

Chiesa di Pontegradella, 30 settembre 2020


S.E.Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Care sorelle e cari fratelli, siamo riuniti stasera per lodare e ringraziare il Signore per il dono di una presenza della comunità delle Suore francescane del Sacro Cuore di Gesù. È una lode e un ringraziamento che si unisce al dolore per una comunità, oggi formata da Suor Ancilla, Suor Assuntina e Suor Doreen, che lascia la vostra parrocchia e la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio.

Ricordiamo oggi S. Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa. “Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo”: queste parole di S. Girolamo - che dedicherà la sua vita a leggere, tradurre e commentare la Bibbia - sono indicative dell’importanza per il cristiano di leggere e conoscere le Scritture. L’ascolto della Parola è al centro di ogni vocazione, di ogni consacrazione e rimane al centro di ogni stile di vita cristiana. La Parola di Dio di oggi ci fa riascoltare i discorsi di Giobbe ai suoi amici sulla Onnipotenza di Dio, che scuote la terra, di cui è Creatore e Signore. Un Dio che è prossimo a ciascuno di noi, ma che rischiamo che “passi vicino e non lo vediamo” – come ricorda Giobbe, di non riconoscere “le sue meraviglie”. Un Dio che Giobbe teme che non ascolti l’uomo, ma a cui in realtà Giobbe rivolge continuamente le sue domande. In questo tempo di pandemia sembra che non riconosciamo la vicinanza e la prossimità di Dio. Siamo forse troppo distratti o legati – come Giobbe - alle nostre domande, ai nostri dubbi che perdiamo la certezza di una presenza di Dio Creatore e Signore nella nostra vita e nella storia. Anche le persone, talvolta, ci sono vicine e non le riconosciamo per il loro valore. Ce ne accorgiamo quando vengono a mancare. Tutte le volte che una comunità di Suore ha lasciato la nostra Diocesi in questi anni, il popolo di Dio ha riconosciuto questa vicinanza di persone che nel silenzio, nel lavoro educativo e pastorale, quotidianamente ci erano sorelle, amiche e compagne di viaggio. Come tra voi le Suore Francescane del S. Cuore: vicine alle famiglie, ai loro bambini, agli anziani; vicine nella preghiera e nel lavoro di ogni giorno; vicine nella sofferenza e nel dolore; vicine nella vita liturgica e pastorale. Una vicinanza ispirata dallo stile di S. Francesco, il Santo dell’umiltà e della povertà, ma anche del coraggio della testimonianza e dal Cuore di Gesù, segno di un amore a Dio e al prossimo con tutto se stesso.

La pagina evangelica inizia con un’affermazione chiara di un discepolo di Gesù: “Ti seguirò ovunque”. A questa affermazione Gesù fa seguire due esempi della fatica di seguirlo: per il legame ai familiari o alla propria terra. La radicalità evangelica non è rigidità ed eroicità, ma chiede che nulla sia anteposto al Signore, chiede di affidarsi al Signore, come ci ricorda S. Teresa di Lisieux: “spero in Colui che è la Virtù, la Santità Stessa: è Lui solo che accontentandosi dei miei deboli sforzi mi eleverà fino a Lui”. La vita consacrata, attiva o contemplativa, nella Chiesa ci ricorda concretamente questa radicalità evangelica che sempre di più dalla libertà dalle cose e dagli affetti deve portare anche alla libertà interiore, che si raggiunge con la scelta di vita delle beatitudini evangeliche, con il fare nostri – abbiamo ascoltato Domenica scorsa le parole dell’apostolo Paolo – “gli stessi sentimenti di Cristo”.

Le Suore francescane sono arrivate tra voi da un altro Paese, Malta, una piccola isola nel Mediterraneo di cui sentiamo molto parlare anche oggi, dove la fede ha generato storie significative di evangelizzazione, cristiani che hanno fatto scelte radicali. È stata una storia di emigrazione da Malta all’Italia che ha generato uno scambio tra Chiese, tra culture, una condivisione nella fede. È stato il coraggio di una scelta radicale che ha condotto le nostre Sorelle a lasciare il loro Paese, i loro affetti per attraversare il Mediterraneo e arrivare in questa periferia della città di Ferrara, rimanendo tra noi oltre 40 anni.

Care sorelle e cari fratelli, chiediamo al Signore di accompagnarci nelle nostre scelte di vita, perché sempre più siano ispirate dalla Parola di Dio e guidate dagli stessi “sentimenti di Gesù”. Preghiamo il Signore per le nostre sorelle che rientrano a Malta o continuano la loro azione pastorale ancora in Italia: scenda su di loro la benedizione del Signore ricca di grazie per il bene che hanno regalato a piene mani in questa nostra comunità e Chiesa. Non vi dimenticheremo. Ma anche voi, Suor Ancilla, Suor Assuntina e Suor Doreen, non dimenticateci: continuate ad esserci vicine nell’affetto, nella preghiera, in forza della comunione ecclesiale. Continuiamo ad essere uniti nella fede e nella fraternità. Il Signore vi accompagni e vi benedica. Così sia.

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