• Redazione

S. Francesco e lo stile di fraternità: omelia di mons. Perego

Ferrara, 4 ottobre 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, carissimi confratelli, la celebrazione eucaristica domenicale di oggi incrocia il ricordo di S. Francesco, patrono d’Italia, e l’inizio della settimana mariana, in preparazione alla solennità della nostra patrona, la Madonna delle Grazie. Siamo in un tempo non facile e il patrocinio, oltre che la testimonianza di Maria e di S. Francesco ci aiuta a leggere i segni dei tempi e a guardare al futuro. Anche la nuova enciclica sociale pubblicata oggi di Papa Francesco, dal titolo significativo ‘Tutti fratelli’, ripreso dalle Fonti francescane, ci aiuta a leggere questo tempo, recuperando uno stile di fraternità ecclesiale e sociale.

Come ogni Domenica ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina del profeta Isaia ricorda una costante della storia del popolo di Dio di ieri e di oggi: nella vigna, che rappresenta il mondo, a fronte dell’amore di Dio l’uomo risponde con la violenza, la malvagità, il peccato. E’ un invito alla conversione, ma anche alla riforma, alla conversione delle strutture di peccato che inevitabilmente generano nel mondo il male nelle sue diverse forme: economiche, sociali e ambientali. Una riforma che riguarda anche la Chiesa: ha riguardato la Chiesa ai tempi di S. Francesco e riguarda la Chiesa di oggi. Anche la pagina evangelica di Matteo vede Gesù raccontare una parabola “ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo”, che ha al centro la vigna e i contadini. La parabola ha anche un carattere cristologico. Il Figlio che il Padre manda e che i contadini uccidono è Gesù, che morirà in croce. “Gesù è “la pietra scartata dai costruttori diventata pietra angolare” nella costruzione del nuovo popolo di Dio. “Una meraviglia”: il Figlio che l’uomo scarta, rifiuta, uccide diventa motivo della salvezza dell’uomo. E’ la storia di Gesù, ma anche dei santi e testimoni della fede che rifiutati, perseguitati sono diventati poi ‘la pietra’ su cui la Chiesa ha rinnovato la sua fede e la sua vita. Anche S. Francesco inizialmente non è stato capito, è stato deriso e rifiutato. La sua conversione, poi, è diventata ‘pietra angolare’ per una riforma popolare della Chiesa, per una nuova evangelizzazione, con uno stile che ha scelto la pace, il dialogo, il servizio, la condivisione fraterna. La fede di S. Francesco, non intimista ma aperta al mondo, attenta a rinnovare la Chiesa, è la fede richiesta anche a noi oggi. Lo ricorda Papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium, riferendosi proprio a S. Francesco e S. Teresa di Calcutta: “Chi oserebbe rinchiudere in un tempio e far tacere il messaggio di san Francesco di Assisi e della beata Teresa di Calcutta? Essi non potrebbero accettarlo. Una fede autentica – che non è mai comoda e individualista – implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore dopo il nostro passaggio sulla terra. Amiamo questo magnifico pianeta dove Dio ci ha posto, e amiamo l’umanità che lo abita, con tutti i suoi drammi e le sue stanchezze, con i suoi aneliti e le sue speranze, con i suoi valori e le sue fragilità” (E.G. 183).

Difronte a questa meravigliosa opera di Dio, all’impegno di conversione acquistano un particolare significato le parole dell’apostolo Paolo ai Filippesi. Paolo invita alla conversione che chiede uno stile di vita che cerca la giustizia, la purezza nei pensieri e nelle azioni, l’amabilità. E’ lo stile fraterno, indicato come strada per il futuro della Chiesa e del mondo da Papa Francesco nella nuova enciclica: uno stile di vita che vince prepotenza e supponenza, che supera ogni forma di distinzione e discriminazione, che considera il mondo una casa comune da custodire e tutelare per le nuove generazioni. E’ lo stile che genera pace in ogni famiglia, in ogni città: la pace che S. Francesco ha ricevuto dal Signore e ha donato a larghe mani nella sua vita; la pace che da Assisi, attraverso i suoi fratelli, arrivati tra nella nostra città ancora vivente il Santo, ha annunciato e portato a Ferrara e in ogni angolo del mondo fino ad oggi. Questa basilica rimane un segno concreto, una casa dove lo stile di vita cristiano e lo spirito francescano è annunciato, insegnato, testimoniato dalla comunità dei Frati minori francescani.

Cari fratelli e sorelle, “Piccoli ma forti nell’amore di Dio, come san Francesco d’Assisi, tutti i cristiani siamo chiamati a prenderci cura della fragilità del popolo e del mondo in cui viviamo” (E. G. 213). Con queste parole di papa Francesco, desideriamo prepararci alla settimana mariana, invocando la protezione della Madonna delle Grazie. Maria, donna del Terzo giorno, Madre del Risorto. Maria ci aiuti ad avere uno sguardo pieno di speranza sulla Chiesa e sul mondo. Così sia.

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